In Trentino - Alto Adige la Sanità tace.

E coincenerisce assieme ai "tavoli di confronto"

 

Trentino
Ridurre e differenziare sì, incenerire no

 

La notizia riportata dalla stampa locale è senza dubbio di quelle positive: in tema di raccolta differenziata dei rifiuti il Trentino è sempre più virtuoso. Gli ultimi dati forniti dagli uffici provinciali ad una recente giornata nazionale di studio svoltasi a Trento indicano la raccolta differenziata ad oltre il 57% (stima 2007). Alcune vallate sono di esempio: Fiemme e Primiero sono oltre il 75%. Sappiamo inoltre che alcuni Comuni trentini, come Aldeno e Roveré della Luna, hanno superato o sono vicini all'80%. Anche sul fronte della produzione di rifiuti alcuni comuni hanno raggiunto ottimi risultati: è il caso di Aldeno, con una produzione di rifiuto residuo secco di circa 60 Kg/abitante/anno (confrontatelo con l'obiettivo di 175 kg/abitante/anno fissato dalla Provincia entro la fine 2009).

Purtroppo la notizia positiva lascia poi spazio a quella negativa: la giunta provinciale insiste nella costruzione dell'inceneritore secondo il Piano approvato nel 2006. Ritengo che si tratti del progetto più irresponsabile portato avanti dalla Provincia negli ultimi 10 anni. Irresponsabile principalmente perché mette in secondo piano la questione sanitaria legata ai rischi da incenerimento: esistono numerosi lavori scientifici che dimostrano la pericolosità degli inceneritori in quanto diffondono sul territorio quantità significative di sostanze tossiche, cancerogene e nocive alla salute. Inoltre un numero crescente di medici sconsiglia la realizzazione dei camini a causa della pericolosità dei fumi: di recente, ad esempio, si è espressa in merito la Federazione Regionale Emilia Romagna degli Ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri (a proposito di medici, sarebbe auspicabile anche un intervento dell'Ordine dei Medici del Trentino, perché mai non si esprime? E perché il dottor Cristofolini, così virtuoso nella battaglia contro il fumo, tace sull'inceneritore cittadino ?).

Il progetto di inceneritore con sito a Trento è doppiamente pericoloso per via del ristagno delle polveri nella Valle dell'Adige durante i mesi invernali: dalla città, posizionata in fondo ad una conca, le sostanze nocive salgano fino allo «strato di inversione» (fenomeno noto a tutti) e poi, anziché disperdersi, ritornano giù in valle, con evidente danno per il nostro apparato bocca-gola-polmoni e per la qualità delle attività agricole svolte lungo l'asta dell'Adige.

I cittadini si chiedono cosa fare per evitare la costruzione del camino. La Provincia lo sa molto bene e lo ha scritto nel primo capitolo del Piano provinciale di smaltimento dei rifiuti: s'intitola Prevenzione e Riduzione e riporta le linee guida delle iniziative ecoresponsabili (gestione rifiuti in zone turistiche di montagna, pannolini lavabili, ecofeste, acquisto di detersivi alla spina, e così via). Molte di queste iniziative sono avviate, ma necessitano di impulso decisamente più forte. Serve un cambio di passo. Ci sono ancora ampi margini di miglioramento: è facile osservare ad esempio che la raccolta differenziata è perseguita con scarsa convinzione in realtà quali aziende private, grande distribuzione, strutture ospedaliere, parchi pubblici. Pensiamo un attimo a quale intensità ed efficacia si potrebbe dare a queste ed altre iniziative di riduzione di rifiuti assegnando a tali progetti anche solo una parte di quei cento milioni di euro previsti per la costruzione del dannoso camino.

Pensiamo agli effetti benefici che potrebbe avere l'applicazione della Tariffa di Igiene Ambientale (al posto della tassa) in tutti i 223 comuni trentini subito dal 2008 (anziché dal 2009!). E pensiamo ai benefici che potrebbe dare l'estensione del porta a porta su tutto il territorio.

