Vota Antonio?

 

In concomitanza con la campagna elettorale, gli ottimi giornalisti Marco Travaglio e Peter Gomez hanno pubblicato un interessante libro dal titolo “se li conosci li eviti” dove viene stilato l’elenco dei 100 fra condannati, prescritti, indagati, imputati e rinviati a giudizio, presentati dai vari partiti come candidati alle elezioni. L’elenco, oltremodo indicativo per comprendere quanto le formazioni politiche siano sensibili nei confronti dell’argomento giustizia è stato ieri pubblicato sul frequentatissimo blog di Beppe Grillo esattamente come segue:

 

Classifica partiti per numero di condannati, prescritti, indagati e rinviati a giudizio:

PDL 56

PD 18

UDC - Rosa Bianca 9

Lega Nord 8

Partito Socialista 3

Sinistra Arcobaleno 3

La Destra 2

Aborto No Grazie 1

Italia dei Valori 0

Fonte “se li conosci li eviti” di Marco Travaglio e Peter Gomez

 

Dinanzi ad una classifica di questo tipo, qualunque lettore intenzionato a votare, nonostante Grillo abbia suggerito di non farlo, è stato indotto a considerare l’Italia dei Valori di Antonio Di Pietro come l’unico partito “votabile” in quanto in possesso di una “fedina penale” completamente intonsa. Nonostante nell’elenco dei “cattivi” figurino anche alcuni partiti minori, come il Partito Socialista, Aborto No Grazie, La Destra, l’UDC - Rosa Bianca, la Sinistra Arcobaleno, inspiegabilmente i partiti minori scompaiono dall’elenco dei “buoni” dove l’unico partito senza condannati, prescritti, indagati, imputati e rinviati a giudizio sembra essere l’Italia dei Valori di Antonio Di Pietro.

 

Sorge spontaneo domandarsi che fine abbiano fatto il partito Del Bene Comune di Stefano Montanari, il No Euro di Renzo Rabellino, il Meda di Sergio Riboldi, Sinistra Critica del sen. Turigliatto, il PCL di Marco Ferrando, l’Unione Democratica per i Consumatori di Bruno De Vita e molti altri.

 

Non essendo compresi nell’elenco dei condannati, prescritti, indagati, imputati e rinviati a giudizio di Travaglio e Gomez, sicuramente anche questi partiti hanno la “fedina penale” pulita e meriterebbero di essere valutati dai lettori di Grillo alla stessa stregua dell’Italia dei Valori.

Ma allora perché lo Zero viene attribuito solo ed esclusivamente ad Antonio Di Pietro, quasi si trattasse di un invito a votare lui?

 

Sicuramente si sarà trattato di una svista, ma il bisogno di corretta informazione che verrà rivendicato con il mio pieno appoggio tramite il V Day del 25 aprile ritengo non debba essere mai disatteso, nemmeno quando ad un giorno dal voto si è tentati di fare un favore ad un vecchio amico.

 

Marco Cedolin, 13 aprile 2008

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