Fondi, ‘ndrangheta e campagna elettorale pro TAV

A commento di alcune notizie sul Sole 24 ORE

di Claudio Giorno - 26 marzo 2008
 (leggi la lettera del 10 luglio 2007)

 

 

Premessa

 

Mi è scappato un’altra volta di scrivere. O cestinate subito, o vi armate di tanta pazienza. Sicuramente qualche… buonuomo che lavora per Virano & Co, avrà la pazienza di leggere tutto (ognuno si sceglie di che campare). Si potrebbe anche dissentire sul fatto che gli si racconti tutto (o quasi) quel che continua a venirci in mente di fare. Ma io credo che la paura della trasparenza sia un problema loro e comunque non deve essere nostro. Anche perché quel che noi facciamo (che faremo domenica, ad esempio, comprando un posto in prima fila, e tutto il lavoro oscuro fatto sin qui da moltissimi valsusini, e quello che tutti i valsusini hanno fatto negli ultimi due anni) costituisce l’unica garanzia di sopravvivenza nostra e di un futuro accettabile per i nostri figli. (Anche dei non valsusini, come sappiamo).

 

Dell’aiuto altrui abbiamo avuto e avremo sempre bisogno; per quel che conta la mia opinione penso di poter aggiungere che non lo rifiuteremo mai, lo accoglieremo sempre con la gioia e la riconoscenza di cui siamo stati capaci (e forse – prima - non sapevamo neanche di esserlo). Ma l’aiuto non lo si può pretendere. E poi se qualcuno tiene così tanto al proprio sgabello da difenderlo con le unghie persino dopo averlo perso (come sta facendo oggi l'intera casta) è forse meglio neanche chiedere. Quel che è certo è che mai come adesso vale quanto sostenevamo già tre anni fa: erano e sono loro ad aver bisogno di noi molto più di quanto noi possiamo aver avuto e aver bisogno di loro.

 

Un (altro) viaggio a Bruxelles

 

Ho passato ½ Pasqua e tutta Pasquetta (e martedì) a letto (2^ influenza e 3° acciacco dall’inizio dell’anno: non è che qualcuno ha sbagliato l’e-mail delle ultime macumbe che avevamo ordinato? Comunque, da stamattina non ho più febbre ma non me la sono sentita di mettermi alle 4 e ½ in auto per raggiungere Bergamo e accompagnare Paolo Prieri nella prevista visita a Bruxelles che (ricordo in sintesi quanto ampiamente spiegato da Paolo) aveva principalmente questi obiettivi.

1) Fare il punto con i funzionari e alcuni Deputati della Commissione Petizioni sulle richieste aperte da tempo e su quelle appena istruite.

2) Rappresentare all’ufficio del Commissario Brinkhorst un suo eventuale (se opportuno) contatto diretto con i cittadini per conoscere più compiutamente la situazione in valle (per non limitarsi ai report autorevoli ma certamente non esaustivi dell’Architettovirano).

3) Partecipare alla inaugurazione del Sito internet per il monitoraggio delle TEN – t voluto dall’eurodeputata verde Eva Lichtemberger (nel cui progetto eravamo stati coinvolti come Ambientevalsusa, e col supporto del WWF, quest’inverno).

4) Incontrare di persona Monica Frassoni, Vittorio Agnoletto, Eva Lichtemberger, David Hammertein, Michael Cramer, Sepp Kusstatscher, Paul Beeckmans e altri per un primo  scambio di idee a seguito della richiesta emersa in sede di più riunioni periodicamente organizzate da Stefano Lenzi del WWF Italia, di denunciare alla DG TREN di Bruxelles l’inidoneità del dossier di candidatura predisposto dal nostro governo e in particolare l’aver indicato il confronto tecnico in corso nell’Osservatorio come sede di concertazione per la individuazione di un tracciato alternativo al progetto RFI originariamente previsto sul lato orografico sinistro della Valle di Susa (e che non coinvolgeva né la Val Sangone, né la cintura sud ovest di Torino).

