Al direttore di

Trentino

Piazza Lodron 1

38100 Trento

 

Gentile Direttore, sul numero del 29.11.2007 è stato pubblicato un articolo sul tracciato che seguirebbe in Provincia di Trento la nuova tratta di ferrovia ad alta velocità per l’accesso Sud alla galleria di base del Brennero. Articolo bene informato, che ha preceduto di uno o due giorni la pubblicazione di una bozza cartografica completa sul sito della Provincia e che – insieme alle dichiarazioni del Presidente Dellai – vuole anche rassicurare sull’assenza di opere accessorie impattanti come le gallerie finestra, tra cui quelle di Mattarello.


Il giornale ha però trascurato di ricordare che le informazioni finora disponibili erano esattamente basate sulla progettazione preliminare della c.d. Circonvallazione di Trento (e di parte della Circonvallazione di Rovereto) nella configurazione “parietale” predisposta nel 2003 dalla stessa Provincia e approvata con la DGP n. 2264/2003.


È curioso che immediatamente dopo le prime prese di coscienza e le prime proteste della popolazione interessata saltino fuori ipotesi progettuali “diverse”. Ipotesi che comunque, ad un primo esame, non risultano per nulla tranquillizzanti come si vorrebbe.


Non sfugge, per esempio, che poco a Sud di Mattarello non ci sarebbero gallerie finestra ma sarebbe localizzato un portale della Galleria Becco di Filadonna. Più in generale, mi pare sviante descrivere il possibile sviluppo della più grande opera mai concepita in Trentino senza interrogarsi sui suoi potenziali gravissimi impatti ambientali e comunque sulla sua ragionevolezza.


Lo schema del nuovo tracciato 2007 conterebbe più tratte all’aperto di quello ipotizzato nel 2003; non informa sulle interconnessioni con la linea storica, che invece risulterebbero inevitabili; prevede lo scavo di una lunga galleria addirittura sotto la città di Trento; continua ad attraversare zone definite dalla stessa Provincia ad alto rischio per la vulnerabilità degli acquiferi. Sono solo esempi di problemi molto seri.


L’eventuale realizzazione delle nuove opere da Verona a Innsbruck, infine, a fronte di costi enormi non manterrebbe la sbandierata promessa di sottrarre importanti quote di traffico merci dalla A22: risultato per il quale si dovrebbe e si potrebbe invece intervenire subito con adeguate politiche settoriali di contenimento, senza rinvii al 2030-2040.

A quando, Direttore, discussioni pubbliche organizzate anche dai promotori?

Dr. Gianfranco Poliandri, esperto in diritto dell'ambiente

Trento, 5 dicembre 2007

 

 

Trentino, 29 novembre 2007

 

Circonvallazione di Trento, pronto il progetto

Una galleria di 12 chilometri dallo Scalo Filzi all’Acquaviva,
entro il 2008 l’appalto

 

TRENTO. Il futuro è già qui e corre sui binari. Zitta zitta la Provincia di Trento ha già pronto il progetto preliminare della circonvallazione di Trento, il terzo lotto della tratta di accesso al tunnel del Brennero. In febbraio il progetto sarà portato alla Via. La circonvallazione è lunga 58 chilometri, dal Cadino, fino a sud di Rovereto, e ha due grandi gallerie.


La versione definitiva prevede due grandi gallerie, una di 12 chilometri che partirà dallo scalo Filzi di Trento per arrivare all’Acquaviva e un’altra di 18 chilometri tra i Murazzi e Rovereto sud. Il costo dell’intera tratta, tra il Cadino e Rovereto, sarà di circa un miliardo e 200 milioni. Ma la galleria di Trento servirà anche per un importante progetto di trasporto locale. Infatti è previsto un primo tratto comune con la galleria che dovrà raggiungere Pergine, questa si distaccherà più o meno all’altezza del Casteller per andare verso la Valsugana. L’ingegner Raffaele De Col, dirigente generale dei lavori pubblici della Provincia, tiene a sottolineare che non si tratta di fantascienza, ma di progetti concreti: «Se tutto andrà bene, contiamo di indire l’appalto per il tunnel esplorativo entro la fine del 2008. Pensiamo che per finirlo ci vogliano almeno tre anni. Si tratta di un pre-tunnel largo circa 5 metri che serve a vedere se ci sono problemi di carattere geologico. È ormai una tecnologia costruttiva molto diffusa per questo genere di opere». Il tunnel esplorativo è già previsto nel bilancio 2008 della Provincia. Sarà scavato non solo per le gallerie della circonvallazione di Trento, ma anche fino a Pergine. Il punto della situazione è stato fatto sia l’altro ieri a Verona, nella riunione del Comitato di azione della Ferrovia del Brennero, alla quale ha partecipato il presidente Lorenzo Dellai, che ieri ad Innsbruck alla riunione della Piattaforma del Brennero, cui ha preso parte De Col.


