Comunicato stampa

Trento, 24 novembre 2007

 

Sanità: anche l'APSS trentina è "carrozzone politico"?

Spunti dalla cronaca nazionale
e da quella locale, ripresa dai recenti fatti nazionali

 

È sconcertante vedere come in questo Trentino, per quanto riguarda le problematiche in tema di salute ed ambiente, sia costantemente assente la voce dei medici.

Nello stesso giorno in cui è stato emesso il comunicato stampa di Firenze, in cui 173 medici manifestano la propria contrarietà alla pratica dell'incenerimento, a Taio, nella Val di Non (TN) della monocoltura della mela, si è fatto finta di parlare di salute e fitofarmaci in un convegno dal titolo scontato e organizzato dalla Provincia autonoma di Trento: "Frutticoltura e ambiente - una convivenza possibile e necessaria".

Sembra questa l'unica risposta, visto il titolo e le scontate conclusioni, agli interrogativi e alle sensibilità di liberi comitati, sempre più numerosi, che studiano e si preoccupano delle condizioni di rischio derivanti dall'uso intensivo di fitofarmaci, in particolare per le esposizioni dei bambini.

La scelta dei relatori rasenta il ridicolo, praticamente tutti sono strettamente "interessati" a quelle produzioni agricole: l'assessore provinciale all'Agricoltura in testa, il direttore di Melinda, il presidente di Apot ecc.; il solo medico presente, il dott. Cristofolini Mario, è un dermatologo molto vicino alle politiche di governo.

Assenti, come al solito, esperti igienisti e epidemiologi ambientali; assenti totalmente gli organi competenti dell'APSS di Igiene pubblica ed Epidemiologia.

Assente, e forse non a caso, l'assessorato alla Sanità, con conclusioni lasciate in mano, ancora una volta, ai non esperti: l'assessore all’Agricoltura Mellarini e il presidente Dellai (assente).

Su questa delicata tematica, al di là degli autocelebrativi resoconti in cronaca locale sottoriportati, a quando un confronto serio, tavoli di lavoro in grado di studiare il problema e di proporre serie modalità per contenere i rischi, pur rispettando gli interessi dei produttori? Le persone vogliono dati aggiornati, non banali chiacchiere finalizzate a far tacere chi si interroga; queste sono politiche vecchie e assai pericolose.

C'è tanto bisogno di politiche cautelative e non di accontentare, solo e sempre, la logica del profitto: del resto non c'è molto da meravigliarsi, se è stato scritto che "solo droga e sesso” comportano profitti come quelli di Melinda....

 

Cordiali saluti

Nimby trentino 

 

 

«Meno tumori grazie alle mele»
In un convegno, scenari da Eden per la Val di Non

 

VAL DI NON - Buona, salubre e sana: è questo l'identikit della mela Melinda, emerso dalla serata «Frutticoltura e ambiente: una convivenza possibile e necessaria», organizzata dalla Cassa Rurale d'Anaunia presso la sala conferenze del magazzino Cocea, alla presenza di un pubblico molto numeroso.

Obiettivo della serata, quello di chiarire il complesso rapporto tra la frutticoltura e l'ambiente, mettendone in luce gli aspetti positivi e i progressi fatti finora, con l'introduzione di Giorgio Melchiori, presidente della Cr d'Anaunia e di Ennio Magnani, presidente di Cocea, e le relazioni di Luca Granata, direttore di Melinda, Alessandro Dalpiaz, direttore di Apot, Maria Beniamina Venturelli, direttrice dell'ufficio frutticoltura del centro per l'assistenza tecnica dell'Istituto agrario di San Michele, Mario Cristofolini, ex primario all'ospedale S. Chiara di Trento e Tiziano Mellarini, assessore provinciale all'agricoltura.

Ha dato subito una nota d'incoraggiamento all'incontro Granata, che ha presentato i dati della produzione di mele nel 2007: «Per Melinda si tratta dell'annata migliore di sempre, con un buon 30% in più rispetto alla produzione del 2006, che era stata particolarmente scarsa. Il Trentino Alto Adige in generale ha quindi registrato una produzione molto buona, a fronte di un calo generale nell'Europa (-27), dovuto ad un decremento del 46% nei 12 paesi appena entrati, di Usa e Cina. In Italia quindi siamo in una situazione di sostanziale equilibrio, con il rischio di una concorrenza interna tra i vari produttori. Questo però non ci spaventa: siamo ben equipaggiati sotto tutti i punti di vista, con un piano marketing ben dotato e un'ottima qualità del prodotto».

Ma soprattutto, la mela prodotta è sana: «In oltre il 99% dei casi, il residuo dell'irrorazione è almeno 7 volte inferiore al tetto massimo previsto per legge - ha sottolineato Dalpiaz - il rinnovo degli impianti negli ultimi 5 anni, inoltre, ha consentito di utilizzare il 10% in meno dei prodotti di difesa. I fitosanitari, infine, sono meno nocivi: lo dimostra anche uno studio che ha messo in luce come la fauna selvatica sulla sponda destra del Noce sia aumentata».

