Padre Zanotelli: bordate contro il tunnel
«Ferrovia del Brennero, acqua a rischio»
Rovereto Incontro con gli studenti del Don Milani.
Nel mirino anche l'innevamento artificiale: «Le riserve si riducono»
L'allarme di padre Alex: fermiamo l'alta velocità, i lavori taglieranno le falde

 

TRENTO - «La linea ad alta velocità Brennero-Verona va fermata: va a tagliare le falde acquifere, intaccando le riserve d'acqua della regione che già da sé si stanno riducendo per lo scioglimento dei ghiacciai. La temperatura aumenterà a breve di almeno 2 gradi centigradi: ciò significa che rimarremo senza nevi, con ancor meno acqua. Anche in Val di Non cominciano ad esserci problemi». Padre Alex Zanotelli, in visita ieri all'istituto «Don Milani-Depero», ha tracciato un quadro critico della situazione del Trentino nel contesto globale.

 

I rischi

«È del tutto discutibile la possibilità di un futuro a lungo termine per il Pianeta. Cari ragazzi, consegniamo nelle vostre mani un mondo avvelenato». Non ha parlato soltanto dell'acqua, «un bene prezioso e non commerciabile», padre Alex Zanotelli, ma ha toccato anche i temi del clima e dell'economia. Con dati che destano allarmi sul nostro territorio: «Lo stesso Trentino, regione da sempre attenta alle questioni ambientali, è a rischio. Parlavo poche settimane fa con il sindaco di Taio: la Val di Non vede sprofondare sempre più le proprie falde, l'acqua comincia a rendersi più difficilmente reperibile» ha spiegato. Un elemento che si aggiunge a quelli preoccupanti della conferenza sul clima, che si è tenuta alla facoltà di Giurisprudenza la settimana scorsa: se i comuni a rischio per la scarsità d'acqua in regione sono 22, entro il 2067 saranno ben 149.

 

«Stop alla ferrovia»

«Per il 90% degli scienziati la temperatura della Terra aumenterà nei prossimi vent'anni da un minimo di 2 gradi centigradi a un massimo di 8 - ha proseguito Zanotelli -. Cosa ciò significhi è presto detto: con 1,5 gradi in più il pianeta vedrà sciogliersi i poli, i ghiacciai e i nevai. Di fronte a ciò in Trentino si va costruendo la Tav, una linea ad alta velocità che collegherà Verona con il Brennero: andando a tagliare altre falde acquifere con i lavori. Bisogna fermarla». Anche di fronte alla questione degli sprechi d'acqua è stato schietto: «Delle risorse idriche, soltanto il 3% sono acque potabili. Di esse però, il 70% è utilizzato dall'agricoltura, il restante 20% dall'industria. Da bere, ne resta ben poca». In regione molta acqua viene anche usata in inverno per la produzione di neve artificiale, dal momento che il cambiamento climatico rende le nevicate sempre meno abbondanti.

 

Le accuse

Padre Alex ha poi fatto riferimento al contesto planetario: «Le guerre del 21mo secolo non saranno più quelle del petrolio, ma quelle dell'oro blu. Bush ha già comprato ettari e ettari di terreno in aree all'apparenza povere, in Paraguay: vi si trovano grossi depositi idrici. Colossi economico- finanziari come le multinazionali hanno iniziato una corsa all'acqua: esercitano pressioni sul mondo politico affinché l'acqua venga dichiarata merce; ciò avviene soprattutto nell'Unione Europea e a Ginevra, sul Wto. Si nascondono poi dietro alle piccole municipalizzate, come l'Acea di Roma: in realtà alle sue spalle c'è la francese Ondeo, ex Suez, al secondo posto tra le grosse multinazionali dell'acqua. Non a caso, l'Acea ha già comprato acqua in Toscana e in Costa Rica. L'arma usata per abituare la gente ad acquistare ciò che comunemente è un bene pubblico, arma più subdola della pubblicità, è la vendita della minerale: come se il nostro Paese non fosse tra quelli con l'acqua potabile migliore al mondo. Come faranno i poveri a comprarsi l'acqua? Va ribadito che l'acqua, come l'aria, è un diritto umano fondamentale; che va gestita dalle comunità locali con totale capitale pubblico al minor costo possibile per l'utente. E senza Spa, che ne farebbero ricadere l'amministrazione in ambito finanziario».

 

La proposta

Zanotelli è entrato anche nel merito delle scelte di governo. «Con il governo Prodi era giunta all'esame della Commissione Ambiente una legge di iniziativa popolare che prevedeva dei fondi per rendere nuovamente pubblica l'acqua nelle regioni in cui essa fosse stata privatizzata: è necessario continuare a muoversi in questa direzione».

 

Elisa Dossi

Corriere dell'Alto Adige -  Corriere del Trentino, 26 febbraio 2008

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