Seminario
“Prevenzione e riciclo eco-efficiente”
Trento, 3 dicembre 2007
(Vedi relazione di Nimby trentino distribuita ai presenti)

 

Ciò che è emerso chiaramente da parte di Tornavacca, Piazza e Dallorto è stata la necessità di indirizzare le principali azioni verso la riduzione della materia rifiuto e la non necessità di un inceneritore a fronte di seri e coerenti progetti di riduzione e riciclo. Gli altri interventi sono, più o meno tutti, elencazioni di esperienze, normative, buone intenzioni.

 

Sintesi interventi

 

Emanuele Burgin,

Assessore all'ambiente della Provincia di Bologna.

Presentando il progetto Rifiuti Network, voluto dall'Associazione Nazionale delle Agende 21 locali, ha sottolineato la necessità e l'importanza di fare qualcosa che incida a livello strutturale sulle politiche dei rifiuti. Il che significa, anche, mettere in relazione la componente "tecnica" con quella sociologica che deve prevedere un dialogo con i cittadini. Le istanze dei cittadini debbono poter trovare accoglienza o essere ragionevolmente confutate.

Una delle domande fondamentali che si pone è "dove finiscono i rifiuti"? In questa domanda è contenuta anche la “fetta” (di rifiuti) dell'Ecomafia.

Conclude con il problema nazionale della rivisitazione del Decreto Legislativo 3 aprile 2006, n. 152,  "Norme in materia ambientale", pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 88 del 14 aprile 2006, Supplemento Ordinario n. 96, e sostenendo il progetto Rifiuti Network, percorso di confronto che vuole dar vita ad un network di amministratori che vorrebbero fare massa critica per costruire progetti di fattibilità.

 

Pinuccia Montanari,

Assessore all’ambiente e città sostenibile

del comune di Reggio Emilia.

Affronta il tema dal concetto di rifiuti come materia prima e informa che a livello europeo sono state stanziate ingenti somme per il compostaggio nell'area mediterranea.

Elenca una serie di obiettivi, quali:

- approfondire le migliori pratiche sulla riduzione;

- mettere in rete le esperienze;

- insistere sulla partecipazione dei cittadini, che non sono sempre disponibili;

- favorire l'adozione di progetti verso riduzione e riciclo eco-efficiente;

- indagine conoscitiva sulla filiera del riciclo;

- linee guida europee;

- produzione manuale (Idecom);

- altri seminari sulla partecipazione; quale contributo può dare la riduzione dei rifiuti sul protocollo di Kyoto.

- Ecomondo: Pecoraro Scanio ha chiesto il censimento delle buone pratiche;

- non solo teoria ma pratica...

 

Attilio Tornavacca,

Ente studio per la pianificazione ecosostenibile dei rifiuti.

Sostiene che riduzione e raccolta differenziata sono collegati.

Si chiede se gli Obiettivi UE, dei quali il primo è la prevenzione e riduzione, sono solo direttive o anche pratiche attuative.

Ci informa che non è vero che tutti i paesi europei aumentano i rifiuti: solo Francia e Italia sono in aumento, mentre tutti gli altri - riuscendoci - vanno verso la riduzione.

Si domanda se è così difficile introdurre i vuoti a rendere? Come anche il policarbonato riutilizzabile.

Fa presente che, mentre nel Sud Europa si guarda più all'aspetto del prodotto che al contenuto, nel Nord Europa è viceversa e che il motivo fondante di questa differenza di comportamenti è economico e dipende dai contributi che devono versare ai consorzi i produttori di imballaggi. In Italia sono bassissimi.

Porta l’esperienza della Tesco che, in Inghilterra, impone per i prodotti che vengono venduti nella sua catena la dichiarazione di impatto ambientale, sia dell'imballo sia del prodotto.

Espone le varie esperienze europee, facendo spesso riferimento all'incenerimento e al suo fallimento economico/gestionale.

Sono state presentate le azioni sulla riduzione della produzione, già in atto in diversi paesi europei, dimostrando che, laddove i percorsi verso la riduzione sono reali, concreti e in continua evoluzione, il ricorso agli inceneritori si è dimostrato fallimentare mentre, quando ce ne sono già in funzione, succede che, a fronte di un’ottima riduzione e un buon riciclo da RD, trovino scarsa “merce” sul posto dovendo così importare i rifiuti.

