«La reazione dei trentini è una vergogna»
Bombarda accusa, ma i compaesani lo attaccano:
l’immondizia la porti a casa tua

 

TRENTO. I suoi compaesani del Bleggio gliel’hanno detto in faccia: «Se arriva anche solo un chilo di rifiuti da Napoli, li porti a casa tua». Ma Roberto Bombarda, consigliere provinciale dei Verdi, non cambia idea: «Mi sono vergognato dei miei concittadini e di amministratori che soffiano sul fuoco degli istinti più bassi. Che si dichiarano solidali e poi, di fronte a Napoli che sprofonda nell’immondizia, fuggono dalle responsabilità». E sull’inceneritore: «Resta una scorciatoria, il Trentino può farne a meno».

Consigliere Bombarda, cosa l’ha fatta vergognare?

Sono scandalizzato dalla reazione dei trentini. Ci fosse stato chiesto un impegno strutturale, «da qui in poi i rifiuti di Napoli li smaltiamo da voi», avrei potuto capire. Ma qui si tratta di dare risposta a un’emergenza nazionale. È come se ci fosse un terremoto, e mentre alcune Regioni hanno dato la loro disponibilità concreta, noi ci siamo tirati indietro.

Quindi secondo lei c’è stato un dietrofront della Provincia dopo le dichiarazioni iniziali di solidarietà?

Ho avuto l’impressione di una fuga davanti alle responsabilità. Dellai avrebbe dovuto richiamare gli amministratori locali a un dovere di responsabilità. La solidarietà va data senza se e senza ma, a prescindere da chi la chiede, sia Napoli o Oslo.

Come si spiega questa levata di scudi sui rifiuti di Napoli?

Probabilmente non si è spiegato abbastanza di che cosa si trattava, in che modo si sarebbe espressa la solidarietà. Questo è un compito della politica, che deve motivare le scelte, altrimenti prevalgono i bassi istinti. E poi bisogna distinguere: un conto sono gli amministratori napoletani, e da esponente del centrosinistra non ho dubbi che Bassolino e la Jervolino dovrebbero dimettersi; altra cosa è la solidarietà ai cittadini di Napoli.

Il sindaco di Rovereto Valduga ha detto che non si può essere conniventi con chi si comporta male. E il sindaco di Arco Veronesi che prendere i rifiuti di Napoli sarebbe diseducativo per i trentini virtuosi.

I cittadini di Rovereto e di Arco sono talmente virtuosi che tra qualche anno verranno a bruciare i loro rifiuti nell’inceneritore di Trento! Il Trentino beneficia enormemente delle risorse dello Stato, e in questo caso lo Stato ci ha chiesto di collaborare con le altre Regioni a un evento straordinario.

Le discariche trentine però sono agli sgoccioli. Cosa si può fare concretamente?

È vero, le nostre discariche hanno poco spazio. Ma volendo avremmo potuto mettere in campo risorse umane e personale della Protezione Civile. Abbiamo costituito un fondo da 10 milioni di euro per i Comuni veneti confinanti, altri milioni sono destinati alla solidarietà internazionale. Questo della Campania è un caso nazionale e noi - autonomi finché vogliamo - siamo italiani.

Lei ha ricordato che solo qualche anno fa anche il Trentino ha esportato i suoi rifiuti.

Abbiamo esportato tonnellate di ecoballe e ancora oggi, ricordiamocelo, esportiamo i rifiuti che non trattiamo in casa nostra perché non abbiamo gli impianti. Condivido pienamente il principio che ognuno è responsabile dei propri rifiuti, ma nel caso di Napoli siamo in presenza di un’emergenza.

Il caso Napoli non dimostra che l’inceneritore è indispensabile per chiudere il ciclo dei rifiuti?

Alla faccia delle responsabilità dei territori, con l’inceneritore tutti i territori se ne laveranno le mani e i rifiuti si bruceranno a Trento. Chi si è occupato di questi temi sa che questa resta una scorciatoia che deresponsabilizza cittadini e amministratori. In più sono impianti che emettono veleni pericolosissimi, mi stupisce che Pacher voglia accelerare per costruire questa schifezza sul suo territorio. Con una raccolta differenziata oltre il 70% il Trentino può farne a meno.

Questa vicenda sarà una pietra tombale sulle speranze ambientaliste?

Ormai la scelta di realizzare l’inceneritore per i nostri amministratori è diventata una questione di orgoglio. Ma l’intelligenza sta nel saper cambiare idea: quando si è deciso l’impianto la differenziata era al 15%. Ricordo l’allenatore di calcio Boskov che diceva “La partita è finita quando l’arbitro fischia”. Io continuo a sperare che alla fine l’inceneritore a Trento non si farà.

Chiara Bert

Trentino, 14 gennaio 2008

Cerca

Aggiornamenti

Aggiornati

Inserisci il tuo indirizzo e-mail.  Sarai avvisato ad  ogni aggiornamento  di Ecce Terra.

Inserisci