Visita al Centro Riciclo Vedelago (TV)

Venerdì 11 Gennaio 2008

Video

 

 

Invito a cittadini e amministratori del Trentino-Alto Adige

 

La visita verrà effettuata a mezzo pullman

con partenza al mattino

 

Iscrizioni presso:

info@ecceterra.org - info@ambientesalute.org

tel 338 4318069 / 0461 820002

 

Promuovono

CIGE – Comitato Iniziative Giudicarie Esteriori

GAN - Gruppo Ambiente e Nonviolenza - Rovereto

Impronte – Laboratorio di partecipazione - Lavis

Italia Nostra Onlus - sezione di Trento

Libera Associazione Malghesi e Pastori del Lagorai

MAIA - Miglioramento Ambientale Informazione Attiva - Giudicarie Esteriori

Meetup "Amici di Beppe Grillo" - Trento

Nimby trentino Onlus

Per un'altra Pergine

WWF Giudicarie Esteriori

WWF Onlus - Ong del Trentino-Alto Adige

Ambiente e Salute - Bolzano

 

 

PROGRAMMA

 

Ritrovo per la partenza:

Trento, p.le Zuffo: ore 8.15 (entro e non oltre).

Ritrovo per i partecipanti da Bolzano:

davanti alla Regione, p.zza Dante: ore 8.30.

 

Arrivo previsto a Vedelago: ore 10.30.

La visita al Centro si articolerà nel modo seguente.

- Breve introduzione sull'attività del Centro (rifiuti trattati, bacino di utenza, destinazione materiali in uscita ecc.) nella sala di accoglienza.

- Suddivisione dei partecipanti in gruppi di 10 persone per la visita agli impianti, della durata di circa 15-20 minuti; finché un gruppo è in visita gli altri possono visionare il cd e fare specifiche domande all'Ing. Alex Minuzzo.

- Consegna, agli interessati, del kit "Educare allo sviluppo sostenibile" elaborato per le Scuole dei Comuni serviti dal Centro.

 

Pranzo: ore 13.00, presso l'Agriturismo "Il Podere" a 2 km dal Centro.

Costo del pranzo (a richiesta inviamo menù): 20,00 €/persona.

 

Rientro al Centro: ore 15.00.

Partenza da Vedelago: ore 16.30 (non oltre le 17.00).

Arrivo previsto a Trento: ore 19.00 (non oltre le 19.30).

 

Costo del pullman: 16,00 €/persona.

 

Trento, 4 gennaio 2008

 

 

Alleghiamo report a seguito della visita al Centro Riciclo Vedelago (TV), www.centroriciclo.com.

Sono uno spunto per utili approfondimenti sulle possibilità, alternative all’incenerimento, del che fare con la nota “frazione residua” che, in una logica gestionale in divenire, è utilmente e gradualmente riducibile. Quella che parrebbe, invece, non possa essere “valorizzata” se non con un inceneritore, tecnologia rigida e vincolante che congela e vanifica qualsiasi buona pianificazione, verso il miglioramento, da effettuarsi, sempre e soprattutto a monte.

Ci chiediamo perché, dopo 6 anni in cui anche in Trentino (e in Alto Adige) si sono scritti fiumi di parole, tenute decine di incontri (ma nemmeno uno – pubblico - sugli impatti sanitari) ed altre iniziative, ci si dovrebbe costringere alla presunta ineludibile necessità della tecnologia dispensatrice tanto di indimostrabili risolutive risposte, quanto produttrice di nuovi inquinamenti.

E se il Trentino sta dimostrando di saper andare a percentuali di rd ad elevato contenuto quali-quantitativo, nemmeno si comprende perché rischiare di vanificare l’oneroso impegno di amministrazioni e aziende che stanno collaborando con buoni risultati, ormai, con una buona parte degli utenti dell’intera provincia.