5) Tenere una breve conferenza stampa per provare ad avere anche a livello europeo quella risonanza che l’iniziativa “compra un posto in prima fila” sta avendo sia sui media italiani che francesi.

 

Paolo è ovviamente volato in Belgio e ci racconterà domani, al suo ritorno, l’esito del suo lavoro, anche se dai numerosi contatti telefonici e per e-mail avuti oggi con lui, Vittorio Agnoletto e Robert Lopriore mi sento di anticipare che le cose che ci si riprometteva di fare sono state portate avanti più che bene. Rimasto forzatamente a casa ho avuto tempo e modo di consultare un po’ di giornali e ho fatto un salto sulla sedia nel vedere che oltre a me e alla SindacaMoratti (che non ha potuto presenziare alla cena di Gala al Louvre per promuovere la candidatura di Milano all’Expo2015) anche al Direttoredebortoli dev’essergli venuta l’influenza; come spiegarsi altrimenti lo stato confusionale in cui è stata rappresentata la redazione del Sole24ore  attraverso gli articoli pubblicati oggi?!).

 

Colpo di sole

 

Perché in prima pagina il solito Giorgio Santilli anticipa l’embrione di quel "montaggio finanziario" che, nel mio piccolo, avevo paventato sin dalla scorsa estate (confortato poi autorevolmente da Vittorio Agnoletto e – pochi – altri). Naturalmente all’epoca non ci fu possibile convincere Ferrentino di lasciare meno campo libero all'architettoragno che presiede l'Osservatorio; né a me con le mie congetture (dichiaratamente tali), ma neanche ai cittadini saggiamente (per esperienza) diffidenti verso ogni qualsiasi “tavolo” e verso chi li aveva  già “delusi” amministrando la Sitaf  solo a parole come corpo non estraneo al territorio. Non bisognava faticare per spiegare a tutti i valsusini che l’inopinata promozione di Mariovirano a Commissario per la Torinolione e presidente dell’Osservatorio (e per giunta da due successive maggioranze di governo) non prometteva nulla di buono.

 

Ora il disegno comincia a delinearsi meglio. Non parlo del disegno di Virano, sia chiaro: per quanto lo ritenga uno straordinario tessitore (e confezionatore) d'affari (dico sempre che lo conosco da più di trent'anni e aggiungo, non so se a suo merito o mio demerito, che non ne ho incontrato molti altri con uguali capacità di "volare alto" per nobilitare anche e solo la posa in opera di un box prefabbricato).  So che si tratta “solo” di un "valore aggiunto" ad una tela cui lavora ogni genere di aracnidi, dalle vedove nere alle tarantole. Ma quel che è certo (come del resto ha spiegato molto bene Agnoletto a Bussoleno) è che senza la possibilità di esibire la concertazione degli amministratori valsusini questa stessa tela sarebbe assai più piena di strappi.

 

Non che tutto sia destinato a filare liscio, sia chiaro: lo stesso giornalista “vende” un prodotto essenzialmente fatto di buone intenzioni (la pavimentazione di cui è notoriamente lastricato l’inferno) a cui manca ancora - piccolo dettaglio - il progetto. Ma intanto risponde a molte delle domande che tutti i cronisti ultimi inviati alla (vana) ricerca dei cantieri aperti in valle ci hanno fatto (e a cui nessuno di noi era stato in grado di rispondere se non con congetture che però – scopriamo oggi – sono molto vicine a quel che avrebbe scritto il governo defunto e che, dice Santilli - e c’è da credergli - sarà preso in consegna da qualsivoglia prossimo esecutivo).

