Nota di Nimby trentino

 

Riceviamo questa lettera da Gioacchino Genchi, funzionario della Regione Sicilia, che diffondiamo esprimendogli la nostra solidarietà.

Quanto succede in Sicilia riguarda gli stessi “soggetti”, o i loro “amici” e “referenti” della capitale, e analoghi atteggiamenti, talvolta anche i metodi, purtroppo noti in questo Paese.

 

Palermo: provocazioni di ogni tipo dietro l'angolo

Titolo di Nimby trentino

 

Oggi pomeriggio (29/11) le provocazioni, ormai continue, dell'arch. Tolomeo hanno oltrepassato ogni livello di guardia immaginabile. Alle ore 17, andando via dall'ufficio a quell'ora quasi deserto, mentre mi trovavo al 1° piano e stavo protocollando presso l'Area 1 "Personale" alcune note interne da trasmettere, venivo aggredito all'improvviso dall'arch. Tolomeo che inspiegabilmente transitava dal corridoio - potrei anche pensare, visto l'orario, che qualcuno lo avesse avvisato o che mi avesse seguito - e che senza motivo alcuno, prima buttava per terra queste note e poi mi afferrava per il collo tentando di soffocarmi! Non vedendo una mia reazione - di sicuro questo era il suo scopo – in preda ad un visibile stato di alterazione fisica e psichica iniziava a buttare per terra alcuni scaffaletti in plastica, poi usciva sul corridoio cercando di richiamare persone, urlando di essere stato aggredito e di venire a vedere cosa io avessi combinato. Una sceneggiata tanto sconcia quanto provocatoria!

 

Nel frattempo ho subito telefonato a Pellerito per richiedere l'intervento di Polizia o Carabinieri. Dopo alcuni minuti, all'arrivo di alcuni colleghi increduli, Tolomeo iniziava una aggressione verbale sempre allo scopo di provocare una mia qualsiasi reazione. Mi gridava di tutto: farabutto, delinquente, corrotto, ladro, mascalzone, pregiudicato. Poi, faccia a faccia, mi diceva a bassa voce: coglione, coglione, forza... fatti avanti. E più vedeva che non reagivo, anzi, che gli dicevo che le sue provocazioni erano inutili perché non gli avrei messo le mani addosso come sperava, più si alterava, ricominciando a gridare insulti di ogni tipo.

 

In preda ad un vero e proprio raptus isterico, non essendo in grado di dominarsi, aggiungeva persino frasi sconnesse, alcune dal contenuto gravissimo che riguardavano la vicenda della Distilleria Bertolino e che per ovvi motivi non mi è possibile anticipare. Ho specificatamente invitato i presenti a tenere a mente le parole di Tolomeo per quando saranno chiamati in Tribunale. Ho anche aggiunto che quelle affermazioni saranno da me riferite il 7/12 nel corso della testimonianza che renderò all'udienza del processo Bertolino.

 

Inoltre, più i presenti cercavano di calmarlo, più dava in escandescenza. Sono avvenute tante altre cose, ma sarebbe troppo lungo elencarle tutte. Una tra tutte, che non posso qui riferire, mi ha confermato il sospetto che ho sempre avuto riguardo l'altro motivo, oltre il problema inceneritori, che è alla base della "missione" affidata a Tolomeo per le azioni contro di me.

 

Per puro caso, avendo chiamato al cellulare anche un altro collega, ho dimenticato di spegnere il telefono, ragione per cui questo collega, insieme ad una amica, ha sentito in diretta ed in viva voce da casa quello che accadeva in ufficio. Entrambi sono pronti a testimoniare. Infine è arrivata la Polizia, alla quale ho riferito l'accaduto, ricordando l'analogo episodio, anche se di poco meno violento, di qualche giorno fa, già oggetto di denuncia presentata ai Carabinieri da parte di Pellerito con deposito di un filmato ed audio. Domani (oggi) presenterò la denuncia al Commissariato di zona.

 

La situazione è ormai pericolosissima. Siamo in presenza di una persona oramai incapace di dominare il proprio comportamento, che ha perso ogni freno inibitorio nei rapporti con le persone, quasi fosse sotto l'effetto di sostanze turbative dell'equilibrio psico-fisico. Fa azioni sconsiderate e subito le attribuisce agli altri. Sono sempre più convinto che se non si interviene fin da subito questo individuo potrebbe compiere azioni sconsiderate, sia direttamente nei confronti di altri, sia nei confronti di se stesso al fine di darne la responsabilità ad altri. Gli episodi di cui ha tentato provocatoriamente di apparire vittima, cioè del presunto "sputo" ricevuto e degli scaffaletti e dei documenti d'ufficio buttati e disseminati a terra da lui per attribuirne a me la responsabilità, mi sembrano una dimostrazione eloquente delle sue pericolose intenzioni. Vi chiedo di intraprendere con urgenza tutti i passi possibili, anche a nome di Pellerito.

 

La provocazione, a questo punto di ogni tipo, è ormai dietro l'angolo. La scoperta della truffa del Piano copiato da quello del Veneto, l'intervento di "Striscia la notizia" e della troupe del programma "Reality" de La7, lo ha  fatto letteralmente scoppiare. Analoga la reazione delirante del responsabile del "taglia e incolla" siculo-veneto, Anzà, che ha partorito l'ennesimo rozzo, volgare turpiloquio-sproloquio, questa volta anche contro Legambiente, rea di averlo colto con le mani nella marmellata della scopiazzatura. Uno scritto farneticante, tanto pieno di insulti e di sfrenata autoesaltazione da lasciare attoniti e perplessi circa lo stato comportamentale dell'autore.

 

L'incolumità personale e la stessa normale presenza sul posto di lavoro mi sembrano ormai diventate ad alto rischio. Si tratta oramai di dover camminare costantemente con sistemi di "documentazione" pronti all'evenienza.

Aspetto una vostra risposta, urgentissima.

 

Ino

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