La «missione» trentina a Dubai

per trasformare gli emiri in turisti

 

DUBAI. Ci sono le scarpe d’alta moda con tacchi mozzafiato e brillanti, stivali dai colori sgargianti, borse di ogni foggia e dimensioni, ma anche tante, tantissime calzature da tutti i giorni che puoi pagare anche meno di un dollaro. Lusso e normalità si intrecciano in maniera incredibile a Sarjah, nel nuovo Expo Centre a un tiro di schioppo da Dubai. Laggiù, nel paradiso artificiale del Medio Oriente dove tutto sembra Disneyland, Riva del Garda Fierecongressi ha fatto ieri un salto decisivo verso un percorso nuovo, che punta deciso sull’estero per intercettare tutti quei mercati che nel lontano Trentino non si vedrebbero (e venderebbero) mai.

 

Per capire quanta strada è stata fatta, basta vedere l’immagine dell’inaugurazione dell’Expo Riva Schuh di Dubai, con il presidente rivano Roberto Pellegrini seduto fianco a fianco con il figlio dello sceicco di Dubai, che ha gli occhi sgranati di chi ricerca il “made in Italy” per affrancarsi da un mondo che ha quattrini a bizzeffe ma che ha bisogno di know how e di capacità organizzative per poterli sfruttare davvero.

C’erano sorrisi soddisfatti ieri all’inaugurazione della fiera, perché quella sancita negli Emirati Arabi non è una semplice collaborazione fieristica. Domani mattina i vertici di Rivafiere e quelli dell’Expo Centre si incontreranno per ipotizzare la creazione di una nuova società ad hoc che farà diventare Dubai una lussuosa succursale di Riva del Garda.

 

L’obiettivo? Far diventare l’Expo Schuh di Sarjah un appuntamento annuale, esportare altre fiere made in Riva e far arrivare sul lago di Garda marchi d’eccellenza: «È il mercato che ce lo chiede» sottolinea il presidente Pellegrini durante il pranzo ufficiale dove camerieri vestiti di morbido velluto continuano a portare ogni bendiddio.
«Il presidente dell’Expo Centre di Sarjah vuole portare a Dubai anche la nostra fiera degli alberghi, l’Expo Hotel, ed è interessato pure alla Fiera Sposi, mentre noi stiamo ragionando sulla possibile sinergia tra Motorissima e la loro Fiera dell’auto dove il colosso indiano Tata, tanto per fare un esempio, presenta in anteprima tutti i suoi nuovi modelli».

 

La parola d’ordine è fare in fretta: Dubai sta crescendo a ritmi impazziti, solo nella zona marina stanno nascendo duecento nuovi grattacieli da cinquanta piani. Qui stanno costruendo la torre più alta del mondo, c’è il famoso hotel a forma di vela (il Burj al Arab) che attira migliaia di turisti al giorno e dove la Royal Suite costa sessantamila dirham, circa dodicimila euro, senza nemmeno la colazione inclusa. C’è una pista da sci dentro un centro commerciale (e l’assessore Mellarini l’ha subito voluta provare ipotizzando possibili sinergie con le Dolomiti), c’è un canale artificiale di quaranta chilometri che spacca in due il deserto. All’aeroporto leggi l’ora su un orologio da parete come i nostri, solo che quando leggi il marchio ti accorgi che è un Rolex, mentre per le strade la Porsche Cayenne è quasi una macchina da straccioni, visto che Ferrari, Lamborghini e Bentley riempiono ogni centimetro di asfalto dell’unica strada che da Dubai va a Sarjah: se il Trentino riuscisse a intercettare anche solo una goccia dell’immensa liquidità di Dubai, avrebbe fatto Bingo.

 

Ed ecco che accanto a Rivafiere e ai suoi sforzi c’è pure la Provincia che vuole essere della partita. Ieri mattina l’assessore al turismo Tiziano Mellarini ha portato a casa una prima intesa con i vertici dell’Ente turismo dell’emirato: si vedranno il prossimo 8 marzo alla fiera turistica di Berlino, giusto in tempo per organizzare una delegazione di esperti che studieranno tutte le possibilità per portare sulle Dolomiti gli sceicchi di Dubai con le loro tasche gonfie di denaro.

«Li vedrei bene a San Martino di Castrozza - ipotizza Mellarini - perché ci sono alberghi che non hanno nulla da invidiare ai loro e perché è il posto più vicino per chi arriva con il volo diretto da Dubai a Venezia».

 

Sembra di vederlo, mentre a mo’ di Paperon de Paperoni gli passano i simboli dell’euro davanti agli occhi, facendogli dimenticare le lotte burocratiche col direttore Miorelli e la loro causa per mobbing. Se son rose fioriranno, intanto Riva del Garda e il Trentino sono nella posizione di chi sembra essersi mosso prima degli altri.

Di fronte al lusso degli sceicchi, perfino la nostra dorata autonomia diventa normalità, ma quaggiù sulle rive del Creek, il canale artificiale che attraversa il deserto, tutto sembra non avere un significato.

Pellegrini e Giovanni Laezza (il direttore di Rivafiere) sorridono sornioni: l’Expo Schuh di Dubai è diventato realtà, e adesso nulla sembra più precluso.

 

Pierluigi Detentori

Trentino, 18 febbraio 2008

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