Sloi -Carbochimica, causa al Comune
I proprietari all’attacco: “Decisione in 30 giorni”

 

I proprietari della maggior parte delle aree ex Sloi e Carbochimica, la Tim di Rino Albertini, la Mit di Pietro Tosolini e la Imt di Sergio Dalle Nogare riuniti nel Consorzio di bonifica e sviluppo Trento Nord, hanno dato mandato allo studio Acquarone di Genova di intimare al Comune di prendere una decisione sull'area entro trenta giorni. Passato questo periodo, scatterà la causa legale per danni, non ancora quantificati con precisione ma stimati in svariate decine di milioni di euro. L'intimazione dovrebbe essere già arrivata a Palazzo Thun, che quindi avrebbe poche settimane per scongiurare il passaggio alle vie legali. I privati lamentano il ritardo di quattro anni, dal 2004, nella definizione degli strumenti urbanistici necessari per portare a Roma i progetti di bonifica e, successivamente, procedere alla lottizzazione.

 

Il precipitare dello scontro tra Comune e privati ha già portato conseguenze. Trenta, la società di vendita del gruppo Trentino Servizi, ha mandato al Consorzio una diffida perché non paga le spese per mantenere la barriera idraulica, l'impianto che preleva l'acqua di falda contaminata impedendo che si propaghi nell'ambiente, filtrandola e depurandola. Ma il Consorzio ha respinto la diffida, affermando che c'è la disponibilità a pagare ma che, dato che il maggiore azionista di Trentino Servizi è il Comune, sospende i pagamenti in attesa delle decisioni di Palazzo Thun.

 

Nei giorni scorsi anche il presidente della Provincia Lorenzo Dellai ha scritto sull'argomento al sindaco Alberto Pacher. «Ci siamo raccordati per fare il punto - dice Dellai - e ci siamo dati reciprocamente atto che, mentre la Provincia sta portando avanti la parte di sua competenza, quella della bonifica delle rogge, bisogna che vada avanti anche la parte urbanistica per procedere sulla bonifica dei terreni». Nessuna sollecitazione - «il Comune è pienamente autonomo sui tempi» ricorda Dellai - ma un richiamo al fatto che gli interventi di Piazza Dante, con un impegno complessivo di 41 milioni di euro, sono «il tassello di un mosaico più ampio».

 

Lo strumento da mettere in campo per portare ai ministeri competenti a Roma i progetti di bonifica e far scattare il piano guida e il piano, o i piani, di lottizzazione è la variante al Prg per la riqualificazione ambientale e urbana del distretto industriale di Trento nord. Tra l'altro, dal valore della bonifica dipende il premio di cubatura previsto per i costruttori. La variante doveva arrivare in Consiglio comunale entro gennaio, ma il vicesindaco Alessandro Andreatta aveva spostato la scadenza «nella prima parte dell'anno» per dare tempo alla Circoscrizione centro storico e allo stesso Consiglio di approfondire il tema. Nelle ultime riunioni di commissione urbanistica, c'era stata discussione sulla possibilità, duramente osteggiata dal centrodestra, di una lottizzazione separata tra ex Carbochimica, dove la bonifica appare relativamente meno complessa, e ex Sloi, l'area con l'inquinamento più difficile da trattare.

 

Francesco Terreri f.terreri@ladige.it

 

 

Scheda

 

Un’area di 14 ettari. Le aree Sloi e Carbochimica si estendono su 142 mila metri quadri complessivi di cui 96 mila sono terreni inquinati.

359 mila mc da edificare. Nella variante l’indice di utilizzazione territoriale è di 0,6 mq costruiti per mq di terreno. In tutto 359 mila mc.

Il premio di bonifica. L’indice può essere levato fino a 0,90 cioè 480 mila metri cubi come misura compensativa dei costi di bonifica.

Stima 1999: 120 milioni. Dieci anni fa il costo del risanamento di Sloi e Carbochimica era stimato in 240 miliardi di lire, cioè 120 milioni di euro.

