Le caserme di Mattarello? Inaccettabili

 

La rincorsa a presentare con grande enfasi le strutture ricreative a margine della caserma (i trenta ettari di cittadella militare) prevista a Mattarello, sembra fumo negli occhi per non far apparire il progetto per la sua reale natura.

La tendenza a considerare fastidiosi gli interventi di richiesta di informazioni ci legittima a pensare che ci siano cose da nascondere. Il comitato “Caserme di Mattarello? No grazie!” con una serie di iniziative culturali intende riportare l’attenzione sulle vere motivazioni che hanno portato alla scelta politica di fare una caserma da 1600 militari a Mattarello.

Il comitato ha il sospetto che Provincia e Comune di Trento abbiano approfittato del torpore della società civile per portare avanti indisturbati un progetto che non è volto al bene comune.

Quanto al Consiglio circoscrizionale, è risultato permeabile a qualsiasi decisione presa dall’alto e reso privo di identità locale. Esso stesso dichiara di non poter imporre nel proprio territorio nemmeno un senso unico stradale. Il comitato si sta rivolgendo ai cittadini in un’azione di sensibilizzazione al fine di risvegliare le coscienze assopite, chiamandole a scelte di pace ed a firmare l’istanza contro la cittadella-caserma da rivolgere al sindaco Pacher.

Marcella Concli, Comitato Cittadella militare “No, grazie”!

 

 

Per questa sera, alle ore 20.30, il Comitato contro la “cittadella militare” organizza, presso il teatro parrocchiale di Mattarello, un incontro sul tema «Base militare a Mattarello: quali valori?» Il sottotitolo spiega bene di cosa si tratta: «Uno sguardo oltre il nostro giardino, dove gli eserciti non fanno finta».

L’Italia è inserita nella violenza globale, dalla produzione di armi alle basi sul suo territorio, non bisogna far finta che la guerra riguardi solo “gli altri”. Interverranno Marinella Correggia, scrittrice e attivista per i diritti umani e Olol Jackson, attivista del presidio permanente “No Dal Molin” a Vicenza. Jackson presenterà le esperienze di animazione cittadina contro il raddoppio della base militare Usa a Vicenza.

 

Due cose vanno subito dette a proposito di questa iniziativa. La prima è che la base militare - o cittadella - a Mattarello, trenta ettari di terreno, una superficie quale nessun contadino può vantare nel Trentino, sradicata dalla campagna produttiva e destinata a case, baracche, campi di addestramento, rimessaggi, non è un problema che riguardi solo Mattarello.

Il comitato dovrebbe esser sostenuto da partiti e forze politiche, il sindaco e l’assessore all’urbanistica dovrebbero appoggiarlo, invece che remare contro. L’impressione è che continui ad esserci del marcio nell’urbanistica trentina se è così difficile un tratto di penna che cancelli il truffaldino muro Cavit a Ravina, se dal centro storico i negozi continuano ad essere cacciati, se non ci si rende conto che un “ghetto” militare avulso dalla città è una cosa intollerabile. Cosa aspettano a mobilitarsi gli altri quartieri? Ravina? Gardolo? I problemi sono comuni.

 

Così come l’inversione termica e l’avvelenamento dell’atmosfera dell’inceneritore a Ischia Podetti sono un problema che riguarda anche Mattarello e le ville della Bolghera, perché l’aria che si respira è comune, così la base che si sta programmando a Trento Sud è tale da scardinare l’impianto della città, fino a Gardolo e oltre.

 

Il secondo messaggio è ancora più preciso. Dice infatti che la “cittadella” è inaccettabile non solo in base a sensibilità pacifiste, ma per considerazioni urbanistiche. Non si inserisce in un tessuto urbano un corpo separato. In una città civile non si creano “ghetti” di categorie. Se i 30 ettari fossero destinati, invece che ai militari, ai Boy Scout, o ai nomadi, o ai Vip per un supervillaggio, sarebbero ugualmente un errore. Le vecchie caserme erano una cosa diversa. Intanto erano abitate da giovani celibi, mentre qui arriveranno famiglie, come nelle basi Usa, il cui modello è aberrante, con gente che vive per anni in un paese senza neppure venire a conoscerlo. In secondo luogo, non a caso, le caserme erano inserite nelle città. I giovani che uscivano in libera uscita venivano subito a contatto con la vita comune. Qui invece si trapianta la cultura dei ghetti separati. No, grazie.

 

Ultimo punto. È vero, la rincorsa a presentare con enfasi strutture ricreative a margine della caserma è fumo negli occhi. Il contentino per gli allocchi. Si fa sempre così con le speculazioni. Via libera al grande, centralissimo palazzo sull’ex Sordomuti, in cambio di un ridicolo pezzetto di verde che nessuno sa nemmeno dove sia. Lottizzazioni a Sopramonte, grazie al terreno reso libero dalla variante, in cambio di un asilo con i mattoni avanzati. Sono proprio le cose che confermano i peggiori sospetti.

