Gli orsi, in incognita, del TAV Verona-Monaco

 

Nel merito della serata di Nomi del 27 febbraio, la vicesindaco di Besenello, Annalisa Orsi, sembra stupirsi per l’assenza dei contrari al TAV (o TAC, non cambia nulla nel merito di costi, impatti e pretestuosità) del Brennero (Verona-Monaco). Un incontro (ovviamente) programmato senza alcun coinvolgimento preventivo con la sempre più vasta schiera degli scettici e dei contrari a quest’opera ciclopica. Nemmeno ben concordato con gli amministratori locali se, come scrive (sotto) il giornalista Michele Stinghen sul Trentino: “È stata una sorpresa per gli stessi amministratori dei paesi dei Comuni compresi tra le due città, che stanno sviluppando un’agenda 21 comune: gli assessori provinciali sono scesi a Nomi per parlare anche di alta capacità”.

 

Sono le formule riaggiornate, ma statiche, di formali agende 21, prive di alcun significato e del lontano spirito originario di quello strumento che, nelle intenzioni dei proponenti, avrebbe perlomeno dovuto prevedere una diversa autonomia di pensiero e di applicazione (idem per quelle ancora disattese della Convenzione di Aahrus, tuttora - 10 anni dopo - inapplicata carta straccia).

È preoccupante assistere a come le amministrazioni (soprattutto provinciali) arrangiano con una sola regia questi potenziali e illusori strumenti di democrazia, lasciati alla mercé di una personalissima concezione della partecipazione e della condivisione.

 

Forse la vicesindaco di Besenello non è ancora abbastanza informata su cosa significhi “partecipare”, attraverso preventivi, articolati, complessi e trasparenti approfondimenti, non potendo fare altro che assecondare precise raccomandazioni. Tra esse si potrebbe ipotizzare anche quella che viene da una formale rappresentazione al pubblico da parte di due assessori provinciali, della stessa maggioranza nella quale “milita” la vicesindaco di Besenello, che per pudore nemmeno possono nominare la parola Tav-Tac (più o meno gli stessi limiti e tabù, degli esponenti amici della maggioranza comunale-provinciale, così diffusi nel consiglio comunale di Trento nel merito di approfondimenti sugli impatti sanitari - e non solo - dell’inceneritore).

 

Alla sig.ra Orsi e ai signori assessori provinciali Gilmozzi e Panizza suggeriamo di organizzare meglio i loro pubblici incontri, considerando anche la possibilità che i perplessi e contrari al TAV del Brennero possano proporsi alla pari (leggasi par condicio) attraverso un reale confronto con i favorevoli. Magari con un convegno o un serio e qualificato seminario di livello provinciale o anche attraverso la diffusione di una pubblicazione bipartisan da recapitare ai trentini.

Forse in tali remotissime opportunità anche molti amministratori potrebbero convincersi della validità e della bontà delle ragioni di chi ritiene quest’opera un inutile ed evitabile disastro per l’intera provincia. Chissà che proprio per questo non si privilegino le iniziative “in segreto” e unidirezionali; incluse quelle riservate e semi clandestine – ma non “a sorpresa” - vis a vis con sindaci e amministratori coinvolti, e presto convinti della presunta necessità dell’opera.

 

Si tratta di riservate occasioni di "confronto" per propagandare le misteriose virtù della mega opera (o “affare del secolo”), magnificandone i presunti pregi, minimizzando e negando conseguenze e disastri e, talvolta, per lamentare l’assenza di chi non condivide né il metodo né la sostanza.

Seguono gli articoli in cronaca sulla serata di Nomi; le evidenziazioni sono nostre.

 

Nimby trentino, 1 marzo 2008

 

 

Nuova ferrovia

Orsi attacca i No Tav «Lanciano accuse ma non si presentano»

 

«Spiace molto notare che i rappresentanti del gruppo "No Inceneritore No Tav" non hanno partecipato all'incontro pubblico organizzato appositamente per chiarire dubbi o evidenziare critiche a riguardo. Poi nei loro incontri dicono che la Provincia sta facendo tutte le cose in segreto senza informare la gente e questo non mi sembra corretto».


Così Annalisa Orsi, vicesindaco di Besenello, commenta l'incontro di «Agenda21 - l'area tra le due città» dell'altra sera a Nomi e prosegue: «Visti i recenti incontri effettuati sul territorio dal gruppo No Inceneritore No Tav, che hanno "allarmato" le popolazioni locali, nel corso dei quali venivano prospettate alcune soluzioni progettuali ormai datate e non rispondenti alla realtà, si è voluto creare un'occasione di incontro tra la Provincia e la popolazione per dare risposta a tali interrogativi».


