Nota di Nimby trentino

Il dott. Capra rassicura il ministro Bersani


Da www.ambientebrescia.it

E il… comune senso del pudore?


L’ing. Renzo CAPRA, presidente di Asm Spa,

privatizzata e quotata in borsa,

tiene la relazione introduttiva
all’odierno Convegno dell’Asl di Brescia

“I Registri tumori nel nuovo millennio”

dal titolo impegnativo ed ammiccante

“Ambiente e salute – Sostenibilità con equità”
A CHE TITOLO?


Siamo andati a scorrere il suo curriculum, gli studi fatti (laurea in Ingegneria Industriale Elettrotecnica), le attività di docenza svolte (Macchine II e Centrali di Energia), la lunghissima carriera manageriale in imprese energetiche (prima all’Anic, poi alla Snam, infine per oltre 40 anni nell’Asm): non uno straccio di titolo o di esperienza professionale che abbiano a che fare con i temi della prevenzione ambientale, della salute e dei tumori.


A che titolo, dunque, l’ing. Renzo CAPRA,

inserito dall’Asl nel Comitato scientifico [sic!]

del Registro tumori, interviene nell’odierno convegno?
Forse la ragione sta proprio nel ruolo di Presidente di Asm Spa

e delle attività industriali che la stessa esercita in città:


1. l’inceneritore più grande d’Europa, da 800.000 tonnellate di rifiuti urbani e speciali, di cui metà importati da fuori provincia (essendo insufficienti quelli prodotti a Brescia per alimentare questo impianto), collocato in città, in quartieri che avrebbero ben diritto di parlare di “equità”, dato che sono “benserviti” da strade trafficatissime, acciaierie e centrali di Asm Spa. Questo impianto emette ogni anno circa 5 miliardi di m3 di aria inquinata (entro i limiti di legge per singolo m3, ovviamente) da diossine, PCB, metalli pesanti, sostanze notoriamente cancerogene, nonché da diverse centinaia di tonnellate di altri composti (ossidi di azoto, ma non solo) precursori di PM 2,5, che l’Ue indica come cause di patologie cardiocircolatorie e polmonari, nonché di tumori (CAFE 2005), e produce esso stesso 230.000 tonnellate di rifiuti da tumulare in discarica in provincia di Brescia.


2. centrali termoelettriche policombustibili che potrebbero funzionare già ora a metano, meno inquinante, ma che vengono alimentate volutamente (ancorché “equamente”!) a carbone e ad olio pesante per risparmiare soldi e per poter motivare la progettata centrale turbogas, emettendo quindi un sovrappiù di oltre un migliaio di tonnellate tra ossidi di azoto e di zolfo, anch’essi precursori di PM2,5, che l’Ue indica come cause di patologie cardiocircolatorie e polmonari, nonché di tumori (CAFE 2005).


Il risultato è che Brescia ha la peggiore qualità dell’aria della Lombardia, con il Ministero dell’Ambiente (Apat 2006) che indica un contributo di circa il 50% delle emissioni di ossidi di azoto e di PM10 a carico del polo energetico Asm, emissioni che dovrebbero preoccupare l’Asl di Brescia se avesse a cuore, come dovrebbe, la salute pubblica.


Insomma l’Asl ha chiamato ad iniziare il convegno proprio chi di tumori se ne intende, secondo la bizzarra usanza di mettere il lupo, magari travestito da CAPRA, a sorvegliare gli agnelli.


Sarà mai possibile che l’Asl
indaghi sugli effetti di questi impianti sulla salute dei bresciani

quando è il presidente di Asm Spa che ripaga

la sua presenza nel Comitato scientifico nel Registro tumori

con cospicui finanziamenti?


È vero che siamo nel Paese dei “conflitti d’interesse”,

ma in questo caso sembra venir meno anche

il comune senso del pudore!


Brescia, 9 novembre 2007

Comitato contro la centrale turbogas di Brescia,

Cittadini per il riciclaggio,

Comitato Ambiente Città di Brescia,

EnergEtica,

Forumambientalista,

Gruppo MeetUp “Amici di Beppe Grillo” di Brescia



Il Brescia, 10 novembre 2007

Davide Bacca - davide.bacca@epolis.sm


Salute, lo strumento dell'Asl fotografa la situazione in 164 comuni bresciani

Il nuovo registro dei tumori

casi in crescita, morti in calo

Oltre 21mila malati, sale l'incidenza del cancro alla prostata e alla mammella

 

Cresce l'incidenza di tumori nella popolazione bresciana. Ma diminuisce il tasso di mortalità. È quanto emerge dal nuovo registro tumori elaborato dal professor Francesco Donato per l'Asl di Brescia e presentato ieri al convegno I registri tumori nel nuovo millennio.

Rispetto al vecchio registro - basato su dati del 93-95 - quello nuovo, che allarga la popolazione coperta passando da 390mila a un milione 16mila persone (164 comuni), analizza i dati del triennio 99-2001. Un periodo in cui si sono verificati 21.489 casi di tumore, 11.675 negli uomini e 9.797 nelle donne. Il raffronto tra i due registri, rivela una crescita dell'incidenza che, per i maschi, passa da 532,1 ogni 100mila abitanti (totale tumori esclusa la classe C44, quelli della pelle non melanomi) a 557,1; aumento più lieve per le donne, da 418,1 a 434,8.

Nel dettaglio per gli uomini è aumentata l'incidenza del tumore alla cute (da 90,4 a 102,5) e alla prostata (da 43,9 a 97,7) mentre è notevolmente diminuito quello ai polmoni (da 112,7 a 90,5). Il confronto con gli altri territori evidenzia invece alcune criticità bresciane come il tumore al fegato (41,2 contro il 20 di Varese), dovuto in buona parte all'abuso di alcool, ma anche al rene e alla laringe. Per le donne l'aumento dell'incidenza vi è stato per il tumore alla mammella (da 134,6 a 143,5) e per la tiroide (da 9,6 a 19,4); risultato positivo e in controtendenza con il dato nazionale, è quello del cancro ai polmoni, sceso dal 21,9 al 19,7.

Va detto che l'aumento dell'incidenza è in buona parte spiegato con l'aumento dell'attività di screening messa in campo dall'Asl che consente un'anticipazione diagnostica e la cura, in tempo, della malattia. Da qui si spiega anche la diminuzione della mortalità: per la mammella, per esempio, si passa da 37,4 casi ogni 100mila a 29,26; così per la prostata: da 17,4 a 15,16.

Il registro, strumento indispensabile per studiare le strategie di prevenzione e cura, è in parte finanziato da Asm e vede nel comitato scientifico il presidente Capra. Cosa contestata da un gruppo di ambientalisti che hanno manifestato davanti l'ingresso del convegno ricordando che l'aria di Brescia - la peggiore della Lombardia - è gravata dalle emissioni delle centrali Asm.

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