Più senso civico, meno scorciatoie hi-tech

 

Caro de Battaglia, l’emozione che fa seguito ai fatti di Napoli mi porta a rispondere ad una lettera di “Diario” un po’ datata (8 settembre 2007) in aggiunta a quella di ieri, con la quale un lettore s’interrogava su come si poteva affrontare il tema della differenziazione dei rifiuti e richiedeva più fatti. Bene, mi sembra arrivato il momento giusto per puntualizzare alcune cose.

Il recente esperimento del “porta a porta” a Gardolo e Meano ha dimostrato chiaramente che con un progetto di raccolta credibile e solido, unitamente ad un elevato grado di civiltà ed impegno delle comunità interessate, si possono ottenere risultati fino a ieri impensabili. Gardolo, una frazione difficile per la presenza di condomini oltre a quella di una fetta di cittadini stranieri che ancora non conoscono i meccanismi della raccolta differenziata, ha superato la soglia del 65%. Meano vola oltre il 70% con la probabilità di raggiungere l’80% di raccolta differenziata. Tutte e due le comunità hanno centrato, anzi addirittura migliorato, l’obiettivo di riduzione del rifiuto residuo da avviare a smaltimento (i famosi 175 kg/ab equivalente annuo). Sono dati straordinari che ci stimolano ad accelerare al massimo il passaggio del porta a porta su tutta la città. Ci siamo impegnati a fondo per arrivare a questo. E lo dimostrano le decine e decine di riunioni che abbiamo effettuato. Siamo stati in mezzo alla gente, abbiamo vissuto momenti anche critici, ma grazie all’impegno degli operatori di Trentino Servizi e del Servizio Ambiente del Comune di Trento, siamo riusciti ad ingranare una marcia che ci porterà lontano. Tra qualche settimana porterò in Consiglio comunale i risultati, le criticità superate e da superare, i costi e, a quel punto, con il via libera del Consiglio, potremo ampliare le zone di raccolta a porta ad altre comunità periferiche e sulla città consolidata.

Altre città hanno fallito, altre città importanti sono a livelli di raccolta decisamente inferiori ai nostri. Con questo non dobbiamo fermarci. La raccolta differenziata non può e non deve essere più l’unico mero indicatore dell’impegno ambientale di una comunità. Occorre introdurre la tariffa puntuale e puntare alla minimizzazione dei rifiuti. Per una politica ecosostenibile serve promuovere il riuso, la riparazione, il riciclo. Occorre varare politiche dedicate alla sensibilizzazione sociale non più solo dedicate alla raccolta differenziata, ma riservare una particolare attenzione a politiche della prevenzione del rifiuto, all’impegno assoluto nella riduzione del “packaging” e nella stretta collaborazione tra enti locali, cittadini ed imprese. Occorre l’introduzione di prodotti eco-compatibili, serve cambiare le abitudini dei consumatori (che non consumano proprio un bel niente)!

Altro che cercare soluzioni ingegneristiche, con la scusa di trasformare rifiuti in energia. Certo che i sostenitori degli impianti hanno trovato soddisfazione in questi giorni. Pensiamoci bene. Dotiamo il Trentino di una fase finale del ciclo rifiuti all’altezza della nostra straordinaria storia fatta di semplicità e di stili di vita misurati. L’impianto procurerebbe un’accelerazione nei consumi, in particolare quelli usa-getta, che ci porterebbe al peggioramento della qualità dell’aria con le conseguenze che tutti, o quasi, sappiamo.

Aldo Pompermaier,

assessore Ambiente e Vivibilità urbana Comune di Trento

 

Sono dati davvero straordinari, quelli che l’assessore Pompermaier comunica, perché riguardano non solo le statistiche (positive) sulla raccolta differenziata, ma l’“anima” stessa della città, la sua voglia di civiltà in situazioni difficili. Lo si sapeva, ma veder tradotto questo spirito in cifre colpisce. Del resto chi ha partecipato, l’anno scorso, agli incontri nei quartieri promossi dal nostro giornale “Trentino” (Gardolo è stato il primo appuntamento) ha potuto rendersi conto di persona di come i problemi anche difficili (convivenza, traffico, scuola, rifiuti, mobilità) venissero affrontati con atteggiamento critico, ma fattivo, con totale partecipazione, senza faziosità strumentali. Naturalmente questo atteggiamento richiama una forte responsabilità da parte della politica e dell’amministrazione. Gli impegni vanno coltivati, le disponibilità non vanno disperse, i furbi (e pensiamo esplicitamente all’urbanistica, con esempi non all’altezza della città) non vanno premiati.

Resta il dato di fondo: questi dati dimostrano che per “vincere” i problemi immani della post-modernità occorre agire sul senso civico delle comunità, non basta affidarsi alle scorciatoie tecnologiche che sempre - sempre - presentano costi più alti dei benefici che promettono. Gli inceneritori richiamano “più” rifiuti, come le strade richiamano “più” traffico. Oggi la nuova frontiera è ridurre i rifiuti all’origine. Ci riusciremo.

Franco de Battaglia

Trentino, 16 gennaio 2008

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