L'assessore Gilmozzi ha fatto un inquadramento generale sulle nuove scelte provinciali che riguardano le strade e le reti ferroviarie, specificando che intorno al 2020 potrà partire la cosiddetta «Metroland» utilizzando, una volta realizzato il tunnel del Brennero, l'attuale tracciato ferroviario per la metropolitana di superficie e collegamento con i cinque corridoi.
«Gilmozzi ha annunciato che verrà realizzata la nuova circonvallazione di Rovereto spostando il tratto di A22 in galleria e recuperando l'attuale tracciato dell'Autobrennero come circonvallazione mentre ci sarà il nuovo collegamento in tunnel Rovereto-Riva-Arco».


Per la prima volta illustrato in pubblico, ad opera dell'ingegner De Col, il nuovo progetto preliminare della Tac (treno ad alta capacità), la nuova linea del Brennero riservata al trasporto merci con circa 400 treni al giorno. «Non esistono finestre sul territorio esterno - ricorda ancora Orsi -, come s'insiste in maniera errata in tutti gli incontri del gruppo "No Inceneritore No Tav", le uniche uscite all'aperto sono in località Acquaviva, poi si rientra in galleria all'altezza della galleria paramassi dei "Murazzi" con un lungo tracciato semicircolare, e poi tra Marco ed Ala, dove il tracciato si affiancherà all'attuale ferrovia».


G. L.

l’Adige, 1 marzo 2008

 

 

Nomi: il dibattito

Nuova ferrovia: 20 anni di cantieri «ma è tutto a posto»

 

NOMI - È stata una serata da tutto esaurito quella che mercoledì sera a Nomi ha ospitato il settimo appuntamento di «Agenda 21» dedicato alla mobilità, e questa volta con due relatori d'eccezione: Mauro Gilmozzi, assessore provinciale all'urbanistica e Franco Panizza, assessore provinciale ai trasporti.

Un incontro dedicato al tema della mobilità tra le due città, in quell'area che interessa i comuni di Villalagarina, Nomi, Calliano, Besenello, Volano, Aldeno e le circoscrizioni di Mattarello, Ravina e Romagnano; con la chiara richiesta di farsi raccontare direttamente da Gilmozzi e Panizza le decisioni già prese per tutta l'area interessata.


E così la parola è stata data a Panizza, il quale ha fatto una presentazione rapidissima, per poi lasciare la sala a causa di un altro appuntamento, ricordando la scelta politica voluta nel 2003 e riconfermata quest'anno del ripristino dell'attuale linea ferroviaria con l'intento di trasformarla in una metropolitana esterna con fermate anche nei paesi tra Trento e Rovereto. Un accenno poi al servizio urbano, che per l'autunno prevede un incremento da Calliano sulla casa di riposo di Nomi. E infine un indizio riguardo a Rovereto, che mette in previsione la costruzione della stazione degli autobus di fronte a quella ferroviaria.


Ma in una serata dedicata alla mobilità tra Trento e Rovereto come non toccare il tasto «alta velocità» ovvero Tav?

È stato Gilmozzi quindi a presentare il progetto: «Ho sentito dire di tutto su questo progetto - ha puntualizzato Gilmozzi - ma vorrei fosse chiaro che non si tratta di sogni, perché il progetto si sta sostanziando, è concreto e non presenta situazioni che possano destare preoccupazioni».

La parola Tav non è mai stata nominata, ma carte alla mano la trasformazione del nostro territorio, che in vent'anni vedrà il sorgere di 82 km di alta velocità su rotaia, dei quali il 90% in galleria, è stata sotto gli occhi di tutti i presenti.


Circa 70 i chilometri di tunnel che passeranno nelle montagne, per ora disegnati sui progetti e da immaginare doppi, per eventuali manutenzioni: così a partire da Salorno la ferrovia sarà totalmente in galleria per poi uscire appena dopo San Michele, incrociandosi con la rotaia già esistente; sotterranea nuovamente fino a Trento nord, dove si raddoppierà per smaltire le merci che necessitano di uscire nella zona dell'attuale interporto. Mantenendo quindi anche la linea attuale a Trento si definiranno due stazioni, chiamate rispettivamente «stazione internazionale» e «stazione provinciale». L'alta velocità mette in conto successivamente un'uscita ai Murazzi dopo Mattarello, rimettendosi sulla linea storica per 3 chilometri, per poi rientrare in galleria sotto il Finonchio. A Besenello, Calliano e Volano invece non sono in progetto tratte all'aperto. Mentre, dopo la circonvallazione di Rovereto (tutta una galleria sotto la città), obbligatoria sarà l'uscita verso Marco, ma le ipotesi a riguardo restano ancora tre, tra cui quella di percorrere il tratto di Marco sotterraneo, per uscire invece a Serravalle.


Immagini che stupiscono, quelle in maxischermo durante la serata, e che non possono non portare alla mente eventuali problemi ambientali legati al colossale progetto, con giganteschi cantieri aperti per 20 anni, milioni di metri cubi di roccia, e una gigantesca fresa al lavoro sotto le case; ma la descrizione di frese ad hoc per non incentivare le polveri o la puntualizzazione della raccolta del materiale attraverso dei nastri che dovrebbero poter partire dal sito di raccolta e arrivare direttamente in deposito, sembrano zittire i presenti, che timidamente provano ad approfondire l'eventuale problema legato alle falde acquifere, ma vengono immediatamente tranquillizzati: tutto a posto.


