Aggiornamento al 26 aprile 2008

 

 

l'Adige - Inchiesta 6 - Patti Alta Val di Non: pag. 42 - pag. 43

 

l'Adige - Inchiesta 5 - Patti Val di Gresta

 

l'Adige - Inchiesta 4 - Patti Piné e Bedollo

 

l'Adige - Inchiesta 3 - Patti Tesino e Vanoi

 

l'Adige - Inchiesta 2 - Patti Chiese: pag. 44 - pag. 45

 

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Nota della redazione di Ecce Terra

 

L’editoriale odierno del direttore de l’Adige Pierangelo Giovanetti potrebbe essere letto come indiretto commento alla “trasparenza”, al “fare” e agli obiettivi di chi, nella Provincia Autonoma di Trento, vive solo per il suo “mondo”, e molto… dentro di esso (di cui alle reazioni nell'articolo - in calce - di Annalia Dongilli sul Corriere del Trentino).

 

 

L'editoriale
Patti territoriali, soldi per tutti

 

Sfogliando l'elenco dei contributi distribuiti a pioggia dalla Provincia in valle di Cembra con i Patti territoriali, si resta impressionati. Sono oltre 50 i milioni assegnati, ma insieme a progetti di rilievo come il centro polifunzionale a Faver e il parco fluviale dell'Avisio, vi si ritrova una caterva di elargizioni «alla spicciolata», distribuite a destra e a manca, senza alcun criterio visibile e comprensibile, dando l'impressione che abbia ragione il consigliere regionale Mauro Bondi che ha sempre parlato di «forme di clientela e di consenso politico più che di sviluppo economico».

 

E in effetti, se si guarda solo la piccola valle di Cembra, si scopre che, con la scusa del Patto territoriale, si sono finanziati l'acquisto di 94 trattori, 59 atomizzatori, 33 rimorchi, 56 pale meccaniche e minipale, 29 autocarri, 26 escavatori. E così via, in un elenco infinito di rivoli di contributi per comprare lettini solarium, celle frigorifero, sale giochi, e chi più ne ha più ne metta. Si può dire che un risultato con i Patti territoriali, in val di Cembra s'è ottenuto: tutti si sono rifatti il trattore nuovo, o l'escavatore da giardino. Un vero affare, visto che ha pagato piazza Dante.

 

Ma è questo lo «sviluppo economico» che i patti si erano prefissati e che con tanto suonare di grancassa era stato sbandierato da alti pulpiti? Più di un dubbio è lecito. Per questo, anche per dare trasparenza ai finanziamenti dei Patti territoriali e vedere concretamente a chi sono finiti quei soldi (e le sorprese non sono poche, basta sfogliare quegli elenchi, e controllare chi ne ha beneficiato), da oggi sull'Adige parte un'inchiesta a puntate che prenderà in esame tutti i sette Patti territoriali conclusi per documentare come quel denaro pubblico è stato speso.

 

La prima puntata (pag. 46 - pag. 47) riguarda il Patto territoriale di Cembra. Solo analizzando le voci più rilevanti, l'interrogativo nasce spontaneo: ma ha un senso tale distribuzione a pioggia di soldi, come in una grande Befana dei regali? Serve veramente questo a promuovere uno sviluppo duraturo, o accontenta solo chi deve rifarsi il lettino solarium nuovo, e ha trovato il modo per farlo pagare alla collettività? E ancora: risponde a giustizia che alcune valli del Trentino siano state beneficiate da questa manna, e altre totalmente escluse perché non hanno avuto il Patto?

 

Pierangelo Giovanetti

l’Adige, 29 marzo 2008

 

 

Lo scontro Dopo la segnalazione alla Corte dei conti,

la Provincia replica: «Nessun caso»

«Abbiamo agito con trasparenza»

Dellai: l'esposto degli ambientalisti? Vivono fuori dal mondo

 

TRENTO - «È tutto assolutamente limpido e trasparente». L'assessore all'urbanistica, ambiente e lavori pubblici Mauro Gilmozzi replica così alle dure accuse indirizzate da Italia Nostra, Legambiente e Wwf contro la provincia e la Trentino Sviluppo. Nel mirino degli ambientalisti i finanziamenti pubblici destinati da Provincia, comuni e dall'Agenzia provinciale per la realizzazione di nuovi collegamenti sciistici sull'Adamello Brenta, il Lagorai Broccon, Pinzolo-Campiglio e Folgaria. Nell'esposto presentato nei giorni scorsi alla Corte dei Conti, le tre associazioni ambientaliste invitano la magistratura contabile a far luce su dati e progetti, ispirati, secondo i firmatari, ad una logica che «sfugge il reale interesse pubblico».

 

Gli ambientalisti agitano anche lo spettro della violazione delle norme europee in tema di concorrenza: «Non c'è stata alcuna violazione della normativa europea e delle regole sulla concorrenza - ribatte Gilmozzi - gli impianti sciistici e della mobilità sono infrastrutturazioni del territorio di cui in tutta Europa si fa carico l'ente pubblico. Si tratta di una forma di sostegno che la provincia accorda a un settore economico importante, che rappresenta ben il 9% del prodotto interno lordo». E gli ambientalisti hanno puntato il dito anche contro i finanziamenti sulla legge 35, che sarebbero serviti anche «a fare speculazione edilizia» e contro i progetti per gli impianti nella zona tra Folgaria e Passo Coe, dove i contributi sarebbero stati utilizzati anche per «operazioni finanziarie». «Queste mi sembrano più che altro illazioni - replica Gilmozzi - non è mai capitato che, laddove la Provincia ha dato dei contributi, questi siano stati utilizzati per operazioni immobiliari. Non penso poi che nessuna delle società impiantistiche sia così ricca da poter impiegare i finanziamenti in operazioni diverse da quelle a cui sono destinati».

 

Nell'occhio del ciclone c'è soprattutto Trentino Sviluppo: Paolo Mayr, Maddalena Di Tolla e Francesco Borzaga, firmatari dell'esposto, parlano di «pericolosi conflitti di interessi ed eccessi di concentrazione di poteri», ricordando che per l'anno in corso la Trentino Sviluppo ha destinato ben 108 milioni di euro per la realizzazione di impianti sul territorio. Si tratta di interventi che necessitano il contributo pubblico, e che, secondo gli ambientalisti, rischiano di trasformare le società coinvolte in società pubbliche, mascherate da enti privati.

 

«Non vedo nulla di anomalo - commenta l'assessore Gilmozzi - la Trentino Sviluppo stipula accordi con partner privati nel rispetto delle regole. Non vengono prevaricati gli interessi di nessuno e soprattutto non si opera a vantaggio del singolo, ma per il bene della collettività».

 

Anche il presidente della Provincia Lorenzo Dellai replica senza scomporsi: «Ormai sono abituato a queste posizioni assunte da una certa parte degli ambientalisti trentini, che vivono di carte bollate. Facciano pure». Dellai contesta anche la teoria per cui gli impianti sarebbero inutili, anche alla luce delle evoluzioni climatiche: «Basta guardare che cosa significa il turismo invernale per l'economia del Trentino per capire che queste persone vivono fuori dal mondo. Comunque, ripeto, facciano pure».

 

Annalia Dongilli

Corriere del Trentino, 29 marzo 2008

 

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