Quanta acqua consuma il golf di Daiano?

 

Caro de Battaglia, il referendum di Daiano (7 ottobre) ha sancito l’opposizione della comunità al progettato campo da golf: 555 elettori, 242 votanti, 230 no. Un risultato schiacciante, se si considerano gli astenuti abituali (mai meno del 20 per cento) e il grave fatto che l’invito all’astensione da parte del comitato pro-golf ha di fatto negato la segretezza del voto.

Tuttavia vorrei invitare i lettori a soffermarsi su un argomento diverso, ma importante: il consumo idrico di un campo da golf da 60-65 ettari, come quello progettato sui prati a circa 1400 metri di quota nei Comuni di Daiano e Carano, in Val di Fiemme, sopra Cavalese.

Superficialmente si potrebbe pensare che un golf differisca dagli attuali prati solo per l’esistenza delle “buche”. Informandomi su documenti scientifici non preconcetti, mi sono tuttavia accorto che ciò è una ingannevole illusione “cromatica”. Un campo da golf, a dispetto della sua bella apparenza, è un sistema assolutamente artificiale, che vuole solo certe graminacee ed elimina le altre con massicce dosi di pesticidi. E che necessita di grandi quantità d’acqua. Tantissima acqua!

Quanta? Vediamo le statistiche su dati reali di due diverse fonti, riferendole ad un campo da golf di 65 ettari, 35 dei quali vengano irrigati. Si consideri che per il progettato golf sono inoltre fattori negativi sia l’esposizione a sud, che aumenta l’evaporazione del suolo, sia la localizzazione su un versante in quota, le cui sorgenti non ancora sfruttate saranno necessarie in futuro ai paesi.  

1) Il rapporto dell’Agenzia Europea per l’Ambiente intitolato “Sustainable water use in Europe” fornisce un dato medio: 10.000 metri cubi per ettaro irrigato ogni anno, equivalenti per ciascun golf (35 ettari irrigati) ad un consumo annuo di 350.000 mc.

2) Uno studio dell’Università del Colorado intitolato “The Economic Contributions of Colorado’s Golf Industry” contenente dati raccolti direttamente dai gestori dei campi da golf dopo una campagna per la riduzione degli sprechi idrici, mostra come i 250 campi da golf del Colorado coprono una superficie di 35.600 acri, di cui il 55%, cioè 19.800 (8.000 ettari), vengono irrigati. Nel 2002 hanno utilizzato 15,6 miliardi di galloni d’acqua (59 milioni di mc): dunque 7400 mc per ettaro all’anno, e per ciascun golf un consumo annuo di 260.000 mc.

Vediamo ora cosa dice lo studio di fattibilità del golf a Daiano-Carano, datato 10/08/2006, commissionato dal Comprensorio C1. Curiosamente tale studio prevede un’irrigazione minima e limitata a soli 18 ettari (solo il 36% dei 65 ettari, mentre in Colorado è irrigato in media il 55%). Grazie all’evidente sottostima di irrigazione e di superficie irrigata, viene previsto un fabbisogno annuo di 44.000 mc. Notare che esso è tuttavia paurosamente vicino al consumo di tutto il Comune di Daiano: 45.319 mc erogati su 460 contatori nell’anno 2005.

Non so se il golf di Daiano sia progettato come un modello esemplare a livello mondiale, o se le stime siano state addomesticate per rendere il boccone meno amaro, ma certo il giudizio morale, ambientale e politico sui promotori del golf appare evidente. Comparandosi con i dati del golf a 9 buche di Folgaria i “pro-golf” di Daiano sostengono che, anche se non piovesse mai, basterebbero 14.600 mc all’anno: un ventesimo dell’acqua richiesta dai golf normali! O sono dei geni da Nobel, o sono come quel pescatore che, al bar, sostenesse spudoratamente di aver pescato una marmorata da 15 metri. Con l’unica differenza che - purtroppo - alcuni gli credono.

Ruggero Vaia, Fiemme
 

Premesso che un campo di golf può far comodo al turismo, premesso che chi ha i soldi necessari non va certo a giocare a Daiano, premesso che è fin troppo facile anticipare che i campi da golf, fra pochi anni, faranno la fine dei campi di tennis (rottami - pareva che un paese morisse se non ne aveva uno ed ora la maggior parte sono campi di patate), premesso che non si può avere la botte piena e la moglie ubriaca (innevamento artificiale l’inverno e irrigazione artificiale l’estate) e che non basta succhiare i soldi dell’autonomia per cambiare il clima (piove più sugli Altopiani - Folgaria - che in Fiemme, dove l’umidità è drenata dal Lagorai, ma piove più in Fiemme che in Colorado), il dato eclatante e scandaloso è che per annaffiare il golf si consuma la quantità d’acqua che serve ad alimentare un paese. Benché si parli di acqua l’impressione è che il Trentino stia ubriacandosi di soldi e di autonomia fino ad uscire di strada, come le vittime del sabato sera.

Si schiantano anche le misure democratiche del consenso. Perché l’altro punto da sottolineare è il deciso, e del tutto disatteso, “No” di Daiano al golf che impedisce di valorizzare le risorse alpine e fa invece da traino alle peggiori speculazioni immobiliari. Con il sostegno pubblico. Una cupa cortina di complice silenzio è scesa, infatti, sui risultati del referendum del 7 ottobre. Forse la gente dovrebbe incominciare a ribellarsi. Perché a Daiano il cosiddetto “quorum” non è stato raggiunto per soli 36 voti, ma ha votato il 43,6 per cento (non il 20 come per le scuole) e di questi il 90 per cento ha detto “NO”. Chi non ha votato non c’era (quante residenze di comodo ci sono nei paesi turistici trentini?) non voleva, non capiva. Viltà istituzionale. Eppure tutto tace. E questo silenzio è violenza.

Franco de Battaglia

Trentino, 23 novembre 2007

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