In sala non resta che discutere delle linee di trasporto urbano tra i paesi che si trovano nell'area tra Trento e Rovereto: chi lamenta gli orari, chi il numero di corse e chi l'assenza totale di collegamenti con Trento.

Sfugge la possibilità di discutere insieme agli addetti ai lavori del futuro della nostra valle, mangiata tra vent'anni dalle gallerie dell'alta velocità. E viene naturale chiedersi perché anche il movimento No-Tav non ha dato valore a questa occasione e non si è fatto vedere.


Silvia Cesaro

l’Adige, 29 febbraio 2008

 

 

Treni merci in galleria da Marco ai Murazzi

Presentato il progetto per l’alta capacità.
Città aggirata passando nelle montagne

 

ROVERETO. Per la prima volta si è parlato della linea ad alta velocità in pubblico, con indicazioni più precise sul progetto che investirà anche la Vallagarina. È successo mercoledì a Nomi, dove - in occasione di un incontro promosso per l’Agenda 21 di Besenello - gli assessori provinciali Gilmozzi e Panizza hanno presentato le caratteristiche della linea nel tratto a sud di Trento. I tratti fuori dalle gallerie (ai Murazzi e Marco) saranno comunque ricoperti e schermati, il materiale di scavo servirà a riempire le cave dismesse di Ala.


È stata una sorpresa per gli stessi amministratori dei paesi dei Comuni compresi tra le due città, che stanno sviluppando un’agenda 21 comune: gli assessori provinciali sono scesi a Nomi per parlare anche di alta capacità. Quella che tutti chiamano Tav, ma sarebbe più preciso chiamarla “alta capacità”, in quanto le linee “tav” sono per il transito passeggeri, e non per le merci come sarà invece la nuova linea ferroviaria del Brennero. È stata, quella degli assessori, soprattutto una risposta al comitato “No Tav”, formato anche dai gruppi anarchici locali, che in questi mesi ha tenuto in tutti i paesi delle serate di approfondimento sul progetto, con toni allarmistici.


Le notizie riportate dal Comitato No Tav, hanno precisato gli assessori, erano spesso imprecise ed errate, o basate su vecchi progetti, superati. Ci saranno sì due tratti della linea che correranno all’esterno (non è possibile, per ragioni di sicurezza oltre che ovviamente di costi, fare una ferrovia interamente sotterranea): la linea uscirà in superficie all’Acquaviva e a Marco. Questi due tratti saranno comunque schermati da una barriera semiconcava, per limitare il più possibile l’inquinamento acustico.

È stato il dirigente della Provincia Raffaele De Col a illustrare il percorso della linea ferroviaria che convoglierà tutte le merci in transito attraverso le Alpi, con treni a 250 km all’ora. I tunnel saranno formati da due gallerie interrate. I treni entreranno in tunnel all’altezza della galleria paramassi dei Murazzi, compiranno un percorso semicircolare che aggirerà i paesi di Besenello, Calliano, Volano e la città di Rovereto, per uscire di nuovo allo scoperto nella zona di Marco. Qui la ferrovia ad alta capacità si affiancherà all’attuale ferrovia.


La linea ad alta capacità toglierà all’attuale linea tutto il traffico merci. Per il Trentino sarà finalmente l’occasione per avere la metropolitana di superficie. La linea ad alta velocità supporterà invece un carico di 400 treni al giorno. Il comitato No Tav ha sempre parlato dell’apertura di diverse “finestre” di servizio per le gallerie: informazione assolutamente non vera, hanno precisato Gilmozzi e De Col, il progetto non prevede aperture all’esterno per i tunnel.

Ovviamente l’impatto ambientale sarà tutt’altro che trascurabile. Due i nodi fondamentali: le falde acquifere e il materiale di scavo. In fase di valutazione di impatto ambientale lo studio delle falde che potrebbero essere compromesse sarà uno dei punti più delicati. Gli scavi, oltre che provocare un rilevante impatto ambientale, comporteranno migliaia di metri cubi di materiale di scarto. Questo servirà a riempire le cave dismesse vicine, e - per il caso della Vallagarina - sarà il caso delle cave della zona di Ala e Avio.


 «Mercoledì scorso gli assessori provinciali hanno avuto un confronto diretto con i cittadini - spiega la vicesindaco di Besenello Annalisa Orsi, responsabile dell’Agenda 21 dell’area tra le due città - informando sul progetto. Spiace notare che i rappresentanti del gruppo No Inceneritore No Tav non abbiano partecipato ad un incontro fatto apposta per chiarire i dubbi dei cittadini. Non mi sembra corretto che il comitato dica, nei suoi incontri, che la Provincia fa le cose in segreto».


Michele Stinghen

Trentino, 29 febbraio 2008

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