Marmolada. Manifestazione ambientalista

«Basta all'eliski»

 

MARMOLADA - «Basta all'eliski», ma anche a tutte le pratiche che deturpano la montagna. È questo il messaggio lanciato ieri da 100 scialpinisti di Mountain Wilderness che sono saliti in Marmolada, diretti a Punta Rocca, per gridare nuovamente le loro ragioni.


Il gruppo non ha raggiunto la vetta causa le condizioni climatiche sfavorevoli (nevischio e fitta nebbia) e si è fermati a Pian dei Fiacconi, quota 2700 metri, dove è stata messa a dimora la «Tenda Gialla», simbolo di queste manifestazioni. Due alpinisti hanno pernottato poi in quota: si tratta del vicepresidente di Mountain Wilderness Stefano Mayr e di Sandro De Guelmi. Questa mattina scenderanno a valle di buon ora e porteranno la tenda a Cavalese per il presidio di Mountain Wilderness davanti al tribunale, dove si terrà l'ultima udienza che vede imputati i responsabili dello sfregio portato al ghiacciaio della Marmolada nell'estate 2005. Un processo nel quale Mountain Wildernss si è costituita parte civile.


Alla protesta di ieri erano presenti soci di Trentino Alto Adige, Veneto, Toscana, Emilia Romagna e perfino un canadese (in ferie ad Alleghe) che ha letto la notizia sui quotidiani ed ha deciso di partecipare in quanto socio dell'associazione ambientalista.


A Pian dei Fiacconi, il vicepresidente Stefano Mayr ha tenuto l'intervento che ha illustrato le motivazioni di questa ennesima iniziativa. Al parlamento nazionale si chiede in sostanza di legiferare con urgenza in materia di divieti di voli in montagna per scopi turistici. A livello locale si vogliono invece coinvolgere la Provincia autonoma di Trento e i comuni, invitandoli ad intervenire con urgenza con ordinanze di divieto prima che accadano spiacevoli e dolorosi incidenti. Si deve sapere che in questo caso, Marmolada, i decolli e gli atterraggi avvengono proprio sopra impianti di trasporto persone e piste di sci. Qualora dovessero accadere incidenti i sindaci interessati si troverebbero ad essere i primi responsabili dell'accaduto, visto che da anni sono informati della gravità della situazione in materia di sicurezza. Mayr ha garantito ai presenti che l'associazione, collaborando con le altre associazioni di profilo nazionale, manterrà alta l'attenzione in parlamento, affinché si arrivi al più presto a varare un testo che porti rispetto alle alte quote, al valore del silenzio e che permetta a tutti di rivivere la montagna nella sua piena autenticità. Verso le ore 13.00 la manifestazione si è sciolta con la discesa verso Passo Fedaia.

 

l’Adige, 4 febbraio 2008

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