Simonetta Gabrielli, portavoce delle proponenti associazioni

Trento, 27 novembre 2007

 

 

Note visita del 6 novembre 2007
Impianto di selezione e riciclo di Vedelago (TV)
delle frazioni di rifiuti secchi riciclabili urbani,
assimilati agli urbani e speciali industriali
(Finalmente un esempio di chiusura del ciclo dei rifiuti
senza ricorrere ai cancrovalorizzatori?)

 

Centro Riciclo Vedelago
Via Molino 17 – 31050 Vedelago (TV), tel 0423 700178
Direttrice Carla Poli, Amministratore unico Alessandro Mardegan

 

Premessa

L’Azienda è nata nel 1990 a Monselice, poi nel 1999 si è trasferita a Vedelago come Centro Riciclaggio Vedelago a supporto del Consorzio Priula TV2 e del Consorzio TV3 che avevano cominciato a pianificare la raccolta domiciliare nel 2000.

Ha un bilancio di 5 mln euro e si avvia a 6 mln di euro.

Occupa 50 dipendenti: 7 in ufficio, il resto operai su due turni.

Inizialmente ubicata in un piccolo capannone della zona artigianale di Vedelago, a seguito dell'incremento delle raccolte differenziate, nel 2003 il Centro Riciclo ha presentato un progetto di nuovo insediamento con volumi atti a soddisfare le esigenze del bacino di utenza servito e con inserimento di nuove tecnologie di trattamento del rifiuto residuale dalle selezioni di materiali destinati alle attività produttive. Il progetto è stato approvato dalla Provincia di Treviso e nel giugno 2004 il Centro ha trasferito l'attività nella nuova sede.

Ora il Centro è ubicato su un fianco della statale Postumia, a nord di Vedelago; si trova sul fondo di una delle tante cave di ghiaia del trevigiano, in depressione di circa 4-5 metri, su una superficie di 35.000 mq.

Il Centro si compone di tre fabbricati. Il più vecchio è un capannone del 2004 per la selezione e imballo delle frazioni secche ricevute selezionate, un nuovo capannone è del 2006 per la produzione di cascami per l’edilizia e granulato di plastica estruso a caldo, entrambi ottenuti dai sovvalli residuati della selezione delle frazioni secche riciclabili. Questo capannone contiene in testata anche un’aula per convegni e per ricevere le numerose classi delle scuole che fanno visita al Centro (circa 1100 ragazzi all’anno).

A margine della cava c’è un terzo edificio adibita a palazzina per gli uffici.

Il Centro ha avuto nel 2004 la certificazione del suo Sistema di Qualità per la produzione secondo le norme UNI 9001 (controllo processi di progettazione e produzione) e poi nel 2005 secondo il Sistema Qualità Ambientale ISO 14000. Questo è importante per la garanzia del controllo delle procedure e delle attività connesse di qualità.

Non si notano inquinamenti da rumore e odori all’esterno dei capannoni.

Le frazioni secche ricevute da Comuni, Consorzi e da Aziende e quelle lavorate e imballate per la spedizione sono collocate all’esterno dei capannoni, perché i tempi di stoccaggio sono abbastanza brevi.

I Comuni che conferiscono sono emiliani (Imola e Faenza), e veneti come la città di Treviso, il Consorzio Priula e TV3, comunità Montana Feltrino, etc, anche il Trentino per un’emergenza causa incendio in un centro di stoccaggio,  per un totale (molto approssimativo) di un centinaio di Comuni e un totale di una dozzina di Enti di Gestione Rifiuti.

Le aziende private industriali o commerciali dalle quali vengono conferiti i rifiuti al Centro sono circa 300.

Come si vede è un impianto che può essere funzionale alla raccolta PaP dei rifiuti industriali ed agricoli non pericolosi. Per esempio dalla ValPlastica S.p.A. di Fontaniva che consegna rifiuti per 2500 t/a e riceve plastica PET selezionata per circa 800 t/a.

Il numero di impianti di destinazione per le varie frazioni sono circa 45: 23 plastica, 1 vetro, 2 alluminio, 2 acciaio, 2 legno, 5 carta e cartone, 3 RAEE, 2 CDR, 2 discarica urbani e 3 inerti. Alcuni di essi sono all’estero: Olanda, Germania, Slovenia, etc.