Amministratori, e mi rivolgo in particolare a Dellai, Gilmozzi e Pacher, pensateci davvero ancora una volta se questo progetto fa il bene o il male della comunità trentina. Se Bolzano e Vienna hanno l'inceneritore, che dire, peggio per loro, perché il Trentino deve guardare ai cattivi progetti? Perché non rilanciate sulla raccolta differenziata anziché bloccarla al 65%? Questa azione sarebbe senza senso, assurda, la gente non vi capirà. Specie quella che ha senso del risparmio e odio dello spreco.

In conclusione è auspicabile una revisione a breve del Piano di riduzione e smaltimento rifiuti partendo da due grandi novità e certezze. La prima: un numero in continuo aumento di comuni, associazioni, semplici cittadini sono contrarie al progetto del camino. La seconda: i dati di oggi ci dicono che tutte le comunità locali sono sempre più responsabili nella differenziazione dei rifiuti e molte di esse si stanno impegnando al massimo, con ottimi risultati. Perché dunque rimanere ostaggi della paura di dover «mangiare i rifiuti» anziché dare fiducia al senso di responsabilità e all'impegno virtuoso dimostrato nel 2007 dalla comunità trentina?

Michele Brugnara - Povo michele.brugnara@gmail.com

l’Adige - lettere, 8 dicembre 2007

 

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Rifondazione: incompatibile con una differenziata oltre il 65%.
Si stoppi il progetto

Inceneritore, riparte il fronte del no

La mozione riapre il dibattito. Verdi e Sdi contrari all’impianto.
Td: scenario cambiato

 

TRENTO. «L’inceneritore è incompatibile con una raccolta differenziata che può superare il 65%». Dopo un anno e mezzo di silenzio, un ordine del giorno di Rifondazione Comunista riporta in aula il tema rifiuti: la differenziata in costante crescita (oggi al 57,6%) dimostra che la soglia del 65% si può superare, a quel punto l’inceneritore non avrebbe senso e va bloccato. Proposta che riapre il dibattito in maggioranza, dove in molti - dai Verdi ai socialisti a esponenti di Trento democratica - la pensano allo stesso modo.

L’ordine del giorno di Rifondazione, collegato al bilancio, porta le firme di Lucia Coppola, Tommaso Iori e Mamadou Seck. Dello stesso segno l’interrogazione presentata dai consiglieri del Prc del Centro storico, Paolo Maccani e Mario Voltolini: «Che senso ha l’inceneritore mentre la differenziata migliora, si aprono nuovi centri di raccolta e il Comune di Trento è pronto a estendere la raccolta porta a porta?».

Il centrodestra. Le minoranze di centrodestra, da sempre contrarie all’impianto, sono pronte a votare la mozione. «È evidente che con una differenziata spinta costruire un inceneritore non ha nessun senso», avverte Luigi Merler (Forza Italia). E Giuseppe Filippin (Lega Nord) rincara la dose: «Ci troveremmo al paradosso di dover produrre rifiuti per alimentare l’impianto».

Ma è nel centrosinistra che l’affaire inceneritore riapre ferite mai rimarginate, con la maggioranza più volte divisa al momento delle decisioni. Nel luglio 2006, quando il consiglio diede il via libera al nuovo piano rifiuti della Provincia, il difficile punto d’intesa fu trovato facendo sparire la parola «inceneritore» dal testo (sostituita da un più blando «impianto di trattamento finale») e introducendo una serie di impegni su riduzione dei rifiuti, raccolta differenziata e valutazione dell’ipotesi cdr (combustibile da rifiuto). Non bastò ai Verdi, che votarono insieme alle minoranze la richiesta di una moratoria di due anni.

I dubbi della maggioranza. «Dal 2005 sosteniamo che l’inceneritore è incompatibile con una differenziata spinta e non abbiamo cambiato idea - ribadisce il capogruppo dei Verdi Carlo Biasi - si potrebbe arrivare all’assurdo di mettere un tetto alla raccolta differenziata per permettere all’inceneritore di essere efficiente e produrre energia».

