L’inceneritore Asm sul banco degli imputati?

 

Le conclusioni dell’Istituto superiore di Sanità e del Comune di Brescia, proprietario dell’inceneritore Asm-A2A, sono per certi aspetti sconcertanti. Si imputano le elevate concentrazioni di diossine e PCB al fatto che si tratterebbe di aree fortemente antropizzate con presenza di attività industriali di rilievo e traffico autoveicolare elevato, facendo finta di ignorare che le rilevazioni sono state compiute tra il 2 ed il 21 agosto, quando il traffico è notevolmente ridotto e le industrie, in particolare le acciaierie, possibili fonti di emissione, sono chiuse. Nella città di Brescia rimane in funzione a pieno regime solo l’inceneritore Asm, fonte pacificamente riconosciuta di emissione in ambiente di diossine e PCB (anche se il Comune di Brescia, ovviamente, sostiene che le quantità siano irrilevanti). E sulla base dell’evidenza dei dati, ben più probanti dei “modelli matematici” delle presunte ricadute, è difficile escludere che in particolare a questo impianto sia riconducibile tale straordinaria presenza di diossine e PCB nell’aria di Brescia.

Continua: parte 1^  - parte 2^

 

Marino Ruzzenenti

Brescia, 10 aprile 2008

 

● ● ●

 

E pensare che… "la questione non sussiste"


Stralcio da un’intervista allo “specialista” (uno a caso) Roberto Fanelli.
LA NUOVA SARDEGNA - 2 gennaio 2008
Politica: «Allarmismi eccessivi per gli incenerimenti»
Emissioni di nano-particelle dagli impianti: parla uno specialista internazionale  

(Omissis)

- Più in generale ci sono però i medici per l’ambiente dell’Isde, l’International society of doctors for the environment, che denunciano una situazione di pericolo originata proprio dai termovalorizzatori.

«Intendiamoci: le nano-particelle nell’aria costituiscono un rischio in sé. Proprio di recente un’indagine ad ampio spettro da noi condotta con l’Istituto per i tumori di Milano conferma danni per la popolazione, con conseguente aumento delle percentuali di mortalità. Ma dobbiamo analizzare le cause precise di questo stato di cose. Se in Lombardia spegnessimo di colpo tutti i termovalorizzatori, la presenza delle nano-particelle nell’atmosfera non subirebbe alcuna variazione».

- Che cosa vuole dire?

«Che il 98% dei danni è provocato dagli scarichi causati dalla circolazione dei veicoli, dalle emissioni degli impianti di riscaldamento, dalle fabbriche nelle quali si lavora con processi di combustione. Se i limiti drastici alle emissioni dei termovalorizzatori imposti dalla Ue vengono rispettati, la questione non sussiste».

- Ma l’allarme continua.

«E allora faccio un esempio che ritengo possa servire a rassenerare gli animi. Come istituto Mario Negri seguiamo da tempo il termovalorizzatore-modello di Brescia. Bene: i parametri di riferimento delle nano-particelle in questo caso sono 50 volte al di sotto della soglia permessa dalle leggi europee».

(Segue)

Cerca

Aggiornamenti

Aggiornati

Inserisci il tuo indirizzo e-mail.  Sarai avvisato ad  ogni aggiornamento  di Ecce Terra.

Inserisci