Le centrali Edison passano alla Provincia
La Sel acquisita il 60% delle quote di sette impianti. «Svolta strategica»

 

BOLZANO. «Le ricchezze idriche dell’Alto Adige per oltre sessant’anni sono state controllate dall’esterno e le ricchezze che hanno generato sono, nella quasi totalità, defluite lontano dalla nostra terra. Oggi le nostre risorse naturali vengono amministrate e gestite in stretta connessione con la popolazione interessata». Così, con quell’enfasi che si riserva ad eventi destinati a segnare una “data epocale”, Klaus Stocker presidente della Sel spa ha salutato la firma della jount venture tra la società provinciale per l’energia (la sua Sel spa) e la Edison. L’accordo - che prevede di fatto, la cessione da parte del player nazionale delle sue sette centrali idroelettriche altoatesine - nello specifico contempla la costituzione di una nuova società (il nome è ancora da definire e lo sarà entro settembre) e che vede Sel azionista di maggioranza al 60% ed Edison al 40%.

 

A salutare questo «passaggio fondamentale nella storia dell’autonomia altoatesina», come ha sottolineato lo stesso presidente della giunta Luis Durnwalder, hanno presenziato sia il presidente di Edison Giuliano Zuccoli che il direttore generale Umberto Quadrino che fisicamente ha apposto la sua firma (assieme a Stocker) all’intesa bilaterale. L’operazione costerà alla provinciale Sel 177 milioni di euro pari al 60% del capitale delle sette centrali in oggetto. Il prezzo è stato determinato sulla base di un valore complessivo dei rami d’azienda pari a 295 milioni di euro. Le sette centrali - le cui concessioni sono tutte in scadenza tra il 2011 e il 2020 - sono quelle di Lasa, Brunico, Marlengo, Prati di Vizze, Ponte Gardena, Curon Venosta e Premesa in val Gardena oltre al Centro operativo di Oltrisarco e altre proprietà immobiliari di Edison in Alto Adige. 

 

In base agli accordi Edison gestirà le centrali in oggetto e acquisterà tutta l’energia prodotta dalle centrali fino a scadenza delle concessioni e comunque fino alla fine del 2015. Successivamente l’energia sarà acquistata dalle due società socie in misura proporzionale. Se da parte altoatesina l’accordo è stato salutato in chiave “politica” e “sociale” (Laimer ha promesso alle famiglie sudtirolesi tariffe scontate del 10% rispetto agli altri fornitori incrementabili ulteriormente in base al numero dei figli delle famiglie stesse), dall’altra l’operazione è stata valutata in termini commerciali. Il direttore generale di Edison Quadrino ha infatti sottolineato l’importanza di una collaborazione nel trading attraverso le linee transfrontaliere tra Italia e Austria. L’accordo - è stato ricordato - è giunto dopo quattro anni di serrate trattative condotte da una delegazione altoatesina composta dal presidente della Sel Klaus Stocker, dal direttore Maximilian Rainer, dal consulente legale avvocato Gerhard Brandstätter e dal commercialista Paul Schwietzer. Sotto il profilo tecnico le sette centrali oggetto dell’intesa vantano una potenza installata complessiva di 245 Mw e una producibilità media di circa 1000 gigawattora anno.

 

Pietro Marangoni

 

 

Le reazioni
Ma chi comprerà le azioni?

 

BOLZANO. Di “pietra miliare” nella storia dell’Autonoma hanno parlato i due onorevoli Svp Sigfried Brugger e Karl Zeller commentando la firma dell’accordo con cui la Edison cede di fatto alla Sel le sette centrali di sua proprietà in Alto Adige. E termini positivi sono venuti anche dall’Assoimprenditori altoatesina.

«L’ingresso della Società elettrica provinciale Sel Spa in sette centrali dell’Edison è un fatto positivo» ha commentato il presidente Christof Oberrauch aggiungendo: «in questo modo la Provincia di Bolzano ottiene una maggiore libertà e spazio di azione per rendere la localizzazione economica dell’Alto Adige più attrattiva grazie a prezzi dell’energia elettrica più competitivi». «In Italia e, quindi, in Alto Adige - dice una nota di Assoimprenditori - per le aziende industriali i costi dell’energia sono fino ad un 30% più alti rispetto al resto d’Europa». 

 

Note assolutamente contrarie vengono invece dai partiti dell’opposizione. I Verdi altoatesini con Christine Kury criticano l’accordo Sel-Edison per l’acquisizione della maggioranza. Pius Leitner dei Freiheitlichen critica invece la nuova posisione monopolistica della Sel e la demagogca l’apertura all’azionariato diffuso. «Ma chi potrà permettersi di diventare azionista?» si chiede ironicamente l’esponente dei Freiheitlichen sudtirolesi.

A parte sua Elena Beltrami del sindacato Flai/Cisl ha diffuso una prima valutazione «cautamente positiva».

 

Alto Adige, 12 aprile 2008

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