Stima oggi, forse metà. Oggi con le nuove tecniche di bonifica l’intervento sui terreni di Trento Nord potrebbe costare la metà.

 

l’Adige, 25 maggio 2008

 

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Trento Nord. Il Comune si muove

Ex Sloi e Carbochimica: “Evitiamo la causa legale”

 

Evitare di finire in tribunale. Evitare di pagare grosse cifre per i ritardi nelle decisioni. Il sindaco Alberto Pacher fa sapere che «sul problema ex Carbochimica ed ex Sloi è pronta una proposta da portare in commissione urbanistica». È questa la sua risposta ai proprietari dei terreni. La Tim di Rino Albertini, la Mit di Pietro Tosolini e la Imt di Sergio Dalle Nogare - riuniti nel Consorzio di bonifica e sviluppo Trento Nord - si sono affidati agli avvocati dello studio Acquarone di Genova. Hanno intimato al Comune di prendere una decisione sull'area entro trenta giorni, passati i quali scatterebbe la causa per risarcimento danni. Si parla di decine di milioni. I privati lamentano un ritardo di quattro anni nella definizione degli strumenti urbanistici necessari per portare a Roma i progetti di bonifica e, successivamente, procedere alla lottizzazione. Una minaccia che ha prodotto qualche tensione. È necessaria la variante al Prg per la riqualificazione ambientale e urbana del distretto industriale.

 

Pacher si dice sereno. «I privati hanno minacciato di potarci in tribunale? Noi avevamo previsto di portare questo tema entro il primo semestre. È possibile che si riesca entro la fine del mese. Mal che vada si va alla prima settimana di giugno». Finora la commissione non se ne è occupata: «Ha lavorato sui problemi delle cubature in collina e poi ha seguito la questione del muro Cavit. Sì, abbiamo ricevuto un intimazione dallo studio legale, ma siamo convinti che si possa arrivare ad una soluzione in tempi rapidi». Il vicesindaco e assessore all'urbanistica Alessandro Andreatta assicura che la maggioranza si occuperà oggi del caso. «Noi - dice - dobbiamo fare un ragionamento sulla proposta urbanistica, che è collegata alla questione della bonifica. E ricordo che la proposta urbanistica è una previsione su tutta l'area: in parte ne abbiamo già discusso in commissione e in circoscrizione». Spiega che, per quanto riguarda l'eliminazione dei veleni, la competenza è della Provincia: «Poi le decisioni definitive si potranno prendere solo quando poi da Roma tornerà il progetto di bonifica proposto dalla Provincia. È un iter confezionato da tempo: avevamo già previsto di andare in aula a giugno».

 

Giuseppe Filippin è scettico. Il consigliere comunale leghista non crede che sia casuale la minaccia di una causa legale a Palazzo Thun. Dice che «questa storia della minacciata denuncia fa riflettere». Riflettere su cosa? «Io dico solo che sono strani i tempi e i modi di questa mossa da parte dei proprietari di quei terreni. Ricordo che era stata predisposta una variante urbanistica: un piano di attuazione su due comparti». Una scelta da sempre avversata. «Altro discorso - aggiunge - si deve fare se la maggioranza porterà in aula una variante con un intervento sull'intera area. Non ci si può permettere di fare due piani di attuazione». Filippin fa notare che non esiste ancora una tecnologia valida per ripulire i terreni dalle sostanze tossiche. «I privati non hanno fatto proposte veramente valide per bonificare quelle aree». Sostiene che l'amministrazione è finita in un vicolo cieco e che ora «la minaccia di una causa civile da parte dei privati le permetterebbe di uscire dalle secche». Sta dicendo che la prospettiva di una causa legale fa buon gioco al Comune? «Io dico che mi sembra tutto molto strano. Questa vicenda ha del ridicolo. Si sa che, come si dice, in certi casi una telefonata salva la vita».

 

A.Tom.

l’Adige, 26 maggio 2008

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