No al « wireless». Quelle onde fanno male

 

Egregio direttore, desidero precisare alcune cose riportate nell'articolo-intervista in oggetto pubblicato sull'Adige nella pagina di Pergine del 27 marzo.

È vero i cellulari fanno male. Oggi ci sono le prove. Dopo 10 anni di uso dei telefoni cellulari aumenta il rischio di contrarre certi tumori, specie quelli cerebrali. A provarlo non è uno studio qualsiasi, ma una metanalisi, cioè la somma di più studi in questo settore. Chi afferma il contrario, e cioè che i cellulari non fanno male alla salute, lo può fare sulla base di studi incompleti, che spesso inseriscono nelle casistiche soggetti a basso rischio, e che non tengono conto del tempo di esposizione. Sarebbe come pretendere di trovare danni da fumo di sigaretta in chi fuma da pochi anni quando si sa che il tabacco impiega anche 20 anni per causare il tumore.

Devo dire per correttezza che quando la Provincia ha preso la decisione di sviluppare il Wireless (sistema di diffusione a banda larga tramite onde elettromagnetiche) non aveva a disposizione la metanalisi di L. Hardell che data ottobre 2007.

 

Ora, però, di fronte al continuo aumento dei tumori, specie quelli in età giovanile, si deve fare qualcosa. Non c'è dubbio che l'aumento dei tumori non è dovuto solo all'aumento della vita media, ma anche alla diffusione di sostanze o situazioni che presentano un aumentato rischio cancerogeno. Questi fattori agiscono anche a basse dosi e in sinergia. Non solo, ma se questi fattori entrano in gioco durante la gestazione, il numero di tumori aumenta e si manifestano più precocemente (vedi, ad esempio, esperimenti sugli animali della Fondazione Ramazzini su sostanze come l'aspartame o l'alcool).

 

Per questo, di fronte alle attuali problematiche emergenti di salute pubblica, ritengo che si debba manifestare la massima prudenza e cercare di limitare al massimo le esposizioni ad agenti nocivi (chimici e non), quali ormai sono riconosciute le onde elettromagnetiche a bassa frequenza (elettrodotti) o ad alta frequenza (Radar, cellulari). Le tecnologie Wireless, anche se impiegano basse potenze di emissione, contribuiscono ad aumentare l'inquinamento elettromagnetico di base. Ritengo personalmente che esistendo delle alternative è meglio evitarle, alla stregua di nazioni più sensibili come la Germania.

 

Ritengo che allo stato attuale sia indispensabile dare anzitutto una corretta informazione su come difenderci da tecnologie solo apparentemente innocue. Occorre insegnare come usare correttamente i cellulari, ma anche su come riconoscere e stare a distanza da sorgenti che emettono onde elettromagnetiche.

Per questo devo dire che l'assessorato alla Sanità del Trentino ha mostrato molta sensibilità e sta lavorando per produrre un volantino informativo (che spero sia pronto in tempi rapidi). Quanto riportato dall'articolo rifletteva forse più una mia preoccupazione e non rende ragione dell'impegno che alcune persone in Assessorato stanno mettendo per creare questa informativa per la nostra salute.

 

Roberto Cappelletti - Sindaco di Centa San Nicolò

l’Adige – Lettere, 1 aprile 2008

 

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Centa. Il sindaco: «Frequenza uguale a quella dei radar»
«La rete wireless fa male»

 

CENTA SAN NICOLÒ - La rete «Winet» della Provincia, che dovrebbe assicurare il collegamento a Internet in modalità «wireless» cioè senza fili, non arriverà in tutti i Comuni del Trentino. Nel 2006 un pugno di sindaci rifiutarono di convenzionarsi con la Provincia. Alcuni perché sottostimarono l'importanza di entrare in rete, altri perché invocarono il principio di precauzione. Nel dubbio se fosse o meno pericoloso decisero di non aumentare le radiazioni elettromagnetiche sul loro territorio. Altri ancora decisero in base alle evidenze scientifiche, come il dottor Cappelletti. «Fattore estetico delle antenne a parte, mi preoccupò l'ampiezza da 2,4 Ghz della frequenza impiegata. La stessa usata dai radar, di cui si conosce la pericolosità sulla salute» osserva Roberto Cappelletti, sindaco di Centa San Nicolò e medico, uno dei pochi che nella rete del wireless proprio non ci è voluto «cadere». «Piuttosto che mettere le antenne per il wireless potevano velocizzare la posa dei cavi a fibre ottiche per connettersi a internet. Oramai il wireless è una tecnologia superata».

 

Le antenne che ricevono il segnale sviluppano un campo di circa 3 watt, mentre un cellulare ha un campo di 1 watt. «Ma le evidenze scientifiche tra effetti sulla salute e onde elettromagnetiche a bassa e bassissima frequenza (cellulari e wireless) sono state descritte nella metanalisi di Hardell», puntualizza Cappelletti.