Nel fare la panoramica delle varie situazioni e best practices europee, dimostra, dati alla mano, l’inutilità e la dannosità degli impianti di incenerimento. Inutilità per via del continuo miglioramento della riduzione e del riciclo, dannosità perché è palesemente dimostrabile che necessitano di grandi quantità di rifiuti da smaltire; è difficile far convivere intelligentemente i due metodi.

Tant’è vero che in Germania, dove gli inceneritori sono molto sovradimensionati, la raccolta dell’umido viene effettuata in modo diverso da come la effettuiamo normalmente noi. Infatti, ad esempio, là si raccoglie solamente lo scarto della preparazione dei cibi e non ciò che rimane nel piatto dopo aver consumato il cibo. Infatti, queste rimanenze organiche sono necessarie ad una equilibrata costituzione del combustibile per l’inceneritore che, se privato di questa quota organica, avrebbe un eccessivo potere calorifico non adatto al tipo di macchina.

Inoltre, è emerso con chiarezza che la produzione di energia da questi impianti è scarsa e non conveniente dal punto di vista economico.

Tornavacca ha sottolineato che furono Austria e Germania, a suo tempo, a protestare presso la Comunità europea perché l'Italia aveva attribuito i Certificati verdi all'energia prodotta dai rifiuti come fosse una fonte di energia rinnovabile.

 

Guido Viale,

Economista ambientale.

Affronta il tema delle competenze degli assessorati all'ambiente (ma anche del ministero) che sono:

- gestione dei rifiuti;

- gestione dell'acqua;

- controllo delle emissioni.

Pone in evidenza la mancata relazione fra queste competenze e il lavoro che questi assessorati devono fare con le politiche del ministero all'industria.

Differenziando le competenze fra ministeri, non ci potrà mai essere sinergia di intenti verso il rispetto dell'ambiente.

Parla, inoltre, della resistenza da parte delle aziende sul vuoto a rendere; non accenna all'incenerimento.

Cita lo studio effettuato da L.C.A. che tende ad evidenziare il grosso contributo energetico occorrente per produrre il Mater Bi.

Auspica la creazione di uno "sportello informativo", presso i comuni, per i cittadini che vogliono essere informati sulle tecniche da adottare per prevenire all’origine la creazione di prodotti che diventano subito rifiuti.

 

Stefano Mambretti,

Scuola Agraria del Parco di Monza.

Interviene al posto di Valentina Caimi.

Affronta il tema della normativa e delle direttive sulle discariche presentando una serie di dati e numeri.

 

Luca Dallorto,

Consulente scientifico del Ministero dell’ambiente.

Lusinga le esperienze di Trento e Reggio Emilia sostenendo che è da queste esperienze che bisogna fare un ragionamento complessivo sul Paese. Insiste sulla ineludibilità della partecipazione dei cittadini e parla dell’importanza delle buone pratiche sulla gestione dei rifiuti, citandone alcune, peraltro già nominate da altri relatori. Informa sulla esistenza della banca dati GELSO che contiene parecchie buone pratiche presenti e attuate in situazioni locali italiane e troppo poco utilizzata.

Parla di conflitto di interessi e di contrarietà agli inceneritori.

 

On. Camillo Piazza,

vicepresidente della Commissione parlamentare d’inchiesta

sul ciclo dei rifiuti e sulle attività ad esso connesse.

Parla anche lui delle osservazioni fatte, come commissione inchiesta ambiente del Senato, alle modifiche del decreto legislativo 152.

Elenca una serie di criticità iniziando dalla critica al CONAI. Sostiene la necessità di obbligare il sistema riconsiderando le filiere nelle quali devono essere presenti e coinvolti i recuperatori, gli enti locali e i cittadini. Dice che è necessario eliminare i rifiuti.

Parla con forza del conflitto di interessi quando la stessa società gestisce RD e smaltimento e esprime la sua contrarietà all'incenerimento.

Sul CONAI ricorda che questo si occupa solo del 30% degli imballaggi, ed auspica che lo stesso arrivi ad occuparsi, in un prossimo futuro, della totalità degli imballaggi.