 

I costi della Torino Lione / versione destra Dora

 

Intanto il maggior costo (a preventivo!): 2 miliardi e 80 milioni di €! Ammetto, la scorsa estate m’ero limitato a dire “oltre 2 miliardi”… Forse era giusto diffidare (e qualcuno diffidò sia pure manifestandomi affetto) di una indicazione così imprecisa. Tanto più che “il documento riservato” del ministero scende nei dettagli: 127,1 milioni serviranno solo per i nuovi studi; 1995,9 milioni (sembra un cartellino dei saldi più che una contabilità di stato) serviranno per i lavori aggiuntivi. Il costo totale (sempre a preventivo) sale così a 14 miliardi e 470,9 milioni (vi ricordate i primi documenti di Habitat anno 1989? Sostenevamo che ci sarebbero voluti almeno dai 30 ai 40 mila miliardi di Lire, a consuntivo! Per una volta siamo stati ottimisti (del resto chi poteva immaginarsi, all’epoca, il wafer di corso Marche?... Ma i wafer sono come le ciliegie: uno tira l’altro… (la Bresso ne ha rimessi in fila un bel po’ su lunanuova della scorsa settimana, ma quelli saranno magari pagabili con i “prodotti bancari derivati” già brillantemente sperimentati in Regione e nella capitale subalpina…). Il “documentoriservato” non tiene ovviamente conto della lista della spesa in continua evoluzione. Ma ci concede il dettaglio dei costi: 13 miliardi e 20 milioni serviranno per i lavori mentre gli studi di ingegneria, geometri & architetti dovranno “accontentarsi” di 1 miliardo e 450,9 milioni (È il momento di far studiare i figli di papà da muratori; si fa prima, rispetto a ingegneria e persino a geometra. Quanto ai rischi basta… darli in subappalto).

 

Novità: dove trovare i soldi

 

Ma come reperirli i fondi aggiuntivi? (Come se gli altri li avessero già in tasca) Sembra di vederlo il ministro (uscente) dei Lavori (privati a contributi) Pubblici: cappello fatto alla svelta con la carta di giornale, mentre si lecca il pollice sinistro ed estrae la matita dalla piega dell’orecchio destro: “e che ci vuole? Abbiamo concertato coi sindaci della valle che dev’essere un’opera ambientalista, no? E tassiamo i camion! Mettiamo anche noi l’eurovignette (che s’azzecca sul parabrezza del Tir come fanno persino gli Svizzeri che sono degli extracomunitari), aumentiamo il pedaggio di trafori e strade alpine (“momentaneamente” sospeso su quelle appenniniche e più in particolare del Molise).

 

Poi con questa botta d’ecologia applicata ci garantiamo i 472,5 milioni promessi all’Italia da Barrot (671,8 il totale da spartirsi coi cugini). Poi c’è il famoso canone per il pedaggiamento delle nuove linee TAV. Ecché ci vuole: prima o poi verrà finita anche la Bologna Firenze (ma come mai non è finita, da tre anni almeno, visto che là non ci sono i montanari valsusini che rompono i coglioni? vabbé…) Appena finita ci vorranno far correre tutti a trecento all’ora sulle linee dell’Ingegnermoretti, di Dellavalle, Montezemolo e forse anche di Schumacher se dovesse essere in debito di adrenalina da F1, e così correranno anche i pedaggi! Eppoi c’è la BEI che scalpita: la Banca Europea degli Investimenti non vede l’ora di ammollarci dei soldi alle FS con a rimorchio la Goldmansachs (specialmente se gli elettori dovessero confermare il “suo” governo depurato dai comunisti e dai parcheggiatori abusivi) e tutte le altre banche d’affari che devono mettere una pezza all’avventura dei fondi americani detti Subprime

 

Il giornalista solitamente bene informato si ferma qui. Dice che sul  “documento riservato non è quantificato quanti conigli potrebbero uscire dai cinque cappelli a cilindro d’”o ministro”. Ci mette una pezza - un suo collega, Alessandro Arona, che sempre a pagina 7 (il Sole è un giornale ordinato), in un pezzo “di spalla” in cui parla dell'"ultima" delibera del CIPE e fa riferimento alla famigerata “Quadrilatero SpA” (Una sorta di General Contractor incaricato di “infrastrutturare” Umbria & Marche, Ivan Cicconi ce ne parlò la prima volta almeno 3 anni fa!). Arona ci spiega che è appena stata asseverata la perizia con cui a questa Società (dell’iceberg nascosto politica&affari, di cui non si occupa neanche Gianantoniostella) verranno erogati mutui a tasso zero da parte del solito consorzio di banche con interessi a carico dello stato e rischio a carico della Cassa Depositi e Prestiti!

