La circoscrizione vota mozione contro il nuovo impianto:
«Troppo vicino a Casanova»

Don Bosco dice «no» all’inceneritore

«Inutile e dannoso». L’Svp si astiene sul documento del Polo.
I costi arrivano a 135 milioni

 

BOLZANO. Don Bosco contrario alla realizzazione del nuovo inceneritore: i suoi 27 mila abitanti non lo vogliono. Lo si evince dalla risoluzione votata dal consiglio di Circoscrizione all’unanimità, eccetto l’astensione del consigliere Svp (il centrosinistra è uscito dall’aula). Si chiede a sindaco e consiglio comunale di attivarsi presso la Provincia: ci si attende un ripensamento. Intanto, le perplessità sul termovalorizzatore aumentano. In primis, il bilancio di previsione 2008 della Provincia parla chiaro: per via dei mutui l’impianto non costerà 98,5 ma 135,5 milioni. In seconda battuta, il preventivo attuale non tiene conto della necessità di nuove tubature per il teleriscaldamento: così facendo andranno persi i 9/10 del calore prodotto.

Come precisa il presidente del quartiere, Enrico Lillo, «il consiglio ha avuto modo di discutere la scelta fatta dalla Provincia di collocare il nuovo impianto di incenerimento nelle immediate vicinanze del quartiere Don Bosco, a pochi metri in linea d’aria dal costruendo rione Casanova. Il consiglio è convinto che - dando l’avallo al progetto - si sia persa la grande occasione di non costruire più un nuovo inceneritore o, nell’ipotesi che questa sia l’unica via possibile per lo smaltimento dei rifiuti, di collocarlo in una zona differente da quella di un centro abitato».

La maggioranza dei consiglieri ha riconosciuto che il nuovo inceneritore, «imposto senza valutare nessun’altra alternativa, contribuirà alla svalutazione della zona che, al contrario, merita di essere rivalutata, in quanto di grande pregio sia paesaggistico che agricolo».

Inoltre, il nuovo mega impianto «comporterà un aumento dell’inquinamento sul quartiere, che va ad aggiungersi a quello che già esiste per via del traffico, dell’autostrada e della vicina zona industriale».

Al termine di una lunga discussione, il consiglio di quartiere ha espresso «la sua assoluta contrarietà alla costruzione del nuovo inceneritore nella posizione individuata dalla Provincia». I consiglieri hanno poi deciso di scrivere una missiva a sindaco, assessore all’ambiente e presidente del consiglio comunale, per chiedere che la loro posizione venga illustrata con forza e portata a conoscenza della giunta provinciale, «dalla quale ci si aspetta un ripensamento al progetto».

«Ricorreremo a tutti gli strumenti politici - chiosa il presidente Lillo - oltre che a tutte le iniziative popolari possibili, affinché sia data voce ai cittadini, nella speranza che prevalga la loro volontà anziché la logica politica».

Passando a un altro aspetto, il consigliere di An Mauro Minniti denuncia che «secondo quanto previsto dalla bozza del bilancio di previsione per l’anno 2008, il costo del nuovo impianto non sarà affatto di 98,5 milioni di euro come stabilito, ma, per via del mutuo da accendersi per finanziare l’opera, si salirà alla cifra di oltre 135 milioni di euro, da pagarsi da qui al 2020».

Emerge infine un altro aspetto, fino ad oggi sottovalutato, sempre legato al finanziamento, ma non limitato a questo. L’attuale preventivo studiato dalla Provincia, infatti, non considera l’adeguamento delle tubature del termovalorizzatore per il suo utilizzo nel teleriscaldamento. Tutt’altro che una questione di secondaria importanza. L’attuale impianto, infatti, produce 4 Megawatt. Con il nuovo termovalorizzatore, infinitamente più efficiente del vecchio, la produzione termica verrà decuplicata: 40 Megawatt. Per poterla utilizzare servirebbero tubazioni adeguate, in grado di trasportare codesta energia termica sotto forma di vapore alla centrale di teleriscaldamento e, da qui, magari, alle abitazioni di Casanova. Secondo indiscrezioni, l’adeguamento verrebbe a costare svariati milioni di euro; alcuni tecnici parlano di 10 o 15 milioni. Ma di questa cifra, nel preventivo attuale, non si trova alcuna traccia. Conseguenza ovvia: le tubature non verranno adeguate e, così facendo, i nove decimi dell’energia termica prodotta verranno dispersi in atmosfera e non sfruttati per il teleriscaldamento.

Davide Pasquali

 

37 milioni più del previsto

 

BOLZANO. Nel bilancio di previsione della Provincia per l’anno finanziario 2008, presentato il 6 novembre dall’assessore alle finanze Werner Frick e che verrà discusso in consiglio a dicembre, si dice che per la realizzazione del nuovo inceneritore di Bolzano Sud resta fermo l’importo massimo autorizzato di 98,5 milioni di euro, ma il tutto va finanziato tramite un mutuo, il cui rimborso porterà, nel 2020, alla cifra finale complessiva di 135,5 milioni di euro.

La bozza del bilancio di previsione provinciale fornisce una tabella degli importi suddivisi per anno. Nel 2008 la Provincia sborserà 1.238.000 euro; nel 2009 si passerà già a una cifra decisamente più consistente: 5.914.990. Poi, dall’anno successivo si entrerà a pieno regime: nel 2010 la Provincia dovrà mettere a bilancio 11.451.690 euro, mentre dal 2011 e per i successivi sette, dalle casse dell’amministrazione provinciale dovranno fuoriuscire 13.549.440 euro l’anno. Nel 2018 si scenderà, ma di poco: 12.311.420. Rimangono fuori il 2019 (7.634.460) e il 2020 (2.097.760). In totale, per la precisione: 135.494.400 euro. Quasi 37 milioni di euro in più.

Alto Adige, 23 novembre 2007

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