Ha convenzioni con tutti i consorzi di filiera (salvo il Cobat - batterie usate): Corepla plastica, CNA metalli, Cial alluminio, Coreve vetro, Comieco carta, Rilegno legno.

Il Centro riceve e smista subito anche un po’ di inerti che riceve dai Comuni e li invia ai riciclatori.

Il Centro seleziona e lavora circa 20.000 t/a di frazioni secche riciclabili, circa 100 t/giorno. Le frazioni secche riciclabili corrispondono a circa un milione di abitanti serviti.

Le rese:

invio a riciclaggio di ottima qualità: 87.87%,

CDR a cancrovalorizzatore (da sovvallo): 0.33%,

plastica estrusa (da sovvallo): 2,20%,

a discarica (da sovvallo): 1.54%,

cali lavorazione e produzione: 8.06%.

 

Il ciclo di selezione qualitativa

delle frazioni secche riciclabili

Le linee di ingresso per la selezione sono sostanzialmente due, entrambe con forte utilizzo della selezione manuale su tappeto rullante, che supportano sei combinazioni di frazioni secche riciclabili multimateriale o monomateriale, “multipesante” con vetro o “multileggero” senza vetro ottenute dal PaP o dalle campane stradali o dalle aziende. Il Centro comunque, prima di accettare un input, verifica che il metodo di raccolta garantisca una qualità accettabile per i processi di riciclo totale. Per esempio il consorzio TV1 - CIT voleva conferire la sua frazione secca riciclabile, ma da analisi merceologiche e da prove si è visto che le impurità erano sopra il 50%, per cui si è rifiutato il contratto.

Molto severo anche il controllo in entrata dei carichi dei camion, per non avere sorprese di restituzione a processo iniziato.

Linea 1 dedicata al “multileggero”: plastica mista e metalli, bottiglie di plastica, plastica mista (es. TV3).

Linea 2 per: vetro/plastica/metalli (es. Priula), vetro/plastica (es. TV3), vetro/metalli (multimateriale).

Il grosso problema è la presenza del vetro nel multimateriale. Infatti usura fortemente gli impianti e durante la raccolta, siccome si vuole compattare forte nei camion compattatori, per fare meno viaggi, il vetro è ridotto in piccoli frammenti che sono considerati scarto da vetreria che li riceve come materia prima seconda, oltre che rendere difficile anche il maneggio e lo stoccaggio del multimateriale stesso. Una prima considerazione da fare è che il vetro dovrebbe essere sempre raccolto per conto suo e in più, come fanno in Germania, per colore. Inoltre, il contributo sulla raccolta del vetro viene pagato solo sulla monoraccolta.

Come si vede, la linea due ha la funzione precipua di togliere il vetro (3 o 4 selezionatori manuali) e rendere il materiale omogeneo alla linea 1, entro la quale poi i materiali entrano per separare plastica (circa 22 tipi), metalli, tessuti, legno, etc (10-11 selezionatori manuali). Questa opera intelligente dei selezionatori manuali permette sia di estrarre molti materiali simili in modo accurato (es. PET bianco e PET colorato blu col cobalto, il PVC, etc). Si separano ben 4 tipi di bottiglie. Questo tipo di selezione accurata per le plastiche non può avvenire con la meccanica a laser, anche perché il laser non seleziona con accuratezza materiali molto diversi fra loro (es. dai fili di ferro ai vasi da giardiniere di plastica nera, agli elettrodomestici, ai telefonini, etc).

I prodotti selezionati finali sono quindi numerosi (ad esempio, plastiche di 22 tipi), e la loro varietà può essere modificata in funzione del rendimento economico e/o delle richieste del mercato delle materie prime seconde, o in funzione della tipologia del conferimento.

