Sospensione della Catena del digiuno
Verso la migliore gestione dei cosiddetti rifiuti
Senza incenerimenti 

 

Con il 1° giugno 2008
dopo 1533 giorni
e l’adesione di 492 cittadini

 

Nimby trentino sospende il digiuno
in opposizione all’inceneritore provinciale


 

Oltre alle iniziative programmate, prosegue la raccolta delle firme sull’appello per lo stralcio del progetto dell’inceneritore (i sabato mattina 31/5, 7 e 14/6 presso il gazebo in p.zza Dante).

Rimangono integri lo spirito e il senso della propria presenza critica propositiva e costruttiva in opposizione ad un male del tutto evitabile. Sempre più cittadini auspicano che con la futura nomina del nuovo consiglio provinciale la questione rifiuti possa trovare nuovi interlocutori e nuove idee, prospettive e autonomia dai costretti incenerimenti.

 

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In sei anni, da quell’inceneritore da 330.000 tonnellate, ne è stata fatta di strada. Sembrava che l’unica soluzione fosse quella di bruciare - addirittura - più rifiuti di quelli che il Trentino produceva. L’effetto che produsse fu quello di privilegiare una “ragionevole” trattativa al ribasso, accontentando così soltanto i proponenti.

Contava (e sembra contare tuttora) quel “patto a tre per fare l’inceneritore”, dove venivano palesate le premesse del patto parasociale sottoscritto il 7 settembre 2001: “… Comune di Trento, Comune di Rovereto e Asm Brescia Spa concordano nel ritenere necessario compiere tutte le opportune attività per consentire il futuro sviluppo della Trentino Servizi e in particolare per consentire che quest’ultima partecipi, nelle forme tecniche che verranno stabilite, ad alcune iniziative locali tra cui la realizzazione del termoutilizzatore dei rifiuti solidi urbani…”.

 

Quanto più sono calati i “numeri” e la credibilità dell’ipotesi dell’inceneritore, tanto più sono cresciute nuove conoscenze e attenzioni. Infatti, la situazione in Trentino sta gradualmente evolvendo verso una più qualificata gestione dei rifiuti; cosiddetti tali perché, oramai, da più parti sono ritenuti innanzitutto materia da ridurre, riusare e riciclare (le priorità del decreto Ronchi) per restituirla ai cicli produttivi, risparmiando risorse ed energia, ovunque sempre più scarse e costose.

Grazie alla costanza e all’impegno di molti, da una bassa raccolta differenziata di pochi anni fa, siamo già a quel 60% che pareva irraggiungibile. Così come sembrava impossibile che molte comunità locali, anche a forte vocazione turistica, potessero giungere alle percentuali del 70-80% e oltre. Anche a Trento si sono raggiunte, in pochi mesi, percentuali importanti con il “porta a porta” (su cui si stenta, però, a dar coerentemente seguito con l’applicazione della tariffa puntuale). Si è dimostrato che la cosiddetta “sperimentazione” del “porta a porta”, pochi mesi dopo la sua attuazione, è il sistema di raccolta più gradito ai 17mila cittadini di Gardolo e Meano.

 

Al di là dei noti “conflitti di interesse”, seguiamo “da dentro” l’evolversi della campagna elettorale per le provinciali. In questi anni, sia da parte del centrosinistra che del centrodestra, sono venute utili occasioni per andare verso il graduale miglioramento gestionale e attendiamo da entrambi le conseguenti e coerenti valutazioni.

Da un lato sono note le difficoltà di chi trasversalmente propone la tecnologia più accentrante, costosa e inquinante, dall’altro rimaniamo in attesa di quegli ulteriori nuovi passi, affinché sulla questione rifiuti si continui a investire con lungimiranza sui graduali miglioramenti, per il benessere dei trentini e a tutela di salute e territorio.

 

Sei anni non sono trascorsi invano e oggi sussistono le condizioni affinché maggioranza e opposizione evolvano verso il definitivo abbandono delle logiche speculative dell’incenerimento, incluse quelle sulla cosiddetta “frazione residua” e/o con produzione di combustibile da rifiuto.

È pertanto auspicabile che prima del voto ci si assuma, con un atto di chiarezza e di onestà verso i cittadini, la responsabilità di scelte precise in materia di rifiuti; un tema di grande rilevanza sociale che richiede alla classe dirigente del Trentino il coraggio di proseguire nelle pratiche positive messe in atto negli ultimi anni, abbandonando l'irrazionalità dei progetti di incenerimento di risorse disponibili.

 

Quali ulteriori spunti di riflessione, riproponiamo:

1 - La rilettura di alcuni punti significativi dell’ordine del giorno, tuttora attuali ma inapplicati, del consiglio comunale di Trento del 4 ottobre 2005 e delle nostre osservazioni al 3° aggiornamento del piano provinciale dei rifiuti dell’agosto 2006.