Negli ultimi decenni, quindi, sono stati fatti passi in avanti in questo ambito: «C'è stata una svolta innovativa notevole - ha ricordato Venturelli - con la presentazione di molte molecole nuove e l'eliminazione di quelle dannose. Ma la vera rivoluzione arriverà quando riusciremo a mandare l'insetto all'insetticida, e non viceversa».

La mela, infine, è responsabile anche di un'alta attività antitumorale: «Il cancro è una malattia che ci creiamo con il nostro stile di vita - ha affermato Cristofolini - per il 35% è determinato dalla dieta, per il 30% dal fumo, e solo per lo 0,2% dai fitosanitari. Frutta e verdura, e in particolare le mele, possono bloccare i radicali liberi grazie ai polifenoli». Smentita anche la diceria per cui, a causa degli anticrittogamici, in Val di Non ci sarebbero più tumori che altrove: «I dati dell'osservatorio epidemiologico mostrano che la Val di Non è addirittura sotto la media provinciale».

«Il nostro territorio trentino è un laboratorio di progetti e di innovazione, addirittura in anticipo anche in questo campo rispetto all'Europa - ha concluso Mellarini - un grande merito per questo va agli operatori agricoli in generale e alla Val di Non in particolare».

Maria Vender

l’Adige, 24 novembre 2007

 

 

Fitofarmaci, Trentino all’avanguardia

I frutticoltori locali pongono grande attenzione nella produzione

 

TAIO. Applausi convinti da parte dei frutticoltori nonesi a Taio nella sala riunioni della C.O.CE.A. durante lo svolgimento del convegno organizzato dalla Cassa Rurale d’Anaunia in collaborazione con la Cooperativa frutticola sul tema «Frutticoltura & Ambiente - una convivenza possibile e necessaria». La categoria non vuole essere “sorda” alle sollecitazioni che chiedono loro di essere promotori del miglioramento dell’ambiente oltre che della salubrità del prodotto.

Una attestazione che è stata strappata dalla positività delle relazioni svolte da Alessandro Dalpiaz direttore Apot, da Beniamina Venturelli di Iasma, da Mario Cristofolini ex primario e presidente associazione volontari lotta contro il cancro che con grande semplicità e numerosi dati hanno dimostrato come la Valle di Non con le sue produzioni frutticole non può essere considerata territorio più inquinato rispetto all’intero ambiente provinciale. A convincere in maniera più lapalissiana ci ha pensato Mario Cristofolini che facendo leva sulle statistiche epidemiologiche e sui dati di analisi ha dimostrato come in Valle di Non l’incidenza dei tumori sia nella fascia media, lasciando ad altre realtà del Trentino la posizione di testa nella graduatoria.

«Dieta, obesità, fumo rappresentano», ha affermato Cristofolini, «pericoli decisamente maggiori rispetto all’inquinamento compreso quello da fitofarmaci che si attestano sullo 0,2%, la mela in particolare la vostra frutticoltori della Velle di Non con i suoi polifenoli è un frutto salutare che riduce il rischio da tumore». Ma anche dalle affermazioni di Dalpiaz e Venturelli sono arrivate note estremamente positive di un Trentino che si è posto all’avanguardia rispetto alla normative Nazionali ed Europee nel campo agricolo per attenzione verso l’uso di fitofarmaci.

L’impegno volontario poi divenuto obbligatorio del protocollo, il quaderno di campagna, gli interventi mediante la confusione sessuale sono esempi di ampio anticipo sulle norme indicate dall’Europa, impegni che i frutticoltori per la quasi totalità hanno rispettato e rispettato in un convincimento di interesse proprio, del territorio e dell’intera comunità che ci vive.

Gli interventi di Giorgio Melchiori presidente della Cassa Rurale di Anaunia, di Ennio Magnani e Luca Granata direttore del Consorzio Melinda hanno contribuito a completare la serata informativa. Dalla sala tre interventi intesi a chiarire l’azione di alcuni principi attivi, gli interventi nelle aree sensibili e l’opportunità di un continuo confronto con chi non è agricoltore e quindi ha bisogno di costanti informazioni per evitare la convinzione che vi possa essere qualche pericolo di inquinamento e minaccia alla salute.

All’assessore Tiziano Mellarini le conclusioni nella convinzione che un dibattito seppur ricco e intenso non può essere esaustivo su un tema complesso ed impegnativo come “frutticolture-ambiente”, ma con la certezza che la Valle di Non ma il Trentino nel suo insieme ha anticipato le preoccupazioni per quanto attiene la difesa dell’ambiente applicando in modo razionale e severo non solo l’utilizzo dei fitofarmaci, ma anche una ampia e ricca rete di controlli da parte del servizio di assistenza tecnica Iasma e dei laboratori dell’Istituto.

Sergio Branz

Trentino, 24 novembre 2007

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