Protagonista dell'episodio un rumeno che vive in zona da cinque anni
Restituisce portafoglio con 1.800 euro

 

 

CUNEVO - Ha trovato un portafoglio con 1.800 euro in contanti. Al suo interno anche i documenti, che non lasciavano dubbi sull'identità di chi lo aveva perso. Adrian Cabulea, rumeno di 37 anni, non ha avuto esitazioni ed immediatamente ha consegnato il portafoglio al suo legittimo proprietario, una persona del paese che lo aveva smarrito in piazza a Cunevo.


Un gran bel gesto il suo, che si registra proprio nel momento in cui i connazionali di Adrian troppo spesso sono al centro della cronaca nera per violenze, furti ed altri gesti di criminalità. A volte diventano loro stesse vittime di reazioni fuori luogo da parte dei cittadini italiani. Fare di tutta l'erba un fascio, si sa, è sempre sbagliato, e questo episodio lo dimostra sicuramente. In Val di Non i rumeni sono numerosi, richiesti soprattutto per i lavori nei campi: per la raccolta delle mele, innanzitutto, ma anche per altre operazioni come la potatura ed il dirado.

Cabulea lavora come operaio presso l'azienda agricola di Valerio Iob. «Se ne sentono tante sui rumeni. Eppure ci sono anche tante brave persone, dalle quali molti italiani avrebbero da imparare. Adrian è sicuramente tra queste, e quello che ha fatto lo dimostra», commenta Iob. «Molti altri al suo posto avrebbero agito diversamente. Lui invece non ci ha pensato un attimo ed immediatamente si è premurato di restituire il portafoglio.».


Cabulea è arrivato a Cunevo ormai cinque anni fa. In paese, fin dal suo arrivo, si è dimostrato una persona seria ed educata, facendosi notare anche per la sua «abitudine» di salutare sempre tutti.

«Fin da quando l'ho conosciuto - tiene a sottolineare Iob, presidente del Consorzio ortofrutticolo del Contà - ho capito che è una persona della quale ci si può fidare ciecamente. Un gran lavoratore, ma anche e soprattutto una persona leale ed onesta. Legge tanto la Bibbia, e forse anche per questo in tante occasioni mi ha insegnato ad apprezzare le piccole cose della vita».


L. Io.

l’Adige, 4 febbraio 2008

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