Informa che i comuni possono ottenere agevolazioni economiche se acquistano prodotti derivati da materiale riciclato, ma che allo stato attuale la percentuale di questi acquisti è solo del 3%.

Auspica che, in un futuro non troppo lontano, si arrivi al controllo e alla tracciabilità dei rifiuti poiché a livello nazionale, per quanto risulta dalle dichiarazioni del MUD (Modello Unico di dichiarazione ambientale), all'appello mancano 23.000.000 di tonnellate di rifiuti, che potrebbero avere intrapreso varie "strade"; dalla Cina, alle discariche abusive, a incenerimenti “fai da te” ecc..

Porta l’esempio dei toner delle stampanti, la cui percentuale di riciclo e recupero dei contenitori, in altri Stati, è del 40%; in contrapposizione alla media italiana che arriva al massimo al 4%.

 

Giovanni Gardelli,

Responsabile del servizio rifiuti della PAT.

Presenta il terzo aggiornamento – agosto 2006 - al Piano dei rifiuti della Provincia autonoma di Trento.

 

Silvio Fedrizzi,

Servizio ambiente del Comune di Trento.

Presenta il progetto del PaP a Trento.

 

Angela Massaglia,

Assessore all’ambiente della Provincia di Torino.

Parla dell'esperienza piemontese (Torino e provincia circa 300 e rotti comuni, di cui Torino con 1 milione di abitanti). Racconta degli scarsi risultati della RD (40%) e della necessità dello smaltimento, parlando di cittadini non sempre responsabili (1).

 

Laura Brambilla, 

Ecosportello Legambiente.

Si dilunga sulla creazione da parte di ANCI (Associazione nazionale dei comuni di Italia) e di CONAI di un ECOSPORTELLO atto a fornire informazioni al cittadino sulla riduzione dei rifiuti.

 

Nino Simonazzi,

Direttore operativo di Enìa (sponsor del seminario).

Interviene in sostituzione di Gianmaria Casarini del Comune di San Martino in Rio.

Sostiene che la RD costa di più al gestore della raccolta tradizionale con il cassonetto stradale, ma che la RD (pur se più costosa) ha un vantaggio ambientale, per cui la si fa (2).

Sostiene inoltre che con i soldi che si ricavano dall'inceneritore si sostiene la RD.

 

Commento

 

Incontro interessante nel suo complesso, soprattutto per quanto detto da Tornavacca, Piazza e Dallorto che hanno evidenziato incongruità e incompatibilità  della scelta inceneritorista con le buone pratiche della riduzione e del riciclo dei rifiuti.

Sulle buone pratiche già in atto, è evidente che le possibilità per andare verso il miglioramento della gestione dei rifiuti sono reali e concrete. È emerso che questa è una scelta soprattutto politica e che l’auspicabile sinergia fra le varie realtà locali non può che essere positiva e di supporto e rinforzo alle scelte delle diverse amministrazioni.

Ciò che stride è il continuo parlare di “partecipazione dei cittadini” (ad esempio attraverso “Agenda 21”) quando, in realtà e per esperienze dirette delle varie associazioni e movimenti in tutto il Paese, è dimostrato e dimostrabile che questa “prassi” non viene mai messa realmente in pratica se non con le associazioni ambientaliste istituzionali che, entrando a far parte del sistema, finiscono con l’adattarsi alle esigenze di questo, riducendo le istanze a formali, contrattazioni e/o vuote richieste (3).

 

Simonetta Gabrielli, Nimby trentino

Trento, 18 dicembre 2007

 

Note

1. A proposito di cittadini non sempre responsabili, il Consorzio Chierese (abitanti serviti al 2005: 115.000) è stato da poco premiato con un indice di gestione dell’80,82% e dunque sa come investire in “Prevenzione e riciclo eco-efficiente”.

Alcuni dati sulla situazione in Piemonte evidenziano che, sul fronte delle condivisibili responsabilità, c'è ancora molto da fare:

- produzione di rifiuti: 2.277.700 tonn;

- raccolta differenziata: 927.030 tonn, pari al 40% circa (con un aumento dal 2000 al 2006 del 138%!);

- Biella e Vercelli non hanno raggiunto l'obiettivo del 35% di raccolta differenziata mentre tutte le altre province hanno raggiunto e superato il 50%, stabilito per legge per il 2008;

- Dei rifiuti indifferenziati (1.312.492 tonn) il 25% è stato sottoposto a trattamento meccanico biologico (cioè a suddivisione ulteriore), il 68% è stato smaltito in discarica e il 7% è stato avviato a incenerimento (nei due impianti di incenerimento presenti sul territorio).