Lo studio, pubblicato nell'ottobre 2007 da Lennart Hardell (leggi articolo), ricercatore indipendente del Dipartimento di Oncologia dell'Ospedale Universitario di Orebro in Svezia, (titolo della ricerca Biological effects from electromagnetic field exposure and public exposure standards) insieme ad un gruppo di studiosi, mostra i rischi per la salute legati all'esposizione prolungata (10 anni) a questo tipo di onde (raddoppio dei tumori al cervello, tossicità genetica, leucemie infantili, demenze, allergie, ecc.). L'Appa (l'Agenzia provinciale protezione dell'ambiente) presentò uno studio che dichiarava innocue le frequenze usate nel progetto Winet. «L'Appa si limita ad applicare la normativa esistente. Se l'emissione elettromagnetica è inferiore a 6 volt/metro significa che è nei limiti. Ma la normativa italiana presenta un sacco di lacune», specifica il sindaco di Centa.

 

Sempre negati, gli effetti biologici delle radiazioni elettromagnetiche vengono riconosciuti dalla Germania e dalla Francia.

«In Germania le tecnologie wireless sono state sospese; in Francia sono state tolte dalle scuole dopo che i bambini hanno iniziato a manifestare sintomi come cefalea oppure scarso rendimento».

 

A Centa San Nicolò i residenti non sono contrari a Internet veloce, ma il Sindaco tranquillizza.

«I cavi a fibre ottiche della Provincia arriveranno nel 2010, però Telecom entro la fine dell'anno coprirà con le sue fibre ottiche l'88% dei residenti». Per il dott Cappelletti l'importante è che la gente impari a difendersi. «Purtroppo nessuno parla della pericolosità dei cellulari o del wireless. Veniamo bombardati da pubblicità più o meno occulta. Si regalano i telefonini ai bambini. Ho provato a coinvolgere l'Assessorato alla Salute della Provincia per un progetto informativo ma non mi sono sembrati interessati. Vuol dire che faremo qui a Centa, nel nostro piccolo, una campagna informativa».

 

Anche Maria Grazia Motter, Sindaco di Vignola Falesina, non ha dubbi sulla tecnologia wireless. «Chi sceglie di vivere a Vignola Falesina lo fa anche per la qualità del suo ambiente», afferma la sindaco. «Io penso che le radiazioni inutili vadano evitate. Abbiamo già alcuni ripetitori per i telefonini e le garantisco che sono fin troppi».

 

Irene Viola

l'Adige, 27 marzo 2008

 

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Scuola materna vicino all'elettrodotto,
Andrea Moscon continua la battaglia: «Non ci sono dati sicuri»
«Elettrosmog, chiediamo garanzie»

 

NAVE SAN ROCCO - Mentre il consigliere provinciale Roberto Bombarda attende la risposta alla sua interrogazione sulla collocazione della nuova scuola materna vicina all'elettrodotto delle Ferrovie, il gruppo di minoranza di Nave San Rocco lancia un altro grido di allarme per la scarsità dei dati raccolti sull'eventuale inquinamento elettromagnetico.

La perizia affidata dall'amministrazione comunale ad un tecnico competente non convince e non dissolve i dubbi della minoranza, se messa a confronto con la relazione dell'Appa (l'Agenzia provinciale per la protezione ambientale), in cui si legge: «Non avendo a disposizione i dati di corrente utilizzati al momento delle misure, non è possibile effettuare una stima dei valori di induzione magnetica generati nel corso dell'utilizzo della linea al massimo carico».

 

Il consigliere comunale Andrea Moscon si fa portavoce delle preoccupazioni emerse tra diversi genitori del paese: «Se l'elettrosmog risultasse oltre la soglia di sicurezza, ciò avrebbe gravi conseguenze sulla salute dei bambini; nella documentazione fornita dall'Appa si legge come non sia possibile effettuare una stima reale dei valori di induzione magnetica. Quindi non si può prendere con tanta leggerezza una situazione che potrebbe causare, negli anni a venire, una serie di patologie a rischio nei bimbi e nelle persone».

 

L'amministrazione comunale vi accusa di aver avviato una campagna demagogica centrata su un inutile allarmismo.
«Nessuno vuole fare dell'allarmismo: chiediamo semplicemente delle precise garanzie per la tutela della salute dei bambini! Non si può giocare con la vita degli altri, soprattutto dei nostri figli».

 

Tuttavia per l'amministrazione, supportata dalla perizia tecnica affidata ad un esperto del settore, non esiste alcun rischio.

«Come fanno ad esserne così sicuri? In questo momento nessuno è in grado di dire quale sia l'utilizzo dell'elettrodotto e ciò mi spinge a dire che nessuno, in coscienza, metterebbe a pochi metri dai cavi dell'alta tensione una scuola materna: ricordo che nel progetto il "micro-nido" e il dormitorio distano solo ad una quindicina di metri».

 

Quindi continuerete la vostra battaglia fin quando non saranno resi noti dati precisi sull'immissione della quantità di corrente nell'elettrodotto?

«È il minimo che possiamo fare per i nostri bimbi. Non tralasciamo, poi, l'aspetto economico: la scuola materna costerà milioni di euro di soldi pubblici, anche dei "naveteri", e prima di approvare il progetto di quest'opera sarebbe stato opportuno avere maggiori garanzie al riguardo. Ci auguriamo, pertanto, che l'arroganza dimostrata dall'amministrazione comunale nel non voler ascoltare le nostre proposte, sottovalutando quindi il problema dell'elettrosmog, possa sfociare in un dialogo costruttivo per cercare assieme una soluzione definitiva».