2 - L’esperienza sul campo del Centro Riciclo Vedelago e una tabella tipo con la composizione delle percentuali del “residuo secco” (frazione non immutabile su cui investire in ricerca e sperimentazione).

3 - Quale impegno nei confronti degli elettori, la riproposizione alle forze politiche – a suo tempo sottoscritta da alcuni politici e amministratori - della “Piattaforma per un nuovo paradigma nella gestione dei rifiuti provinciali” (in calce alla presente).

 

Direttivo Nimby trentino, 29 maggio 2008

 

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PIATTAFORMA PER UN NUOVO PARADIGMA
NELLA GESTIONE DEI RIFIUTI PROVINCIALI

 

Premessa

 

La Provincia Autonoma di Trento ha deciso, d'intesa con il Comune capoluogo, di costruire un inceneritore a Trento. Malgrado siamo al vertice in Italia per quantità di raccolta differenziata (e in crescita), è stato redatto un nuovo aggiornamento del Piano di smaltimento dei rifiuti che prevede la riduzione del rifiuto indifferenziato contemporaneamente al “congelamento” della Raccolta Differenziata. Infatti per giustificare la costruzione dell’inceneritore è stato posto l’“obiettivo limite”: 175 kg di rifiuto indifferenziato per abitante/anno e il 65% di RD, in contraddizione con lo spirito del miglioramento.

Nimby trentino chiede lo stralcio dell’inceneritore per poter investire verso una reale riduzione della produzione dei rifiuti, il riciclo e il riutilizzo della materia “rifiuto”.

Questo documento è il frutto della preoccupazione per come la politica trentina ha impostato la questione partendo dalla progettazione di un evitabile inceneritore. Nasce anche dagli approfondimenti, dall'analisi dei "numeri" e dalla ricerca di altre possibili soluzioni meno impattanti e più rispettose della salute, del territorio, dell'ambiente, dell'uomo e delle future generazioni.

Con questo impegno, e per offrire a tutta la società civile un punto di riferimento certo, si ripresentano i sotto elencati punti della "Piattaforma" per il Trentino, sulla quale si richiedono i contributi e l'adesione di singoli cittadini, comitati di quartiere e/o locali, realtà civili, associazioni, forze politiche e sindacali.

 

1. Prevenire e minimizzare la produzione dei rifiuti con iniziative a carattere prioritario nell’agenda politico-amministrativa quali:

la riduzione del numero di imballaggi e dei contenitori ed il loro riutilizzo, promuovendo il  ripristino del sistema del vuoto a rendere a cominciare dai settori della ristorazione, ricezione e distribuzione;

l’incentivazione ed il sostegno ad aziende e distributori che convertono almeno il 30% del proprio prodotto venduto in contenitori a rendere con cauzione.

la riduzione dei rifiuti basata sulla raccolta differenziata finalizzata al riciclaggio e sulla sistematica estrazione ad oltranza dei materiali riutilizzabili contenuti nei rifiuti stessi;

la responsabilizzazione delle utenze domestiche, delle attività produttive e commerciali, uffici e pubbliche.

Va detto infine che una tariffa puntuale con Porta a Porta avvierebbe automaticamente le varie cose enunciate ai punti precedenti.

 

2. Sostenere ed estendere  la raccolta differenziata, in termini di qualità, frazioni raccolte e territorio servito.

▪ È necessaria l’elaborazione di strategie di pianificazione e sviluppo della raccolta differenziata sostenute da adeguati finanziamenti. L’Amministrazione deve impegnarsi affinché vengano introdotti obiettivi crescenti di RD, superando il limite imposto del 65%, e utilizzando un metodo omogeneo di raccolta differenziata su tutto il territorio sotto un’attenta regia provinciale.

▪ Integrazione del sistema di raccolta differenziata (non meramente aggiuntivo) in modo che sia il più vicino possibile all’utenza; questo determina, tra l’altro, nuova occupazione nel settore. L’integrazione deve portare a ridurre la frequenza di raccolta dell’indifferenziato a favore del “separato domiciliare” (distinto nelle frazioni secco ed umido). La raccolta differenziata, cioè la diminuzione dello smaltimento attraverso l’estrazione di materia utile, va fatta e migliorata continuamente a oltranza.

▪ Incentivazione della raccolta differenziata tramite l’introduzione della tariffa sui rifiuti modulata sulla quantità d’indifferenziato conferito al servizio di raccolta cittadino; iniziative d’incentivazione (sgravi e riduzioni fiscali) per  quanti attuano la raccolta differenziata, il compostaggio e il conferimento alle isole ecologiche, promosse dai Comuni.

▪ Raccolta differenziata della frazione umida e verde omogenea, sia per le grandi utenze (mercati, mense, ristoranti ecc.) che per tutta la popolazione della provincia, attivando subito circuiti pilota.

▪ Eliminazione di tutti i contenitori stradali multiutente (campane, cassonetti) in modo da poter applicare e controllare con efficacia la tariffa puntuale sui conferimenti a domicilio o all’isola ecologica.