2. A proposito di ”conflitti di interesse”. Gli aumenti che Enia “propone” ai comuni della provincia di RE, che vorrebbero fare il PaP, variano dal 60 al 80% di aumento della tariffa attuale. Così i sindaci, con - o forti di - questa scusa, sono costretti a fare marcia indietro e pronti ad accettare strani compromessi di raccolta mista e/o fallimentare: PaP e cassoni stradali e magari senza tariffa puntuale.

3. Non tutte le associazioni nazionali partecipano alle locali “Agenda 21” (per statuto, Greenpeace e, non in tutte le realtà, il WWF). Anche in Emilia Romagna incoraggiano, o “arruolano”, la partecipazione anche di singoli cittadini (attivisti del Partito democratico o dei partiti al governo) per bilanciarne la maggioranza. Molte ‘commissioni comunali’ hanno solo un ruolo consultivo e mai vincolante. Controllo e veti sono così assicurati e gli esiti scontati: si fa ciò che si era deciso ancor prima di istituire le commissioni, fingendo “partecipazione democratica”. Così sono salvi capra e cavoli.

 

Segue il programma dell’Incontro

 

 

SEMINARIO
PREVENZIONE E RICICLO ECO-EFFICIENTE IN ITALIA
3 dicembre 2007
Salone di rappresentanza di Palazzo GEREMIA
Via Belenzani 20, Trento

 

9.30-10.15

Saluti

Alberto Pacher, Sindaco del Comune di Trento

Aldo Pompermaier, Assessore all’Ambiente, Vivibilità Urbana e Mobilità del Comune di Trento

Mauro Gilmozzi, Assessore all’Ambiente, Urbanistica e Lavori Pubblici della Provincia di Trento

Emanuele Burgin, Assessore all’Ambiente della Provincia di Bologna e membro del Direttivo del Coordinamento Agende 21 Locali Italiane

Pinuccia Montanari, Assessore all’Ambiente e Città Sostenibile del Comune di Reggio Emilia

 

10.15-10.30

Introduzione dei lavori

Luca Dallorto, consigliere scientifico del Ministero dell'Ambiente della Tutela del Territorio e del Mare.

 

10.30-11.45

Interventi

Moderatore: Giovanni Segatta, Comune di Trento

Attilio Tornavacca, dell’Ente di Studio per la Pianificazione Ecosostenibile dei Rifiuti,

“Iniziative di riduzione dei rifiuti e di raccolta differenziata in Europa e in Italia”

Valentina Caimi, della Scuola Agraria del Parco di Monza,

“Gestione del rifiuto alla luce dei drivers europei di politica ambientale”

Guido Viale, economista ambientale,

“Riduzione degli imballaggi e raccolta differenziata:

premessa ineliminabile di un riciclo eco-efficiente”.

 

11.45-12.30

Relazione

On. Camillo Piazza, Vicepresidente della Commissione parlamentare

di inchiesta sul ciclo dei rifiuti e sulle attività illecite ad esso connesse,

“L’indagine conoscitiva sull’industria del riciclo”.

 

A seguire buffet

 

14.00-16.00

Esperienze locali

Moderatore: Sergio Golinelli, Provincia di Ferrara

Giovanni Gardelli, Provincia di Trento

Silvio Fedrizzi, Comune di Trento

Angela Massaglia, Provincia di Torino

Laura Brambilla, Ecosportello Legambiente

Gianmaria Casarini, Comune di S. Martino in Rio.

 

16.00-16.30

Dibattito

 

La seconda parte del Seminario

si terrà a Reggio Emilia il 25 gennaio 2008.
Interverranno anche Francesca Perotti (Conai),

Duccio Bianchi (Segreteria nazionale Legambiente),

Enzo Favoino (Scuola Agraria del Parco di Monza),

Nino Simonazzi (Enìa),
rappresentanti della filiera dei rifiuti
e l’Assessore all’Ambiente della Regione Emilia Romagna Lino Zanichelli.

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