Dentro Trento democratica fu Stefano Bosetti a chiamarsi fuori. Il capogruppo Michelangelo Marchesi oggi ammette: «C’è un percorso in essere, ma questo ordine del giorno sarà l’occasione per esigere quelle risposte che ancora non ci sono state date sui quesiti posti dal consiglio comunale. Più passa il tempo e più si apre uno scenario nuovo: perché se Trento, come dimostrato dall’avvio della raccolta porta a porta a Gardolo, può raggiungere il 65%, a maggior ragione le periferie possono superare questa soglia come ha fatto la Val di Fiemme. Le previsioni sulle tecnologie andrebbero fatte in base agli obiettivi di differenziata. Se questi obiettivi cambiano, occorre adeguare anche le soluzioni tecnologiche».

All’inceneritore resta contrario anche lo Sdi: «In aula ribadiremo la nostra posizione - annuncia il capogruppo Alessandro Pietracci - eravamo e restiamo convinti che la scelta dell’inceneritore sia un errore e voteremo in coerenza. Rispettiamo le decisioni prese, ma in questo caso più che mai il tempo si sta rivelando generoso e veritiero».

Anche lo Sdi incalza Pacher: «Che fine hanno fatto gli impegni dell’ordine del giorno che furono determinanti per il voto favorevole al piano di una parte della maggioranza?».

Un anno e mezzo di silenzio. Un anno fa il sindaco annunciava per inizio 2007 il bando per la costruzione dell’impianto, un anno per affidare i lavori e inceneritore pronto per il 2010. Dodici mesi dopo si sta ancora ragionando se sia meglio il bando europeo o la finanza di progetto e ogni decisione pare di là da venire.

Ferma sulle proprie posizioni resta la Margherita: «La decisione è stata presa, non si può rimetterla in discussione ogni sei mesi - sbotta il coordinatore cittadino Italo Gilmozzi - riflettere molto vuol dire porre attenzione ai problemi, riflettere sempre vuol dire non decidere mai. Non si può ragionare sulle ipotesi, al momento non vedo fatti nuovi che ci spingano a cambiare idea». Il fatto nuovo, per molti, sono gli ultimi dati della raccolta differenziata: uno scenario non più compatibile con un inceneritore da 102 mila tonnellate.

Chiara Bert

Alto Adige - Trentino, 9 dicembre 2007

 

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Bolzano, conferenza stampa del 7 dicembre 2007
I magnifici 7 dell’aria pulita + uno...
Ovvero il meglio sulla piazza sudtirolese

 

Al tavolo: ass. prov. ambiente Michl Laimer, ass. prov. lavori pubblici Florian Mussner, ass. com. ambiente Klaus Ladinser, direttore Appa Luigi Minach, Ufficio rifiuti  prov. Georg Simeoni, Medico del lavoro dr. Guido Maccacaro, in prima fila: Ufficio appalti dr. Werner Tirler, Ufficio rifiuti Appa dr. Giulio Angelucci.
 

I soliti visi noti, le solite sicurezze: tutto a posto, nessuna paura, emissioni quasi zero, tecnologia del futuro, un aiuto per la natura. Queste alcune espressioni usate stamane dai vari assessori e tecnici (il dottore non ha parlato!) durante la conferenza stampa, post appalto, per informare la popolazione a decisione già presa, così come ha ripetutamente sottolineato l’assessore Mussner.

Si può discutere, informare ma indietro non si torna e l’inceneritore è loro intenzione venga costruito e finito entro il 2011, affinché coincida, ha detto l’assessore, con la fine dei lavori di ampliamento dell’ospedale che verrà teleriscaldato dall’inceneritore, oltre che occupato dalle patologie da esso procurate (!).

Naturalmente sarà il miglior inceneritore al mondo, tecnologia del futuro, afferma l’ass. Mussner; anche se poche settimane fa il dr. Koch di Amburgo aveva mostrato esistere inceneritori tecnologicamente più all’avanguardia di quello di Bolzano.

E il medico tace.

L’assessore Laimer ha iniziato bene dicendo che il piano dei rifiuti provinciale mette al 1° punto la riduzione dei rifiuti, al 2° il riciclaggio e al 3° lo smaltimento; ma subito dopo il dr. Minach ha affermato che per quanto riguarda la differenziata e il riciclaggio siamo ormai al limite (40-50%) e che oltre non è possibile andare. Perché? Perché in molte città d’Italia e del mondo si arriva al 70-80% ?

