Sciarada ospita la mostra «Luoghi resistenti»

Alleanza senza confini contro le grandi opere

I No Tav: ambiente, troppe aggressioni

 

BOLZANO - Una mostra per dimostrare che la resistenza popolare può anche fermare le grandi opere e per far capire agli altoatesini che il tunnel del Brennero, l'ampliamento dell'aeroporto e il nuovo inceneritore non si possono accettare senza colpo ferire. L'iniziativa è del comitato «No Tav» di Bolzano che ha portato la mostra «Luoghi resistenti» nei locali di Sciarada, in piazza Erbe. Dopo la befana i pannelli verranno spostati prima al Circolo Masetti e poi al centro Trevi: l'obiettivo è convincere i bolzanini a scendere in piazza per difendere il loro territorio dalle lobby mosse solo dalla logica del profitto. «Non siamo soli, insieme a noi ci sono le migliaia di persone che in tutta Italia e nel mondo si battono contro la distruzione dell'ambiente» dice Alessandro Borzaga, militante del comitato Ambiente e salute. Anche Claudio Campedelli della rete No Tav rilancia l'alleanza con trentini e tirolesi per fermare i lavori del tunnel di base del Brennero. «I soldi pubblici devono essere usati per risolvere il problema del traffico su gomma e non per costruire cattedrali nel deserto» chiarisce Campedelli.

 

La mostra, ventiquattro pannelli, racconta alcune delle tante battaglie popolari combattute in Italia negli ultimi anni. Dalla lotta contro il deposito di scorie radioattive a Scanzano Ionico alle manifestazioni contro il raddoppio della base Usa «Dal Molin » di Vicenza passando naturalmente per la Val di Susa dove la mobilitazione popolare è riuscita (per il momento) a bloccare il raddoppio della Torino Lione. E ancora ci sono i militanti contro il rigassificatore di Livorno, le proteste contro la privatizzazione dell'acqua, contro gli inceneritori in Campania, contro le basi militari in Sardegna, contro l'amianto e chi più ne ha più ne metta. A chi li accusa di essere contro lo sviluppo, gli organizzatori rispondono: «Sì, siamo contro lo sviluppo. Perché - spiega Campedelli citando l'economista Serge Latouche - l'unica soluzione è la società della decrescita. Non si può continuare ad aggredire l'ambiente, non ci faremo togliere il diritto a sognare un futuro diverso».

 

In Alto Adige i No Tav sono ancora pochi ma determinati più che mai a fermare i lavori per il tunnel del Brennero. Costi quel che costi. «Non siamo da soli: i movimenti tirolesi hanno presentato un esposto alla Corte dei conti, i trentini si stanno ribellando. Adesso tocca a noi: la politica deve dimenticarsi di questo progetto e alzare i pedaggi autostradali e sfruttare di più la ferrovia esistente. Così non sarà bisogno di distruggere le montagne».

Marco Angelucci

Corriere dell'Alto Adige - Corriere del Trentino, 28 dicembre 2007

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