 

Quando sono andato quest’inverno a Bruxelles al Convegno sui finanziamenti Ten-t organizzato dai Verdi e dal WWF Europa ho ascoltato l’intervento del funzionario della BEI che, nella brevità ferramente imposta al suo intervento come a quello di chiunque altro (ah bell’Europa!) aveva fatto cenno alla possibilità di finanziamenti se non creativi quantomeno mirati alle garanzie ambientali e sociali promesse dalle opere in questione. Ce n’è abbastanza per preoccuparsi e per chiedersi quanto tempo ancora ci vuole perché se ne preoccupino anche i nostri amministratori “non dissidenti”.

 

Stanno vendendo la pelle, ma l’orso?

 

Devo però aggiungere (e lo faccio molto volentieri perché sono sempre contento di sbagliarmi se prevedo il peggio) che Roberto Lopriore (il bravo funzionario del Gruppo della Sinistra Europea che a Strasburgo ci ha assistito nell’incontro con Agnoletto e Barrot e che da anni si occupa con competenza rara dei problemi dei trasporti) in un veloce scambio di e-mail a margine della mia mancata gita odierna mi ha manifestato il suo scetticismo sulla bontà dell’impianto del documento: in attesa di poter meglio approfondire le cose (quando il dossier sarà finalmente leggibile anche da chi non fa il giornalista della Confindustria, ma è semplicemente un europarlamentare o un sindaco o un cittadino italiano) e osserva: “Di Pietro  promette di pagare gli extra 2.042 mln di € con i proventi dell'eurovignette: allo stadio attuale l'Austria aveva già fatto i calcoli che per pagare il tunnel di base del Brennero le sarebbero occorsi 200 anni di eurovignette!!! e in piú l'Italia non ha richiesto di poter applicare un 25% aggiuntivo sull'eurovignette sulle zone alpine... e allora… tu li vedi i CAMIONISTI ITALIANI CHE SI FANNO TASSARE?!

 

Aggiungo ancora che io stesso - qualcuno se lo ricorderà - avevo provato ad approfondire con l’aiuto della senatrice Anna Donati una possibile quantificazione dei proventi da pedaggio delle linee TAV se e quando aperte a favore del finanziamento delle linee Ten-t (e proprio a seguito del grido d’allarme d’”o ministro” a seguito dell’approvazione di un emendamento alla finanziaria che destinava i proventi da pedaggio anche e soprattutto ai grandi nodi urbani, alla manutenzione dell’intera rete ferroviaria  e alla sua sicurezza! Ne era derivato che nelle intenzioni del governo non solo il pedaggio non era stato quantificato, ma addirittura si riteneva di poterlo e doverlo modulare “in corso d’opera” in modo da non ottenere l’effetto contrario al desiderato: lo scoraggiamento dell’uso del treno! Chi se ne serve lo sa quanto costa ormai muoversi su ferro! (Di Pietro come il resto della casta viaggia gratis con qualsiasi vettore).

 

Le mani della ‘ndrangheta sulla TAV in Valsusa

 

Ma quello che ho trovato davvero sorprendente (ancora sul Sole di oggi) è l’articolo - (relegato per la verità a pagina 22) di un bravo giornalista (qualcuno c’è ancora): 

Roberto Galullo, inviato da ottobre 2005, 44 anni,  laureato in Giurisprudenza alla Sapienza con una tesi in criminologia è al Sole dal 1994. Non vado oltre col suo curriculum scaricabile dal sito: solo poche note per dire che non è l’ultimo arrivato. Ebbene, col titolo “Più ‘ndrangheta in Piemonte” e sotto un occhiello che urla ”Allarme dell’Antimafia: in crescita i tentativi di infiltrazione nei cantieri dell’Alta Velocità”.

