Bambini strumentalizzati a favore dell'inceneritore

 

La Provincia Autonoma di Trento ha individuato nella scuola un canale privilegiato attraverso il quale sensibilizzare la popolazione di Trento e della Piana Rotaliana (e le altre zone?) sul problema dei rifiuti.

Agli  insegnanti è stato quindi proposto di aderire ad una campagna rivolta ai bambini ed «indirettamente alla famiglie». A scuola viene distribuito ad ogni alunno un album in cui raccogliere delle figurine e alle classi un poster esplicativo, anch'esso da completare. Il meccanismo si basa sul fatto che per ogni sacchetto di rifiuti portato nei centri di raccolta si riceve in cambio una bustina di figurine. È previsto  un premio alla classe che per prima ha completato gli album personali ed il poster.

 

Nonostante il discutibile meccanismo di scambio su cui si fonda, a prima vista l'iniziativa può anche essere percepita come utile coadiuvante del lavoro che vede molti insegnanti già impegnati sulle tematiche ambientali.

Ci sono però parecchi aspetti di questa iniziativa che sono in palese contraddizione con gli obiettivi che dichiara di perseguire: «ridurre la quantità dei rifiuti prodotti; incrementare la quantità di materiali da avviare al recupero e al riciclo; migliorare la qualità dei rifiuti conferiti; introdurre soluzioni di smaltimento finale con il minor impatto ambientale possibile».

Il primo controsenso sta nel fatto che i punti di raccolta sono situati sulla tangenziale in Lung'Adige S. Nicolò, a Povo e a Gardolo. Per ottenere una bustina di figurine, il bambino deve farsi accompagnare  e percorrere dei chilometri in macchina, invece dei pochi passi fino ai contenitori sotto casa.

 

Il controsenso più macroscopico sta però nell'esplicita promozione dell'inceneritore, ipocritamente definito termovalorizzatore, presentato come la soluzione che «dà nuova vita ai rifiuti».

Non viene presa in considerazione alcuna  delle serie ipotesi alternative che da tempo vengono proposte in Trentino, in Italia ed all'estero. I personaggi del fumetto si prodigano in dichiarazioni sulla sicurezza dell'impianto e sulla capacità dei filtri di garantire l'innocuità delle emissioni, nessuno di essi rivela che l'inceneritore si muove in una logica che incentiva comportamenti opposti   alla raccolta differenziata ed al riciclo. E tacciono su quali rifiuti produce un inceneritore, quanto siano tossici e quanto costoso e dannoso sia per l'ambiente stivarli a loro volta in discariche speciali. O come gli inceneritori assorbano la maggior parte dei contributi dello Stato a sfavore delle vere fonti rinnovabili di energia.

 

Come insegnante mi rifiuto di essere trattata da passivo intermediario per quella che risulta essere una campagna di persuasione, anziché un'iniziativa di dibattito e di educazione alle tematiche ambientali. A maggior ragione mi sembra vergognoso che vengano, per lo stesso obiettivo, strumentalizzati i bambini.

 

Graziella Facchinelli

l’Adige – Lettere, 27 febbraio 2008

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