Alcune riflessioni sul voto del 13-14 aprile 2008

 

 

Qual è la realtà dei dati elettorali? Che cosa succede ora?

 

La percentuale dei votanti è passata dall'83,5% nel 2006 all'80,4%.

Poiché gli aventi diritto al voto sono circa 42.300.000 al Senato, vuol dire che solo 34.000.000 circa sono andati a votare e circa 8.500.000 no.

Sempre al Senato, però, solo 32.771.227 persone hanno dato un voto valido, poiché circa 1.300.000 hanno annullato la scheda o l'hanno lasciata bianca (nel 2006 erano 1.100.000).

Ciò significa che 9.800.000 persone non hanno votato nessun partito (schede bianche, nulle, astensione). Pari al 23,1% degli aventi diritto. Quasi uno su quattro!

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Lorenzo Varaldo, 16 aprile 2008

 

 

 

Andare oltre il risultato delle elezioni politiche

 

Nella scadenza elettorale appena conclusa con la vittoria del centro-destra MDF non ha preso posizione. Non ha appoggiato nessuno degli schieramenti in lizza e non ha nemmeno consigliato di non votare o votare scheda bianca o nulla. Del resto nessuna delle forze politiche ci ha chiesto un confronto.

La ragione di questo distacco di MDF dalle elezioni non è dipesa soltanto dalla consapevolezza di influire in misura irrisoria sugli orientamenti dell’elettorato, ma fondamentalmente dal fatto che PD e PdL hanno come primo punto del programma la crescita economica e una serie di scelte coerenti con essa: inceneritori, gassificatori, ritorno al nucleare, grandi opere infrastrutturali, mentre SA non ha mai esplicitato chiaramente una posizione contraria alla crescita economica, ha tenuto posizioni ambigue sull’incenerimento dei rifiuti e ha formulato proposte nell’ottica del cosiddetto sviluppo sostenibile.

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Maurizio Pallante, 16 aprile 2008

 

 

Ha vinto la sindrome di Stoccolma

 

Il primo elemento che emerge in maniera adamantina dalle urne è costituito dalla paura che mai come oggi attanaglia i cittadini italiani, fino ad indurli all’inanità, come spesso accade all’individuo terrorizzato che si ritrova immobilizzato davanti al pericolo. Paura di cambiare, paura del futuro, paura di scegliere, paura di dare corpo alla sequela di proteste di cui si sono resi artefici fino al giorno del voto. Gli elettori italiani, figli della paura, non sono sembrati le stesse persone che hanno ingrossato le fila del V Day di Grillo, che a milioni hanno esternato indignazione leggendo La Casta di Rizzo e Stella, che da anni lamentano di non arrivare a fine mese, che soffrono le conseguenze della precarietà, che compongono le centinaia di comitati in lotta contro le grandi opere e le nocività, che ostentano contrarietà nei confronti delle politiche economiche, sociali ed ambientali messe in atto fino ad oggi.

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Marco Cedolin, 15 aprile 2008

 

 

Il disastro si è compiuto

Primo commento sui risultati elettorali

 

Il disastro annunciato si è compiuto. Lo avevamo previsto (non è elegante dirlo, ma qui è indispensabile). Veltroni e il Partito Democratico avevano scommesso di vincere. Tecnicamente hanno perduto.

Il risultato è che hanno consegnato l'Italia a Berlusconi e alla Lega. La responsabilità è interamente la loro. Su un aspetto Veltroni ha vinto chiaramente: ha liquidato la sinistra.

In tutti i sensi: l'ha eliminata dal Partito Democratico, che ora è un'altra cosa, irreversibilmente (almeno fino a che esisterà come tale). E ha demolito la Sinistra Arcobaleno,che ora, addirittura, non sarà più rappresentata in una delle due Camere.

La Sinistra Arcobaleno ha ottenuto quello che ha cercato: una disfatta totale. Per reggere avrebbe dovuto capire la cosa più elementare ed evidente: che doveva puntare alla conquista di quella parte degli elettori del Partito Democratico che è ancora “di sinistra”.

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Giulietto Chiesa, 15 aprile 2008

 

 

Io non voglio mollare. Voi?


In fondo, che barba! Il copione era già abbondantemente scritto e poteva essere quello di una commedia sarcastica di Ben Elton. Nell’Italia di plastica del 2008 la politica è omologata al marketing: se fai la pubblicità giusta, usandone tutte le tecniche più immorali, non ha nessuna importanza che cosa vai a vendere: la gente compra il tuo pacco e non cambierebbe per niente al mondo il fustino che è corsa ad accaparrarsi. A dispetto di chi ha votato il gemello lungo per odio verso il gemello corto, Silvio (meno male che c’è) ha vinto a mani basse, a sua volta consegnandosi spericolatamente ai prossimi, prevedibilissimi capricci del Senatur, il vero vincitore delle elezioni più becere della storia repubblicana. Film già visto ma sempre gradito, pare.

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Stefano Montanari, 14 aprile 2008

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