Chiaramente se si decide di fare un inceneritore da 130.000 ton di rifiuti all’anno, si dovrà pur riempirlo e riempirlo anche di "buon carburante" se si vuol produrre energia e quindi che senso ha spingere sulla differenziata?

Alla faccia dei buoni propositi di chi vorrebbe andare al tavolo con questi signori! Il verde Dello Sbarba esulta, l’assessora Trincanato parla di iniziativa che va nella direzione di una maggiore trasparenza e partecipazione.

Ma si sono accorti che la Provincia ha deciso di fare l’inceneritore? Che la trasparenza e la partecipazione sono concetti che valgono prima della decisione e non a partita già finita? Che razza di favore è stato fatto alla SVP nel ridargli parvenza di trasparenza e democraticità in una vicenda nella quale proprio la democrazia e la partecipazione sono state completamente dimenticate?

Ad un tavolo, a partita conclusa e con l'intera posta già vinta dalla Provincia, gli altri potranno discutere sulla % di differenziata (30-40-50?) o sul colore dei cassonetti, comunque le briciole di un piano dei rifiuti che ha il suo perno nell’incenerimento. Buon lavoro.

Stabilito che più del 50% di differenziata non si vuol fare, incenerire diviene per loro la scelta migliore, il TMB secondo uno studio finanziato dall’APPA (??) è peggio, mentre, secondo il prof. Federico Valerio dell'Istituto per la ricerca sul cancro, non è così anzi è esattamente il contrario. E se la soluzione è l’incenerimento, ci pensa il dr. Minach a rassicurare gli animi.

Minach, pur ammettendo, ed è già tanto rispetto a recenti affermazioni (tipo quella che l'inceneritore inquini come un auto diesel), che qualcosa  uscirà dall’impianto, ha detto che comunque tutto sarà nettamente sotto i limiti. Che diossine non ne escono e che le polveri  sono inferiori a quelle che ci sono nell’aria esterna (?). L’inquinamento da traffico è sotto controllo (non certo grazie ai filtri antiparticolato Fap (ditta Gat), recentemente ritirati dal mercato perché non filtravano, ma in precedenza nella lista provinciale per le agevolazioni!) e quindi l’unico problema sono le stufe a legna (?) mal usate dai cittadini, autoproduttori di diossina e polveri: quindi chi è causa del suo mal pianga se stesso…

E il medico tace.

Anche l’assessore Ladinser ha voluto dire la sua, certamente l’assessore all’ambiente più immobile ancora del traffico automobilistico, quello che un certo giorno fa un boulevard e il giorno dopo lo chiude; quello che chiude via Vittorio Veneto, poi non la chiude, 30 all’ora o no, un semaforo lungo e uno corto; questo signore ci rassicura con tono serio: nessuna paura, garantisco io la comunicazione. E poi, colto da un attacco di infinito amore per i suoi concittadini di Bolzano, afferma che Bolzano si merita l’inceneritore perché è la città dove si producono più rifiuti: alla faccia della VIA, VIS, VAS e via di questo passo.

Il medico tace.

Il p.i. Georg Simeoni presenta una serie di immagini architettoniche dell’impianto decantandone la bellezza e la capacità immaginativa di rappresentare la città e il suo territorio: UN MONUMENTO SPECIALE.

Poi nel bilancio di cosa entra e cosa esce ci informa, quasi sottovoce, che ben  44.000 ton/residui all’anno (più di un quarto) dei rifiuti finiranno in discarica e nelle miniere tedesche, dimostrando ancora una volta che nessuna tecnologia è in grado di rinunciare alle discariche.

In conclusione l’assessore Laimer, un po’ il padrone di casa, afferma democraticamente e in maniera trasparente che è possibile fare domande, ma solo tecniche, perché la politica non c’entra (testuali parole).

Il medico tace e tacciono tutti.