 

M. M.

l'Adige, 30 marzo 2008

 

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In aprile incontro con i ricercatori
Polsa Wireless per viaggiare on line

 

BRENTONICO - È stato convocato per il 9 aprile (alle ore 10 presso l'Ufficio turistico dell'altopiano) un incontro tra gli operatori economici brentegani ed il gruppo di ricerca della Create-Net di Trento in merito al progetto "Polsa Wireless". «Inutile sottolineare ulteriormente che si tratta di un progetto estremamente innovativo - ricorda Davide Girardelli, presidente del Consorzio Brentonico Vacanze e consigliere di amministrazione dell'Apt -. Create-Net è un centro internazionale di ricerca afferente alla Fondazione Bruno Kessler, che si occupa di infrastrutture di telecomunicazione e servizi avanzati. In questa fase è opportuno un momento di confronto con i principali attori economici dell'Altopiano, perché questo progetto potrà partire soltanto se incontra il nostro interesse. Altrimenti metteremo anche Polsa Wireless nel faldone "belle occasioni a costo praticamente zero che purtroppo abbiamo perso per aver temporeggiato. È importante una partecipazione numerosa, sono stati invitati anche l'Amministrazione comunale e la Cassa rurale di Brentonico».

 

Il progetto Trentino Network prevede internet ad alta velocità nelle valli trentini attraverso la tecnologia senza fili (Wi-Fi, WLan, Wimax), in previsione a Brentonico nell'autunno prossimo. La rete WiNet in Polsa vede molte aree scoperte e per garantire una copertura completa servono maggiori infrastrutture; le reti Mesh estendono la copertura Internet combinando punti di accesso e ripetitori. Questa mattina, intanto, alle ore 9.45 presso l'Ufficio turistico a Palazzo Baisi, si svolgerà l'incontro tra Consorzio Brentonico e Apt ed operatori turistici in preparazione della prossima stagione estiva e di quella del 2009: presentazione e progettazione di eventi e servizi, in particolare il carnet dell'ospite e l'iniziativa "Monte Baldo Shuttle"; si parlerà inoltre dell'evento "Golosofiore-Hortus in festa" in programma per l'estate 2009.

 

G. L.

l'Adige, 28 marzo 2008

 

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Tassello, Tenno e Pejo non hanno aderito
alla convenzione per la rete senza fili

No di tre paesi al wireless

 

TASSULLO - La rete wireless della Provincia non arriverà a Tassullo, almeno non subito. Al momento di convenzionarsi, il Comune non ha accolto la richiesta dei tecnici provinciali di posizionare l'antenna di trasmissione sopra il Municipio.

 

«Il Municipio è un bene sottoposto a tutela, non è permesso installare antenne - replica il sindaco Rolando Valentini -. Io suggerii di posizionare l'antenna sopra una struttura più periferica rispetto al paese, però non ne seppi più nulla».

Problemi di tutela architettonica a parte, il Comune era anche perplesso sull'ubicazione dell'antenna: «Concentrare le emissioni elettromagnetiche dell'antenna in centro al paese era in effetti un problema di cui tenere conto». In paese comunque la connessione a internet non è più un problema come in passato: «Tutti gli scavi in corso prevedono anche le tubature per la posa dei cavi a fibre ottiche, con i quali ci collegheremo quando arriverà la dorsale della Provincia, intorno al 2010. Però abbiamo la connessione ADSL e anche in paese molti punti sono stati potenziati. Per noi va bene così», conclude Valentini.

 

Analoghe le motivazioni che hanno spinto Tuenno a non convenzionarsi con la rete Wi-Net. Il sindaco Piero Leonardi spiega che, benché non contrari, era meglio aspettare il completamento della Caserma dei vigili del fuoco, fuori dal Paese, per poi posizionare l'antenna sopra la torre. «Anche i dipendenti del Comune si dissero contrari ad avere l'emittente sul municipio. Temevano il rischio legato all'inquinamento elettromagnetico. Per questo abbiamo deciso di aspettare», conclude il sindaco.

 

Angelo Dalpez , sindaco di Pejo, si dice dispiaciuto. «In realtà non abbiamo grandi problemi di connessione con internet in valle. Comunque ammetto di aver sottostimato l'importanza di avere una rete wireless». E per il futuro? «Ci penseremo», risponde Dalpez.

Va detto che entro luglio il progetto WiNet promosso dalla Provincia sarà a regime e anche i Comuni più piccoli e dislocati nelle zone disagiate del Trentino, finora privi della copertura Adsl, potranno contare su una rete stabile che permetterà l'accesso a internet in modalità «wireless», cioè senza fili, grazie a 756 impianti di trasmissione (antenne).

 

La rete wireless trentina diventerà la rete pubblica di trasmissione dati e internet senza fili tra le più grandi d'Europa.

 

Irene Viola

l’Adige, 27 marzo 2008

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