Lettera aperta

 

Egregio Presidente Dellai,

 

Le scriviamo per mezzo stampa, visto che non ci dà la possibilità di parlarle direttamente.

 

Ci aveva concesso un appuntamento per il prossimo LUNEDI’ 3 DICEMBRE. Lo abbiamo aspettato  per più di due mesi, in quanto avevamo il desiderio di consegnarle le firme raccolte a favore di Jurka e sentire da Lei quanto, come e quando avrebbe mantenuto la promessa di restituire a questo orso una vita degna di chiamarsi tale. Oggi, con una semplice telefonata, lo ha disdetto, e sembra che sarà difficile ottenerne un altro entro la fine dell’anno.


Vogliamo farle presente che insieme a noi ha rifiutato di ricevere 17.883 persone che rappresentiamo con le loro firme (delle quali più di 5.000 abitanti del Suo Trentino), aggiunte alle altre diverse migliaia che hanno firmato on-line, per cui ci sembra una grave mancanza.

Veramente dobbiamo credere che in questi 4 mesi non ha potuto e non può trovare 30 minuti da dedicarci?

 

Avere rinchiuso Jurka in uno spazio del genere è stato uno sbaglio che non trova alcuna giustificazione! Lasciarla penare in quella fossa umida dove il sole non può arrivare, è una crudeltà di cui solo cuori induriti possono essere capaci. Pochi uomini sentono le grida degli animali, per la maggioranza essi non hanno alcun diritto e l’indifferenza mostrata verso Jurka ne è la conferma. Siamo responsabili per ogni essere vivente a cui togliamo il diritto di vivere una vita conforme alla sua specie. Siamo responsabili di tutte le atrocità a cui sono sottoposti gli animali per i nostri vantaggi e non ci stancheremo di dare voce a chi non ha voce: il nostro grido “JURKA LIBERA!” non verrà soffocato!


Egregio Presidente Dellai, La riteniamo responsabile per il tipo di vita e la sofferenza subite da questo animale, che non ha chiesto a nessuno di venire in Trentino quando viveva libero in Slovenia. Certamente Jurka avrebbe corso il rischio di essere uccisa per mano di un cacciatore, un rischio forse meno doloroso e umiliante della lenta agonia a cui Lei l’ha condannata in solitudine e noia all’interno di un angusto recinto! Quale colpa ha commesso Jurka? Solo quella di aver avuto dei figli da sfamare e un ambiente non più adatto ad animali della sua specie.

 

Se i piccoli e grandi problemi del Trentino vengono affrontati con la stessa fredda logica del profitto con cui è stata trattata Jurka, siamo davvero in una situazione triste.

 

In attesa di un segnale di apertura, Le inviamo distinti saluti.

 

Marcello Dell’Eva, Movimento Vegetariano No alla Caccia

Massimo Comparotto, OIPA Italia

Massimo Pitturi, LAV Settore fauna selvatica

Antonio Russi, ENPA sezione di Rovereto

Giusi Ferrari, ANIMALMENTE Trento

 

Trento, 30 novembre 2007

Cerca

Aggiornamenti

Aggiornati

Inserisci il tuo indirizzo e-mail.  Sarai avvisato ad  ogni aggiornamento  di Ecce Terra.

Inserisci