La qualità di tutti i materiali selezionati è alta e con impurità sempre sotto il 3%, che fa avere il massimo dei rimborsi CONAI e, per i prodotti non di competenza CONAI, il massimo prezzo di mercato che è sempre commisurato alla qualità.

Il granulato di plastica trova immediata collocazione, sia nell'industria della plastica che nell'edilizia, e con benefici economici ed ambientali molto significativi.

Infatti sappiamo che collocare il CDR da parte del Priula in impianti come i cementifici, costa più di 80 euro/t più circa 50/60 euro/t per il trasporto.

 

Sovvalli delle frazioni secche riciclabili (circa l’11/12%)

La linea di essiccamento - setacciamento – macinatura sovvallo - estrusione – macinatura estruso lavora circa 2 t/h su due turni di 7.5 ore cadauno.

Il prodotto leggero ottenuto dal primo setacciamento, macinatura preliminare produce tre pezzature: fine e media per essere utilizzata come materia prima seconda in coibentazione edilizia, e una grossa come CDR.

Il tetrapak potrebbe fare questa fine: come per la carta produrre queste pezzature per coibentazione.

Subito dopo la macinatura il sovvallo in polvere (che contiene quasi tutta plastica e pochissimi tessuti, metalli e carta) viene riscaldato a 180°C, ed essendo quasi tutta plastica si fonde e si estrude in masselli di circa 5 cm di diametro. Il calo è del 20/25% circa ed esce circa il 75% di granulato e il 3% di scarti e metalli. La macchina di estrusione (ditta Promeco- Como) è derivata da una macchina di estrusione di plastica vergine.

I masselli raffreddati ad acqua sono poi macinati in tre pezzature “sabbiose”: fine, media e grossa. Queste pezzature sono utilizzate come granulato plastico per manufatti per arredo urbano e non (panchine, basi per sedie da ufficio, fioriere, etc) o in granulato per essere inserito nelle miscele in uso per la realizzazione di manufatti, massetti o cordoli stradali (fino al 25/30% di granulato), pali, etc per l’edilizia, asfalti a strati multipli. Il granulato plastico in edilizia o negli asfalti riduce drasticamente il consumo di inerti e aumenta la coibentazione.

È chiaro che l’utilizzo di questi materiali ha un pre-requisito fondamentale: non avere tossicità in input per non correre il rischio di rilasci nell’ambiente o nelle abitazioni. Questo è abbastanza garantito dalla raccolta domiciliare delle frazioni sia urbane sia industriali o agricole che valorizzano la responsabilità individuale e identificazione del conferitore.

In questo senso l’Azienda cementiera Grigolin ha sperimentato i masselli di cemento, il Gruppo Valle ha sperimentato la coibentazione del setacciato secco e la Marconi S.r.l. di Valplastica di Lanzacco (UD) ha verificato la qualità dell’estruso per i manufatti di plastica.

Comunque la composizione dell’estruso è a norma UNI certificata dal laboratorio di analisi.

L’ARPAV campiona ogni 6 mesi l’estruso di plastica per verifiche sulla qualità e tossicità.

Nel caso dei manufatti è comunque una plastica che può essere riciclata più volte, magari aggiungendo una frazione di plastica vergine per aumentare le caratteristiche meccaniche.

 

È possibile l’estrusione della frazione secca residua?

È chiaro che il prodotto secco ottenuto in post-selezione, per esempio dal Consorzio Priula, ottenuto dalla frazione secca residua della raccolta Porta a Porta, ma spesso mescolata con la frazione secca residua da cassonetti stradali come per esempio quella di Treviso città, ha una composizione merceologica non adatta per essere utilizzata direttamente in estrusione. Infatti contiene plastica solo al 30/40% circa, troppo rifiuto organico, troppi tessuti (da pannolini o altro), troppi metalli e carta.

Perciò la frazione secca residua, ottenuta anche da raccolte differenziate, prima di produrre un prodotto di qualità per l’estrusione avrebbe bisogno di:

1 - provenire solamente da raccolte PaP spinte, minimo 65% di effettive frazioni differenziate,

2 - avere una pre-selezione manuale all'origine per estrarre almeno le parti più impattanti come carta/tetrapak, pannolini, stoffe e lasciare più plastica per il prodotto da estrudere.

