Smog, dito puntato sulle acciaierie

Record italiano di Pm10, i sospetti dei borghesani

 

BORGO VALSUGANA - Borgo Valsugana, ha scritto «l'Adige», per PM10 fluttuanti nell'aria ha marcato dei record in Italia. Un traffico dannato sulla Supervalsugana, tantissimi camion. Poi l'aria stagnante di queste settimane. Ma parlando con 50 borghesani, prima di tutto ti senti dire che lo smog viene dalle acciaierie. E per toglierlo dalla mente dei cittadini si dovrà ascoltare l'assessore alla viabilità Armando Orsingher: «Serve una centralina di rilevamento mobile, che rilevi i dati di Pergine, Levico, Ospedaletto e Grigno. Avremmo informazioni più precise e magari anche qualche sorpresa». Quale? Che a Borgo le concentrazioni di P10, chissà, sono molto più alte.


Agostino Bonamin e lo smog: «Dovevano interrarlo il tratto di superstrada. Ma l'hanno alzata 10 metri sopra e così le polveri vengono sparse da brezze e auto. Poi, le acciaierie, di notte aprono tutto. L'ingegner Lazzarotto un tempo diceva che se aprivano gli sfiati, senza filtri, il manto refrattario interno al forno dovevano rifarlo solo una volta al mese invece di due. Infine, abbiamo montagne che vanno su di 1.700 metri e inibiscono la ventilazione. Si faccia la Pi.Ru.Bi». Mauro Galvan pensa che le acciaierie inquinino: «Ma non sono la causa principale delle alte Pm10. Nemmeno il traffico, vivevo a Mezzolombardo e ce n'era di più: sono le montagne che inibiscono la ventilazione». Sonia non crede al record di Borgo: «Si vede che altri non misurano». Vanja al contrario va diretta al problema: «Di problematico a Borgo ci sono le acciaierie: lo smog viene in gran parte di lì, il traffico non è drammatico». Ora è Rita, 73 anni: «In parte la causa dell'aria sporca è del clima anormale di questi giorni. Ma poi sono le acciaierie: ci vuole più sorveglianza, verso le 10 di sera il fumo è tremendo. I mòla de nòte ». Livio Compagno, commerciante si chiede: «Ma come facciamo ad avere le Pm10 in concentrazioni maggiori che nelle grandi città, dove il traffico non è certo inferiore? Forse le acciaierie... loro dicono di no, poi è credere o no».


Certo, le cause possono essere anche altre, pensano i borghesani. Luciano, 57 anni: «La valle corre da Ovest ad Est e c'è poca circolazione di aria. Forse, influiscono anche le acciaierie. Il traffico da solo non giustificherebbe la cosa, ormai c'è ovunque un grande traffico». Dario Anesi, 72 anni, è lapidario: «L'inquinamento è dato dalle acciaierie e dal traffico. Le acciaierie c'entrano senza dubbio: quando fanno la colata pare un vulcano». Non cambia molto la risposta che viene articolata in due momenti da due signore che stanno parlando fra di loro. Marisa, 60 anni: «Il traffico che arriva in paese è pazzesco, nonostante la variante. Poi la posizione geografica, incassati tra i monti...». Ma Ivana, 72: «... c'è dell'altro, le acciaierie in particolare».


Hanno appena lavato l'asfalto in alcune vie centrali. Servirà per qualche giorno. Forse. Marco, 30 anni meccanico: «Troppe montagne, non ci sono venti e non si smaltisce. La superstrada non penso, con la variante il traffico non entra a Borgo. Le acciaierie piuttosto». Già, anche lui. Due commercianti del Corso. Il primo: «Con la superstrada il traffico è aumentato molto e questo incide sulla pulizia dell'aria. Poi, trattandosi di una valle chiusa dalle montagne e poco ventosa... Infine ci sono le acciaierie: si nota una cappa sopra la fabbrica, la sera tardi e il mattino presto. Loro dicono che sono a posto ma la gente che vi lavora parla di colate notturne». Il secondo: «Sono rimasto stupito per il record di Pm10: Rovereto ha lo stesso traffico nostro. Se poi lo colleghi al fatto della grande incidenza di tumori a Borgo, un sospetto sulle acciaierie ti viene. Non ci sono più qui vicino altre industrie inquinanti». Alessandro, infermiere, è più diretto: «Sicuramente le acciaierie, al mattino vedi certe cortine! C'è anche la SS 47 e l'aria che ristagna. Ma la centralina di rilevamento sta dove arrivano le auto a centinaia per portare a scuola i bambini. La domenica, infatti, i numeri sono inferiori». Idem con Nicola Maniotti, 15 anni: «Le acciaierie, sporcano molto». Marco, commerciante ha, finalmente un'altra idea: «Secondo me pesa la SS 47. Le acciaierie non credo: hanno un intero caseggiato con i filtri». Ma poi torna tutto come prima. Anna, 28 anni: «Le acciaierie aiutano per l'inquinamento: arrivi e vedi tutti quei fumi». Ultimo passaggio, al bar. Il barista: «In questa valle l'aria non circola. Quindi la statale e le acciaierie che non aiutano». Il suo avventore fa l'imbianchino, Enrico: «Macchine vecchie che inquinano, ma dove trovi oggi i soldi per cambiarle? Anche le acciaierie hanno la loro parte. Soluzioni? Che facciano come al Nord: le acciaierie mettano i filtri totali e con i fumi si faccia il termovalorizzatore per riscaldare le case di Borgo. I camion sulla SS 47? Realizzino la Valdastico, la merda se la devono prendere anche gli altri».


Renzo M. Grosselli

l’Adige, 1 marzo 2008

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