▪ Definizione omogenea dei rifiuti assimilabili (non domestici) e dei relativi obblighi di raccolta da parte dei soggetti economici con sistemi di raccolte differenziati dedicati a questi utenti.

▪ Costruzione di idonei impianto/i di compostaggio per il compost di qualità dislocati sul territorio provinciale.

▪ Incentivazione della pratica dell’autocompostaggio (o compostaggio domestico) allo scopo del suo recupero.

▪ Sostegno all’impiego e nella gestione del verde pubblico del compost di qualità derivante dalla raccolta differenziata domiciliare della frazione umida e verde, anche in ossequio e con il sostegno delle disposizioni sul Green Public Procurement (indirizzo legislativo che invita e/o obbliga i comuni ad acquistare cose riciclate o con un elevato tasso ecologico).

 

3. Puntare ad una gestione dei rifiuti che pianifichi e controlli le diverse fasi del ciclo. 

Questo obiettivo è primario ai fini di una messa in chiaro da parte delle istituzioni delle fasi e delle problematiche del ciclo rifiuti. Esso appare importante anche ai fini di una piena utilizzazione del sistema produttivo del Trentino, di un incremento dell’occupazione, del collegamento tra pubblico e privato, alla luce del sole anche per evitare speculazioni nel settore dei rifiuti.

Vanno compresi nel tema anche accordi finalizzati all’effettivo riutilizzo dei materiali raccolti con imprese locali. La politica provinciale deve provvedere alla realizzazione sia degli accordi di programma previsti nel Decreto Ronchi sia premere sui ministeri, che secondo lo stesso decreto, devono portare a quegli accordi di programma, non ancora realizzati, previsti dal decreto medesimo.

 

4. Trasparenza nella gestione del fondo derivante dal tributo per il conferimento dei rifiuti in discarica. Destinazione prioritaria delle risorse derivanti non solo dal tributo, ma anche da altri finanziamenti (Regione, Ue, ecc.) per la realizzazione di progetti atti a:

▪ garantire politiche pubbliche tese a creare strutture di raccolta, stoccaggio, nobilitazione, trasformazione e collocamento dei materiali recuperati;

▪ promuovere e finanziare le iniziative  locali della filiera per il riciclaggio (raccolta porta a porta, isole ecologiche, siti di stoccaggio, riutilizzo);

▪ promuovere il recupero della frazione umida e verde (con raccolta differenziata o con compostaggio domestico) e l’impiego del compost da esso derivante;

▪ articolazione dei costi di gestione e di smaltimento per i comuni in relazione alla produzione complessiva pro capite di rifiuti nonché della quota di rifiuti indifferenziati.

In questo contesto rientra la questione della tariffa che deve essere  puntuale, e non presunta, affinché sia giusta e trasparente; se è puntuale è trasparente. Non è trasparente e non è tariffa se agisce come tributo.

 

5. Una politica rivolta alla prevenzione-riduzione, raccolta differenziata domiciliare e trattamento dei rifiuti (allo scopo del recupero di materia) si pone, di fatto, in competizione con la scelta dell’inceneritore.

Tali impianti, infatti, hanno bisogno di un continuo apporto di rifiuti combustibili da smaltire per garantire la resa e la continuità del loro funzionamento, e questo contrasta oggettivamente con le politiche di riduzione a monte imposte dalla normativa.

E pertanto tutte le misure citate come definite nei punti precedenti, ed altre apportabili nell’ottica del miglioramento continuo di una corretta gestione dei rifiuti, non devono prevedere alcun impianto di incenerimento sul territorio provinciale.

 

6. Chiare procedure di coinvolgimento dei cittadini.

Al di là del rituale coinvolgimento di alcune associazioni, manca la necessaria procedura ed enfasi, che garantiscano il coinvolgimento della popolazione, sia come semplici cittadini che come associazioni e/o organizzazioni. Tutta l’Europa, ormai, secondo i principi di “governance” e di “responsabilità individuale e condivisa”, considera ineludibile la “condivisione sociale, politica e culturale” dei piani di intervento sul tema della tutela ambientale, e di più sul tema specifico dei rifiuti.

 

7. Informazione-formazione.

Appare necessario che le Amministrazioni si debbano impegnare in una campagna formativa ed informativa destinata agli studenti della scuola pubblica di ogni ordine e grado, e più in generale ai cittadini, sui piani di raccolta differenziata, sul riuso dei rifiuti, sul concetto di “sviluppo sostenibile”, svolta utilizzando le competenze degli esperti in materia, della società civile e delle associazioni.

Tale impegno, nelle forme e nei termini sopra descritti, è aperto alla adesione di associazioni, realtà sociali e culturali, comitati locali, comunque interessati a sviluppare e partecipare alla presente “Piattaforma”.

 

Trento, 31 maggio 2008

Letto, approvato e sottoscritto.

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