Lettera di tre medici: no al mega-aeroporto di Viterbo

 

 

Tre medici impegnati in difesa della salute e dell'ambiente scrivono ai loro colleghi dell'Alto Lazio per argomentare le ragioni scientifiche e sanitarie dell'opposizione alla realizzazione del patogeno e devastante mega-aeroporto a Viterbo e chiamare a un impegno comune in difesa della salute di tutti i cittadini.

 

Ai colleghi medici dell'Alto Lazio

 

Gentili colleghi,

 

vi scriviamo in quanto fortemente preoccupati dalla scelta di realizzare nella città di Viterbo un mega scalo aeroportuale per voli low cost, ampliando enormemente l'aeroporto militare preesistente. Una scelta che genera grande apprensione e preoccupazione per la salute delle persone e per  l'ambiente.

 

Il rischio ambientale e sanitario

 

È noto che moltissimi agenti inquinanti immessi nell'atmosfera, nell'aria e nel suolo entrano tramite la respirazione e la catena alimentare in contatto con l'organismo umano dopo aver causato danni ed alterazioni irreversibili anche all'ambiente e alla biodiversità degli ecosistemi.

Se l'aeroporto fosse realizzato, il continuo decollo, atterraggio e sorvolo degli aerei provocherebbe un forte aumento delle emissioni fortemente inquinanti. Il traffico aereo, inoltre, contribuisce per circa il 10% all'incremento di anidride carbonica e quindi al surriscaldamento climatico dell'intero pianeta immettendo direttamente anidride carbonica, gas e polveri negli strati più alti della troposfera ed in quelli più bassi della stratosfera alterando di fatto la composizione dell'atmosfera.

La situazione della Tuscia per quantitativo di emissioni di anidride carbonica è già tra le più gravi in Italia come evidenziato dallo studio della società Eco-Way di Milano, pubblicato nell'ottobre scorso. Il previsto traffico aereo determinerebbe ed accrescerebbe la presenza di gas dannosi quali: Monossido di Carbonio (CO), Ossidi di Zolfo (SOx), Ossidi di Azoto (NOx) e Idrocarburi (HC) - come la presenza del benzene, noto cancerogeno -, e l'inquinamento da polveri sottili ed ultrasottili (particolato di dimensioni inferiori a 5 e 2.5 micron di diametro).

Queste polveri attraverso i polmoni veicolano direttamente nel sangue e nel cervello i metalli pesanti (il piombo in primis) liberati dalla combustione del cherosene (combustibile meno raffinato rispetto al petrolio) e dall'erosione ed abrasioni dei sistemi di frenaggio e degli pneumatici dei velivoli sulle piste.

 

Le patologie da polveri sottili ed ultrasottili: "nanopatologie"

 

Gli studi scientifici e la comunità scientifica internazionale dimostrano ed affermano in modo certo che un numero sempre più elevato di malattie sono causate dalla interazione tra inquinanti ambientali e genetica umana. È ormai ben documentato che il particolato ultrafine (le polveri derivanti dai processi di combustione) attraversa i sistemi di filtraggio, permane lungamente in atmosfera, e può essere trasportato per decine e centinaia di chilometri, penetra attraverso tutte le barriere e membrane organiche – ivi compresi i nervi cranici, la barriera ematocerebrale, la placenta, gli endoteli, le membrane plasmatiche - raggiungendo i nuclei cellulari col proprio carico di metalli pesanti ed altri fattori cancerogeni, interferendo così con i sistemi di riparazione del Dna e con i meccanismi dell'espressione genica.

Esistono evidenze sempre più consistenti di come numerosi inquinanti introdotti nel corpo umano inducano processi infiammatori cronici che determinano uno stress cellulare progressivo a carico di tutti gli organi e i tessuti, aprendo la strada a patologie gravi come aterosclerosi e cancro.