Solo una piccola domanda dal pubblico: “Ma le discariche verranno chiuse?“, risposta: “ No”, e poi tutti a farsi intervistare, a snocciolare numeri, dati: non tutti, quelli del Workshop dell’Eberle si sono persi per strada, insieme al diesel che inquinava più di un inceneritore.

Dimenticavo: il medico tace.

Per chi fosse interessato lo spettacolo si replica il 12.12.2007 alle ore 20 in via Ortles 19: la politica non c’entra.

Claudio Vedovelli

Ambiente e Salute, 8 dicembre 2007

 

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La Provincia difende l'impianto. Amici di Grillo in campo
«Nuovo inceneritore, emissioni in regola»
Mussner: tecnica al top. Vedovelli: falso

 

BOLZANO - È un dialogo fra sordi quello sull'inceneritore che la Provincia ha in programma di costruire alle porte di Bolzano. Ieri mattina uno schieramento di politici e tecnici ha spiegato in una conferenza stampa che l'inceneritore è bello e buono e chi non lo vuole brutto e cattivo. Il dottor Claudio Vedovelli, uno degli animatori del comitato «Ambiente e salute» che si oppone alla costruzione, ha assistito alla conferenza stampa e contesta che in alcuni punti «sono state dette cose false o inesatte» oltre a criticare il ragionamento politico che sta alla base dell'inceneritore, oltre all’impianto stesso.

Gli assessori provinciali Michl Laimer e Florian Mussner, quello comunale Klaus Ladinser e i tecnici Guido Maccacaro, Georg Simeoni e Luigi Minach hanno illustrato perché, dove, come, quando e quanto del nuovo impianto, il cui appalto da 98,5 milioni di euro è stato assegnato la settimana scorsa.

Ha colpito, fra l'altro, l'affermazione del dottor Minach, secondo il quale «la potenzialità della raccolta differenziata si sta esaurendo e la quantità di rifiuti attuale è quella con la quale dobbiamo fare i conti». Il rapporto ecosistema urbano 2008 di Legambiente (in base al quale viene stilata la classifica sulla qualità della vita che vede Bolzano è al nono posto) parla di una raccolta differenziata che a Bolzano nel 2006 era al 31,1%, al 40˚ posto fra le province italiane, diciassette delle quali superano il 40% con punte che sfiorano il 70%.

Il dottor Minach, direttore generale dell'Appa, ha spiegato che l'inceneritore è il metodo più adatto a smaltire i rifiuti perché le alternative, compreso il dissociatore molecolare citato dal ministro per l'ambiente Alfonso Pecoraro Scanio nella sua recente visita in città, non sono affidabili (è esplosa due volte durante la sperimentazione). «Le rilevazioni - ha spiegato il dottor Minach - dimostrano che c'è una concentrazione di diossina superiore nel resto della città che nei dintorni dell'inceneritore ora in funzione».

Su questi due punti Claudio Vedovelli ribatte che «è il ragionamento politico con il quale il piano provinciale dei rifiuti è stato fatto che è sbagliato. Si è partiti dall'inceneritore (o termovalorizzatore come lo chiamano loro) e intorno a quello è stato realizzato il piano. Secondo noi si dovrebbe prima ridurre il più possibile i rifiuti e solo alla fine vedere quale impianto è necessario per smaltirli».

«Ricordo inoltre - prosegue Vedovelli - che in aprile è stata fatta una rilevazione sulle polveri in città. Noi abbiamo chiesto questi dati ma non sono stati ancora forniti». L'assessore Mussner ha ripercorso le tappe dell'appalto. Come noto una prima gara aveva visto la partecipazione di tre offerte, nessuna delle quali soddisfaceva i requisiti necessari per ottenere l'appalto. Alla seconda gara avevano partecipato due offerte, una sola delle quali rispettava le richieste della gara. «L'inceneritore dovrebbe essere pronto nel 2011 ma faremo di tutto per finirlo nel 2010. I lavori non saranno semplicissimi perché negli anni '50 quel terreno veniva usato come discarica industriale». Georg Simeoni, capo dell'ufficio smaltimento rifiuti, ha illustrato l'impianto: «Sarà integrato nel territorio e col panorama, avrà il camino integrato nel corpo principale in modo da renderlo "meno fabbrica" ed è il massimo della tecnologia esistente».

