Elezioni 2008

Istruzioni per un uso del NON VOTO responsabile e motivato

 

Nel profondo dell’uomo albergano sopiti poteri, poteri che lo stupirebbero e che egli non ha mai sognato di possedere; forze che rivoluzionerebbero la sua vita, se destate e messe in azione.

Orson Swett Marden

Da “Il Corriere Sestrese” - marzo/aprile 2008

 

 

Il prossimo 13 e 14 aprile si svolgeranno le elezioni politiche 2008.

Ora con le esortazioni a recarsi alle urne; da sempre, invece, con i puntuali inviti all’indifferenza, se non alla diserzione, quando la partecipazione al voto riguarda gli appuntamenti referendari, salvo poi leggere le lamentele di poche sirene sull’impraticabilità dei medesimi, ad esempio sul mancato raggiungimento del quorum. Tra i referendum più recenti, quelli sull’inceneritore di Ischia Podetti e sul golf a Daiano.

Ciò conferma che sulle scelte di fondo si nega ai cittadini l’esercizio della democrazia; lo scrivono oramai in molti qualificati politologi che questa politica preferisce compiacere i “manovratori” del sistema economico-finanziario. Tutto ciò senza distinzione tra “destra”, “centro” e “sinistra” e ad esclusivo perseguimento del ristretto fine privatistico e del massimo profitto.

 

Tralasciando ogni valutazione sulla campagna elettorale in corso, sui candidati, sui partiti e sui loro programmi, Nimby trentino ritiene opportuno mettere al corrente i cittadini elettori, che desiderano esprimere il proprio diritto di voto, dell'esistenza della possibilità del "NON VOTO” responsabile e motivato.

Questa finora poco conosciuta opportunità è ben diversa, nella sostanza, dal votare scheda bianca o nulla. Infatti, le schede bianche o annullate, dopo la verifica in sede di collegio di garanzia che ne attesta tali caratteristiche, vengono ripartite in un unico cumulo che confluisce nel cosiddetto premio di maggioranza.

Per assurdo, votando bianca o nulla, se alle prossime elezioni vincesse Berlusconi le suddette schede andrebbero attribuite nel premio di maggioranza o, viceversa, se vincesse Veltroni.

Mentre l'astensionismo passivo (non andando a votare) non fa percentuale di media votanti.

 

Esiste però un modo per astenersi dal voto che garantisce di essere percentuale votante (quindi, non delegante) e consente di non far attribuire il proprio non-voto al partito di maggioranza.

È infatti facoltà dell'elettore recarsi al seggio e, una volta fatto vidimare il certificato elettorale (per cui viene posta la prima firma), senza prendere la scheda in mano, avvalersi del diritto di rifiutare la scheda, assicurandosi di far mettere a verbale tale opzione.

In questo caso la seconda firma che viene posta solo nel momento in cui l'elettore ha votato, non può essere apposta, per cui risulterà che l'elettore non ha effettivamente votato.

 

È possibile inoltre allegare, in calce al verbale, una breve dichiarazione in cui, se vuole, l'elettore ha il diritto di esprimere le motivazioni del suo rifiuto come, ad esempio: "nessuno degli schieramenti qui riportati mi rappresenta", oppure "questo sistema politico non mi rappresenta".

 

Nel caso in cui gli scrutatori facessero problemi di inattuabilità della procedura si faccia riferimento al seguente testo di legge: Testo Unico delle Leggi Elettorali, D.P.R. 30 marzo 1957, n. 361 - Art. 104 - Par. 5: 5) Il segretario dell'Ufficio elettorale che rifiuta di inserire nel processo verbale o di allegarvi proteste o reclami di elettori è punito con la reclusione da sei mesi a tre anni e con la multa sino a lire 4.000.000.

 

Direttivo Nimby trentino, 5 aprile 2008

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