Il dirigente della Provincia illustra le ultime ipotesi progettuali. Innanzitutto, tiene a sottolineare che nel tunnel di Trento non ci sono finestre di alcun tipo: «Il tunnel partirà nella zona dello scalo Filzi, all’inizio di via Brennero. Poi passerà sotto la zona di via Cervara e della Laste e tra Mesiano e Povo. Il tunnel sarà sempre al livello dell’Adige, senza tratti in salita. Al Casteller si distaccherà il tunnel che andrà verso Pergine. In quel punto, la galleria sarà ad una profondità di circa 200 metri. Una volta terminato, il tunnel permetterà di raggiungere Trento da Pergine nel giro di quattro minuti. In questo modo riusciremo ad avere un sistema dei trasporti perfettamente integrato tra le gallerie di Martignano e il traffico dei pendolari. La galleria sulla linea del Brennero arriverà fino all’Acquaviva. Poi la linea correrà allo scoperto per due o tre chilometri per rientrare in galleria ai Murazzi, prima dell’attuale paramassi. Da qua partirà un’altra galleria, questa di 18 chilometri, fino a sud di Rovereto».


La Provincia aveva scartato già da un paio d’anni l’ipotesi avanzata da Rfi (Rete ferroviaria italiana) di un tracciato in superficie in destra Adige: «Sarebbe stato troppo impattante - spiega De Col - avrebbe compromesso l’ambiente sia sulla piana Rotaliana e a sud di Rovereto sarebbe stato necessario un viadotto enorme. Noi abbiamo considerato che le gallerie possono costare di più nell’immediato, ma a lungo andare hanno un costo di molto inferiore, anche in termini ambientali».


Le gallerie della linea del Brennero saranno larghe 9 o 10 metri. Quella di Trento dovrebbe essere scavata in cinque o sei anni. Se tutto dovesse andare per il verso giusto, la circonvallazione di Trento dovrebbe essere terminata nel giro di una decina d’anni. I binari della nuova linea saranno due che si andranno ad aggiungere ai due della vecchia linea. Sulla circonvallazione dovrebbero correre i convogli diretti e le merci, mentre il traffico locale si servirà della vecchia linea.

Ubaldo Cordellini

 

«Non ci saranno finestre di alcun tipo sulla linea»

 

TRENTO. «Noi stiamo facendo un grande ragionamento di logistica territoriale. Mentre va avanti la progettazione del tunnel di base del Brennero, dobbiamo ragionare anche sugli scali intermodali e l’A22 deve diventare un forte soggetto per realizzazioni infrastrutturali». Il presidente della Provincia di Trento Lorenzo Dellai parla dei trasporti del futuro. Quelli per i quali è fondamentale la circonvallazione di Trento: «La progettazione preliminare è quasi finita ed entro febbraio si andrà alla Via. Poi si andrà a Bruxelles. Non ci sono finestre di alcun tipo, come ha detto qualcuno. Abbiamo scelto la soluzione della sinistra Adige perché il progetto di Rfi sulla destra prevedeva un mega viadotto a sud di Rovereto e invadeva la piana Rotaliana».

La tratta di accesso da sud al tunnel di base del Brennero è divisa in sette lotti, quattro sono considerati prioritari dal Cipe. Il primo da Fortezza a Ponte Gardena costerà un miliardo e 456 milioni di euro. Il secondo è costituito dalla circonvallazione di Bolzano e costerà 795 milioni, il quarto è l’accesso a Verona e costerà 249 milioni. Questi tre lotti hanno già passato la valutazione di impatto ambientale. Manca solo il quarto lotto, ovvero la circonvallazione di Trento.

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