Claudio Vedovelli ribatte: «Quello che Simeoni non ha sottolineato è che delle 118.000 tonnellate di rifiuti che entreranno nell'impianto, 44.000 resteranno da smaltire, una bella percentuale. Poi non ha fatto accenno alle polveri sottili, quelle che nessun filtro può fermare e che sono le più dannose per l'uomo. E poi non è vero che l'impianto è avanzato, lo ha detto il dottor Klaus Koch di Amburgo a uno dei tanti incontri organizzati da noi e al quale nessun amministratore locale ha partecipato nonostante gli inviti». Oggi il Meetup Amici di Beppe Grillo organizza alla fiera della Api di via Resia uno stand informativo sull'inceneritore e le alternative possibili.

Damiano Vezzosi

Corriere dell’Alto Adige, 8 dicembre 2007

 

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Comunicato stampa, Ambiente - 7 dicembre 2007

Ass. Laimer e Mussner:

nuovo termovalorizzatore di Bolzano, scelta giusta

 

La realizzazione del nuovo termovalorizzatore a Bolzano Sud è stata definita dagli assessori provinciali Michl Laimer (ambiente e energia) e Florian Mussner (lavori pubblici) la scelta giusta. Le motivazioni di questa scelta si fondano su dati tecnici avvalorati da importanti istituti di ricerca. Alcuni di essi sono stati illustrati dal direttore dell'Agenzia per l'ambiente, Luigi Minach, mentre le caratteristiche del nuovo impianto sono state spiegate da Georg Simeoni, direttore dell'Ufficio impianti smaltimento rifiuti della Provincia. Presenti anche l'ass. Klaus Ladinser del Comune di Bolzano ed il Guido Maccacaro, primario della medicina del lavoro dell'Ospedale di Bolzano.

 

Il nuovo termovalorizzatore, la cui costruzione è stata voluta dalla Giunta provinciale, secondo quanto previsto dal Piano provinciale rifiuti provvederà a trattare il rifiuto residuo di tutti i Comuni dell'Alto Adige; pur trattando più rifiuti produrrà minori emissioni. Ogni anno in provincia di Bolzano vengono prodotti circa 1,5 milioni di tonnellate di rifiuti (circa 400 chili pro capite); dei rifiuti domestici prodotti annualmente, 110.000 tonnellate, ovvero il 47 per cento, sono costituiti da rifiuti riciclabili, mentre il 53 per cento, ovvero 118.000 tonnellate, sono rifiuti residui che è necessario trattare. Tra le varie opzioni per trattare i rifiuti residui, quella migliore, dal confronto con altre tipologie di impianti, risulta essere quella dell'inceneritore abbinato alle discariche (gestite secondo le normative europee) dove vanno depositati i residui finali della lavorazione. I dati, come ha spiegato Luigi Minach, direttore dell'APPA, evidenziano come la raccolta differenziata registri un incremento costante di circa il 3 per cento annuo e dal 40,6 per cento del 2004 (anno di approvazione del Piano gestione rifiuti) sia passata al 46,3 per cento nel 2006 con un trend in aumento.

Il nuovo termovalorizzatore che verrà a costare 98,448 milioni di Euro, dovrebbe essere pronto per la metà del 2010 (entro il 2011 come da contratto), trattare 130.000 tonnellate di rifiuti all'anno e produrre 16 MW di energia elettrica e 30 MW di energia termica. Deve essere costruito perché deve sostituire il vecchio inceneritore in funzione da 19 anni, età fisiologica per tali impianti che altrimenti comportano notevoli spese di manutenzione. In tal modo sarà garantita la continuità del servizio.

Gli assessori provinciali Michl Laimer e Florian Mussner sono convinti che la tecnologia prescelta per il nuovo termovalorizzatore sia la migliore disponibile al momento attuale e che la sua realizzazione sia una misura necessaria e valida (abbinata alle iniziative di raccolta differenziata e di contenimento della produzione di rifiuti), che non ha una ricaduta negativa sull'ambiente. L'energia termica prodotta potrà servire tramite teleriscaldamento i nuovi quartieri cittadini ed anche il vicino Ospedale di Bolzano, i cui lavori di ampliamento dovrebbero concludersi nel 2012.