 

Ma il problema che allarma di più tantissimi colleghi, epidemiologi e pediatri in tutto il mondo, concerne la possibilità che il danno genetico colpisca le cellule germinali materne o paterne (causando la possibile trasmissione alle successive generazioni di lesioni e patologie anche gravi) o direttamente il feto nel momento più delicato del suo sviluppo. Studi scientifici condotti mostrano l'evidente correlazione tra l'esposizione alle polveri sottili ed ultrasottili e l'aumento dei ricoveri ospedalieri, della mortalità, delle malattie respiratorie, delle malattie cronico-degenerative (Alzheimer, Sclerosi Laterale Amiotrofica, Sclerosi Multipla), delle malattie endocrine, delle malattie neoplastiche e del sistema cardiovascolare.

L'inalazione delle polveri sottili e ultrasottili provoca riduzione della funzionalità polmonare nei bambini, riduzione della speranza di vita, aumento delle malattie neoplastiche e basso peso alla nascita per esposizioni avvenute nel periodo di gravidanza e precedentemente.

 

L'inquinamento acustico ed elettromagnetico

 

Si deve considerare inoltre che la zona circostante l'aeroporto ed interi quartieri di Viterbo interessati dalle rotte di decollo e atterraggio, sarebbero sottoposti ad un grave impatto acustico, e le persone che vi risiedono al rischio di contrarre patologie cardiovascolari, insonnia, irritabilità, astenia, disturbi dell'udito. I sistemi radar della torre di controllo e quelli a bordo degli aerei insieme alle antenne di radiotrasmissione ed ai sistemi elettromagnetici utilizzati per i controlli di sicurezza produrrebbero inoltre inquinamento elettromagnetico.

 

L'esperienza delle città già sede di scali aeroportuali

 

Si è rilevato che l'area intorno ad un aeroporto con un traffico aereo lieve/moderato che risente maggiormente dell'inquinamento ha un raggio di circa 20 km, con una maggior sofferenza in quelle zone situate lungo la direzione dei venti prevalenti e lungo le linee di decollo e di atterraggio.

Un solo aereo 747 che atterra e decolla produce una quantità di smog simile a quella causata da un'auto guidata per oltre 9.000 km, ed una quantità di ossidi di azoto pari a quella emessa da un'auto che ha viaggiato per oltre 42.000 km.

All'inquinamento causato dagli aerei bisogna poi aggiungere quello che sarebbe provocato dall'intenso traffico di automobili e dei veicoli a supporto delle attività aeroportuali.

Per quanto riguarda questo aspetto la situazione per Viterbo e provincia è già fortemente problematica in quanto da sempre manca di una adeguata ed efficiente rete ferroviaria.

I dati riportati sono frutto di una obiettiva documentazione e di quanto vissuto e testimoniato ogni giorno dalle popolazioni di Ciampino, Malpensa, Linate, Bolzano, Orio al Serio, e di tante altre città sede di aeroporti in Italia come in Europa ed America.

 

Il territorio di Viterbo e provincia

 

Gentili colleghi,

 

come ben sappiamo il territorio viterbese ha già subito e subisce aggressioni ambientali: alla naturale radioattività dovuta al radon si aggiungono infatti la presenza di discariche abusive non ancora messe in sicurezza, la presenza di metalli pesanti nelle acque e in particolare dell'arsenico, i processi di eutrofizzazione dei laghi, la presenza del più grande polo energetico d'Europa (le centrali di Civitavecchia e Montalto di Castro, con il progetto di riconversione a carbone della centrale di Torvaldaliga Nord a Civitavecchia e i conseguenti ulteriori enormi danni per ambiente e salute).

Nello specifico aree di particolare bellezza, fascino e storia come quella del Bullicame, dell'orto botanico e delle terme sarebbero stravolte per sempre a causa della cementificazione, e il loro ecosistema e biodiversità profondamente danneggiati dagli inquinanti generati e diffusi dal traffico aereo.

La scelta di realizzare un aeroporto a Viterbo aggiungerebbe quindi un ulteriore e gravissimo fattore d'inquinamento e quindi di rischio per l'ambiente e per la salute, in particolare per quella dei bambini.

Se, e giustamente, ci preoccupano i danni prodotti alla salute dall'inquinamento da traffico automobilistico, a maggior ragione ci devono preoccupare i danni che può determinare il traffico aereo e un aeroporto che sorgerebbe a ridosso della città. Siamo convinti che la mobilità su gomma e quella aerea debbano essere ridotte a vantaggio di una mobilità che privilegi quella su rotaia.