 

Ci sono scritte un po’ di verità che faranno di nuovo arrabbiare Chiamparino, Bresso e Saitta:  pur temperato dalle dichiarazioni ottimiste della magistratura sabauda, il resoconto prende le mosse dal funerale – il 27 febbraio ultimo scorso - della moglie del compianto magistrato Bruno Caccia, “assassinato nel 93 dalla ‘drangheta perché aveva messo il naso negli affari sporchi di alcune famiglie calabresi che spadroneggiavano in Piemonte e a Torino”. L’inviato,  dopo aver passato in rassegna il declino di mafia, camorra e sacracoronaunita, fa rilevare l’enorme potere accumulato in quattordici anni dalla famiglia dei Belfiore nonostante siano stati gli assassini conclamati di Caccia. Un potere messo in crisi da qualche tempo non dalla Giustizia, ma dall’emergere di un’altra famiglia, quella dei Crea, originari (sarà un caso?) della piana di Gioia Tauro. Traffico di droga, estorsioni, usura, racket, gioco clandestino: è da qui che traggono origine fortune incalcolate che, da ripulire e ripulite, permeano le banche, le pubbliche amministrazioni, i grandi cantieri:

“…Sui lavori dell’alta velocità in Piemonte  è un’altra storia. – scrive Galullo – Chi vince gli appalti è sempre in regola, ma è nel meccanismo dei subappalti a catena che la ‘ndrangheta si insinua, con mezzi per il movimento terra e camion per il trasporto”.

 

Poi l’inviato lamenta che non si sia riusciti a incastrare mandanti e mandatari a causa dell’idoneità sin qui dimostrata da un organismo familiare, arcaico nello strutturare una catena di comando e dei meccanismi di funzionamento a prova di intercettazioni. Viene in mente quel che ci ha raccontato il sindaco-coraggio di Riace, Domenico Lucano; e vengono naturalmente in mente le tante conferenze e gli scritti di Ferdinando Imposimato, di Ivan Cicconi, e di (non molti) altri che pochi (fuori dalla Val di Susa), hanno avuto modo di ascoltare o voglia di leggere. Quel che mi ha sorpreso, infatti,  e indotto a questo spropositato “riassunto” è la coesistenza di questi 3 articoli sul giornale della Confindustria di oggi, a due settimane dal voto! E il fatto che il terzo sia dovuto a un inviato mi sorprende ancor di più. Probabilmente non lo invieranno più.

 

La tragicomica campagna elettorale

 

Ve li allego tutti e tre gli articoli anche se probabilmente, a quest’ora, li avete già visti. Vale la pena leggerli (piuttosto lasciate perdere il mio “riassunto”). Vale sicuramente più la pena leggere l’articolo di Galullo che seguire la tragicommedia elettorale in corso: mentre due ministri in sala di rianimazione si litigano su quando finirà non il loro ossigeno, ma quello di Alitalia (di una cosa che - di nuovo - siamo quasi solo noi valsusini a saperlo, rappresenta a oggi un decimo dell’indebitamento di Tav come ci ha spiegato Marco Ponti). Mentre le mozzarelle ritornano al mittente alla faccia delle promozioni Gustocampania di Bassolino… Mentre PD e PDL (uguali anche nel nome) ordinano all’orchestra spettacolo di Brunovespa di suonare a oltranza… e mentre alcuni che avrebbero potuto recuperare se non i voti almeno la dignità si prestano a fare da comprimari sul palcoscenico.

 

Come il Presidente dei verdi che, forse illudendosi di poter passare alla storia come la reincarnazione di Caligola ha portato in parlamento anche Roberto Poletti (chi era costui?) che invece che provare a difendere il territorio ha usato – per sua stessa confessione – stipendio e privilegi da onorevole per scrivere l’ennesima brutta copia de “la Casta” (per ora edita a dispense su Libero di Feltri).

O come il Presidentebertinotti a Portaaporta, che si scusa con Dipietro per essere ancora No Ponte, ma lo rassicura dicendo che in Valle di Susa non siamo NoTav, ma siamo "contro quel buco lì, perché é pericoloso, come spiega il loro leader Ferrendino" (la d come tutto il resto è roba sua…)

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