Per tali ragioni, come ha sottolineato l'assessore Mussner, la decisione adottata dalla Giunta provinciale di costruire il nuovo impianto non si mette in discussione (dal prossimo gennaio i lavori prenderanno il via) anche se, come richiesto da ambienti protezionistici, si potrà valutare questioni connesse nell'ambito di un tavolo tecnico. Come annuncia l'assessore Laimer, questo tavolo di confronto sarà presto istituito, con l'intesa del Comune di Bolzano, presso l'Agenzia provinciale per l'ambiente, analogamente a quello per la qualità dell'aria in relazione alle PM10, e ad altri tavoli per affrontare problematiche attuali. Potranno parteciparvi, accanto ai tecnici dell'APPA, e di enti quali SEA, Ecocenter, Ecoresearch, rappresentanti delle circoscrizioni cittadine, del Comune, ed esperti a richiesta.

Anche l'assessore del Comune di Bolzano, Klaus Ladinser, si è detto favorevole alla costruzione nei pressi di Bolzano del nuovo impianto dal momento che la città di Bolzano è quella che produce maggior rifiuto residuo; in tal modo si evita inutili trasbordi di rifiuti da una parte all'altra della provincia. Un aspetto da tener presente, invece, è quello di potenziare la comunicazione e l'informazione verso i cittadini per evitare paure ingiustificate nei confronti di un impianto all'avanguardia. Basti pensare che, ha posto in evidenza Georg Simeoni, direttore dell'Ufficio smaltimento rifiuti, circa il 26 per cento dei costi del termovalorizzatore ricadono sulla tecnologia per la ripulitura dei gas di combustione. Il sistema adottato garantisce valori di emissione molto inferiori ai limiti di legge ed anche di quelli delle emissioni già minime dell'attuale impianto (vedi tabelle allegate).

Presso l'inceneritore sono stati eseguiti monitoraggi per quanto attiene le emissioni di polveri ultrasottili e diossine in collaborazione con l'Istituto svizzero EMPA e con la ditta GRIMM specializzata nella strumentazione di misura. Come ha spiegato Minach le misure di deposizione di diossine e metalli pesanti nel suolo nella zona di massima ricaduta e nella Conca di Bolzano hanno evidenziato dati nella norma (maggiore presenza di diossine nel centro di Bolzano dovute all'urbanizzazione ed alla combustione domestica) e non hanno rilevato alcuna correlazione tra inceneritore e ricaduta. Lo stesso vale per le campionature direzionali nord-sud secondo l'andamento principale del vento. Due campagne di misura delle polveri ultrafini in emissione ed immissione hanno confermato che i filtri dell'impianto trattengono anche le polveri ultrafini e che le quantità di particelle in emissione sono inferiori a quelle riscontrate nell'aria esterna. Per quanto riguarda la presenza di diossine nel sangue del personale dell'inceneritore (direttamente esposto), le analisi eseguite dal dott. Guido Maccacaro, primario della medicina del lavoro presso l'Ospedale di Bolzano, hanno evidenziato dati di scarso rilievo assai inferiori rispetto a quelli riferiti a operai di altri inceneritori e di industrie chimiche.

Per quanto attiene il suggerimento di adottare al posto del termovalorizzatore un impianto di trattamento meccanico biologico TMB, l'APPA ha incaricato l'IFEU e l'Ökoinstitut di Heidelberg di fare un raffronto. Il bilancio ecologico che ne emerge è a favore dell'inceneritore: il TMB emette 10 volte più CO2 dell'inceneritore, 30 volte più PM10 ed emette 13 volte più sostanze tossiche per quanto attiene la tossicità umana. Contrariamente a quanto si pensi, gli impianti meccanico biologici non sono immuni da emissioni e sono, invece, soggetti ad incendi.

(Autore: SA)

 

Presentazione dati Dr. Minach  - (18.192,5 Kb)

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