In Francia e in Germania i governi hanno inserito il blocco della costruzione di nuovi aeroporti tra le misure per combattere l'inquinamento ambientale e le emissioni di anidride carbonica.

 

La responsabilità dei medici

 

L'articolo 5 del nostro nuovo codice di deontologia afferma: "I medici debbono considerare l'ambiente nel quale l'uomo vive e lavora come elemento determinante e fondamentale per la salute dei cittadini".

Come medici siamo dunque investiti di una maggiore responsabilità che diventa ancora più forte quando si è amministratori e si è chiamati a decidere in merito ad opere, impianti ed infrastrutture che possono arrecare danno alla salute e all'ambiente. Non si può più continuare a ripetere l'errore di esporre persone e intere comunità a rischi per la salute, salvo poi, a distanza di anni, e purtroppo dopo morti e malati, riconoscere quanto già l'evidenza scientifica aveva mostrato.

Riteniamo importante in ogni fase decisionale l'acquisizione della necessaria documentazione scientifica, l'adozione del principio di precauzione e la valutazione dell'impatto sanitario (VIS) come raccomandato dalle recenti direttive dell'Unione Europea, insieme alla valutazione di impatto ambientale (VIA) e alla valutazione ambientale strategica (VAS).

Valutazioni che mancano totalmente per il progetto dell'aeroporto di Viterbo. Un progetto che preannuncia soltanto una nuova servitù per il territorio viterbese sconvolgendo e snaturando per sempre quelle che sono le naturali vocazioni e caratteristiche di una provincia che avrebbe sicure
possibilità di sviluppo anche dal punto di vista occupazionale se ci fosse veramente la volontà e la capacità di valorizzare quanto già esistente.

 

Cari colleghi,

 

noi tutti sappiamo quanto sia importante informarsi, formarsi e aggiornarsi continuamente, sia per la dignità della nostra professione che per la piena tutela della salute dei nostri pazienti.

Chiediamo a voi tutti, e in particolare a quelli che tra voi ricoprono incarichi istituzionali, di impegnarvi per una riconsiderazione della decisione che individua in Viterbo un nuovo scalo aeroportuale, ben consapevoli che prima di tutto dobbiamo tutelare la salute dei nostri pazienti, delle giovani e future generazioni e la salubrità dell'ambiente.

 

Cordialmente,

dottor Gianni Ghirga

dottoressa Antonella Litta

dottor Mauro Mocci

per il Coordinamento dell'Alto Lazio

dell'Isde - Associazione italiana medici per l'ambiente

(International Society of Doctors for the Environment - Italia)

Viterbo, 18 marzo 2008

 

Post scriptum

 

Condividono con noi questa preoccupazione tantissimi cittadini di Viterbo e dell'Alto Lazio ed anche scienziati, ambientalisti, parlamentari italiani ed europei, scrittori, cattedratici universitari, intellettuali, saggisti.

Tra i tanti nomi illustri: i professori Angelo Baracca, Virginio Bettini, Marcello Cini, Giorgio Cortellessa, Giuseppe Nascetti, Giorgio Nebbia, Gianni Tamino; la vicepresidente del Parlamento Europeo Luisa Morgantini; il magistrato Ferdinando Imposimato.

Hanno aderito e sottoscritto il nostro appello anche numerosissimi operatori sociali, religiosi e laici, persone impegnate per i diritti umani, personalità della vita civile e della riflessione morale, tra cui padre Alex Zanotelli e numerose associazioni e movimenti impegnati in difesa della biosfera, dei beni comuni, della pace.

Numerose sono state le interrogazioni presentate al Parlamento e al Consiglio regionale del Lazio.

 

Bibliografia e sitografia

 

a) Alcuni articoli e volumi

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www.caap.org/Airport_Noise_Pollution_Research.html

www.chooseclimate.org

www.coipiediperterra.org

www.comitatoaeroportociampino.it

www.eco-way.it

www.ewg.org/reports/generations

www.isde.it

www.ipcc.ch

http://ospiti.comune.siena.it/filoerba/aeroporto/index02.html

www.noaereibz.it

www.planestupid.com

www.royalsoc.ac.uk

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