 

Franco de Battaglia

 

 

Mattarello. Il Comitato presenta i nuovi incontri pubblici:
il primo è stasera alle 20.30 nel teatro parrocchiale
No alle caserme, Zanotelli testimonial
Il comboniano trentino: «Basta ingrandire le sedi dell’esercito»

 

MATTARELLO. Il comitato «No alle caserme di Mattarello» ha un testimonial d’eccezione: padre Alex Zanotelli. Il comboniano trentino ieri ha partecipato a sorpresa all’incontro per presentare le future azioni del comitato. «A Napoli lo chiamano “o sistema” quello del territorio di cui fa parte la sicurezza, chiesta dalle società ricche»: così esordisce padre Alex. Va a ruota libera il religioso di Livo: «Adesso qui da noi stiamo costruendo il nemico musulmano. E’ difficile credere che clandestino è uguale criminale».

 

Il riferimento è all’attuale governo, ma Zanotelli ha qualcosa da dire anche contro Romano Prodi che nei due anni di governo «ha fatto lievitare le spese militari del 23 per cento, senz’altro peggio di Berlusconi». Riguardo ai costi ha poi citato un libro di uno scrittore americano appena uscito, il cui titolo tradotto in italiano è “Una guerra da 3 mila miliardi di dollari”, e cioè il costo dell’America per la guerra in Iraq. Il comboniano rammenta che sono state ingrandite le basi di Sigonella e di Napoli che adesso chiama Vicenza. «Stiamo andando diritti verso una guerra nucleare», è il suo allarme. Ed ha spronato il comitato anticaserme a fare rete, a coinvolgere la città di Trento e Rovereto, a far aprire alla gente gli occhi su queste cose, a fermare queste strutture. A tirare per la giacca i politici perché «loro hanno bisogno di voti».

 

«Dobbiamo metterci in testa che non è uno scambio di terreni qualsiasi, fra esercito e pubblica amministrazione, ma di terreni che ospiteranno zone militari e questo, quelli che espongono la bandiera della Pace, devono chiederselo» dice Fabrizio Dematté del comitato. Stefano Bleggi, altro membro del comitato, se la prende con la città di Trento che ha stampato l’ipocrita cartolina “Trento città della pace” perché i 1600 soldati che saranno ospitati a Mattarello, non assicurano certo tali prospettive. In apertura, il coordinatore del comitato Franco Tessadri, ha tracciato a grandi linee le fasi della protesta iniziata a novembre mettendo in risalto il disagio della popolazione. Poi ha illustrato l’istanza che, da cittadino, ha inviato al sindaco, in cui chiede «il blocco dell’iter burocratico, delle iniziative urbanistiche, la sospensione delle diverse varianti (vedi strada di accesso) e di tutti i lavori inerenti la costruzione della base militare e l’apertura di un “tavolo di confronto istituzionale” per valutare insieme l’impatto culturale, ambientale, sociale ed economico del progetto, all’insegna della trasparenza per dare maggiore dignità al rapporto fra cittadini ed istituzioni». Ha poi accennato a tre incontri indetti dal comitato che iniziano stasera, a Mattarello, (ore 20.30 nel teatro parrocchiale), con l’intervento della scrittrice Marinella Correggia e di Olol Jackson, attivista del presidio permanente “No Dal Molin”. Altri due seguiranno il 29 maggio e il 3 giugno. Lunedì 2 giugno invece si vuole indire una manifestazione in città allo scopo di bloccare i lavori delle caserme.

 

Gino Micheli

 

 

Dal consiglio via libera alla strada

 

MATTARELLO. Il consiglio circoscrizionale di Mattarello va invece per la sua strada e dopo la lunga discussione che aveva lasciato in sospeso il parere in attesa di delucidazioni, ha espresso parere favorevole alla variante per opere pubbliche relativa alla modifica della fascia di rispetto stradale nella viabilità di accesso sud alle nuove caserme in località San Vincenzo a Mattarello. Fra i muri e la rampa, riguardo all’accesso in pendenza, il consiglio ha scelto la rampa, giudicandola la meno impattante. Favorevoli sono stati 10 consiglieri, 1 contrario e 3 astenuti. Per quanto riguarda la mobilità del quartiere attesa da tanto tempo, il consiglio ha incaricato il presidente Bruno Pintarelli a convocare l’intera giunta comunale per definire il problema che si trascina da tempo. Per la ristrutturazione dell’ex caserma carabinieri che diventerà succursale della scuola elementare e sede della banda, i tempi di inizio slitteranno ad ottobre, come annunciato dall’assessore Rudari al concerto di sabato scorso.

 

(g.m.)

Trentino, 22 maggio 2008

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