Al Centro si è fatto un esperimento con 150 t di frazione secca residua pre-trattata dal Consorzio Priula per vedere se si poteva riciclare per estrusione, ma la composizione merceologica era impropria per il troppo contenuto in carta, metalli, tessuti (pannoloni che arrivano al 19/21%) e poca plastica. La proposta per un estruso decente era mescolare un 20% di CDR del Priula, e il resto scarti di plastica di buona qualità del Centro.

Tutti i residui secchi non riciclabili del Priula (frazione secca residua, sovvalli, ingombranti, spazzatura stradale) attualmente sono sotto i 90 kg/ab/anno e con attenti trattamenti orientati al recupero totale di tutti e quattro, quasi niente resterebbe per lo smaltimento in discarica.

 

Costi

Il costo industriale di selezione manuale del Centro è circa 50 euro/t in media.

Esempio: La selezione al Centro del multimateriale (col vetro) raccolto è pagata dal Priula 70 euro/t ma poi il Priula prende dal CONAI 160 euro/t per il contributo plastica di qualità conferita alla COREPLA.

Quindi il CONAI paga al Centro il lavoro di separazione di qualità vs il riciclo 160 euro/t, di più per il PET 196 euro/t, shopper 180 euro/t quando i materiali sono dati direttamente dal Centro al CONAI.

La plastica di qualità ricava sul mercato delle materie prime seconde (MPS) circa 400/500 euro/t, mentre per l’alluminio 390/460 euro/t.

Il prodotto coibentante per edilizia viene pagato: pezzatura grossa 30 euro/t, medio 60, finissimo 80.

Una volta si conferivano in discarica i rifiuti a 220 euro/t, ora quelli che si conferiscono al Centro, e il Centro accetta, si pagano 90 euro/t.

Il CONAI una volta pagava per lo smaltimento in discarica dei sovvalli della plastica (il 20% del selezionato) 180 euro/t, ora paga al Centro 90 euro/t.

 

Riduzione volumetrica e spedizione

Le plastiche selezionate per tipologia vengono imballate in balle 80x80x80 dal peso di 4 qli per le bottiglie, a 9 qli per gli shopper.

Le spedizioni vengono effettuate presso le aziende che riciclano e talvolta all’estero in Olanda come per le bottiglie azzurrine di PET colorate al cobalto, o in Slovenia per le balle di shopper di plastica mista.

Le permanenze a stoccaggio dei prodotti selezionati sono molto brevi, perché la richiesta di materie prime seconde di qualità è alta.

 

Conclusioni

1. Impianto flessibile, a tecnologia standard, innovativo e facilmente replicabile.

2. Replicazioni progettuali già in atto: Colleferro (imprenditore Talone) con Consorzio GAIA (15 comuni) per selezione secondo la linea 1. Società mista pubblico-privata Anglona Ambiente di Tergu - Sardegna in fase di affidamento lavori di realizzazione.

3. Investimento in lavoro umano che valorizza la qualità del prodotto e la flessibilità del processo.

4. Trasparenza delle informazioni e delle procedure grazie alle certificazioni Sistema Qualità.

5. Efficace sistema di controllo degli input per mantenere costante e/o migliorare la qualità dell’output (ruota del miglioramento continuo tipico dei sistemi di qualità: il Centro è infatti certificato ben due volte).

6. Impianto flessibile che si adatta alle quantità e tipologie di frazioni di input (naturalmente fra quelle contemplate dal processo di selezione).

7. La qualità dei prodotti nel mercato delle MPS non ha problemi di collocazione, per i continui aumenti di richieste soprattutto nei mercati internazionali. Le potenzialità maggiori sono in edilizia, urbanistica e arredo urbano e civile.

 

Gianluigi Salvador

Referente energia e rifiuti WWF Veneto

Tel 0438 894072

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