Trentino. Dove e quando la retorica è di… caserma

A cura della redazione di Ecce Terra

 

 

Diamo spazio al fresco pieghevole (informativo?) con il quale la Provincia giustifica, con un certo ritardo, la costruzione della “cittadella militare” di Mattarello.

È un’altra pagina di retorica (vedi nota in calce) e di affermazioni indimostrabili, visto che la fiducia non è più una cosa seria.

Un’altra pagina in cui le opinioni altrui diventano “ideologia”, da qualunque parte provengano e purché non collimino con la presunta verità dei gestori della cosa pubblica.

Un’altra pagina che si aggiunge a quelle già scritte, o che si stanno scrivendo, su altre opere inutili, altamente impattanti, improponibili e dalle indimostrabili necessità.

 

A testimonianza delle nuove “tecniche” di presunta partecipazione democratica alla vita politica in Trentino, proponiamo spunti di riflessione dall’ indaginePartecipazione e conflitti nella Provincia autonoma di Trento” di Luigi Bobbio e Gianfranco Pomatto:

 

(pag. 29). “Le iniziative di comunicazione promosse dai Comuni vengono avviate, anche su sollecitazione della Provincia, quando il progetto è in uno stadio avanzato e l’opposizione è ormai in fase di sviluppo. La comunicazione stessa assume un tono necessariamente difensivo: può così succedere che una verità burocratica affermata da un sindaco – l’assenza di progetti formalmente depositati in Comune che prevedano la realizzazione dell’impianto sul proprio territorio – appaia in contrasto con la sostanza del processo decisionale che nel frattempo ha preso forma nella commissione che esclude il comitato contrario all’opera. E che le ragioni del conflitto, anziché del confronto, ne trovino motivo di sostegno.

 

(pagg. 30 e 31). “La gestione dei conflitti appare sicuramente meno innovativa (e meno efficace), come del resto accade nel resto d’Italia. A differenza di quanto avviene nel nord Europa e in Francia, si direbbe che non vi sia stata alcuna specifica riflessione sulla natura di tali conflitti e sulle metodologie con cui affrontare la protesta locale o ambientale e con cui gestire i relativi conflitti. Due aspetti balzano agli occhi: la difficoltà di reperire soggetti istituzionali che siano in grado di svolgere un ruolo di mediazione (dal momento che spesso tutti i soggetti istituzionali sono coinvolti nel processo come parti in causa); la scelta di evitare ogni interlocuzione diretta con i gruppi o le associazioni che protestano e suggeriscono alternative.

 

L’ascolto dei gruppi della società civile è confinato alle istanze (di portata modesta) previste dalle procedure formali, mentre il confronto informale e dialogico è sistematicamente bandito (almeno nei nostri cinque casi). Si tratta di un deficit di confronto comune a tutte le amministrazioni italiane che ignora i mutamenti avvenuti su questo terreno in altri paesi europei e che spesso tende ad esacerbare i conflitti o a far prevalere una parte sull’altra e ad accrescere il senso di impotenza dei gruppi sconfitti.

 

L’analisi dei processi partecipativi ha però mostrato che esistono in Trentino risorse di conoscenza e esperienza per superare questi handicap. Sul piano dell’inclusione nei processi decisionali, la qualità della democrazia potrebbe facilmente migliorare, qualora esistesse una specifica volontà politica in questa direzione.”

 

Appunto, quando e dove troverà casa in Trentino quella “volontà politica” e la conseguente fiducia nella medesima?

 

Nota

1. Nell’antichità greca e romana, e poi nel medioevo, l’arte oratoria, l’eloquenza, l’arte del parlare e dello scrivere acconciamente, ornatamente, secondo precise regole, al fine di istruire, persuadere, dilettare e commuovere.

3. mod. spreg. Il parlare, lo scrivere in modo ricercato, artificioso, gonfio, sonoro, senza effettiva sostanza.

(Dizionario Aldo Gabrielli, edizione 1989)

 

 

La presentazione del pieghevole della PAT

Le nuove caserme

 

Il necessario dialogo che una amministrazione è sempre chiamata ad avere con i cittadini, può avvenire in tanti modi. A fronte di una importante novità che riguarda l’intera comunità di Mattarello, la Provincia autonoma di Trento ritiene che uno di questi modi sia quello di dare risposte puntuali e precise alle domande che giustamente vengono poste quando ci si trova di fronte a decisioni e cambiamenti importanti per la vita di un territorio.

Ecco allora il senso di questo opuscolo che si rivolge a tutti gli abitanti di Mattarello.

Per spiegare, con pacatezza e sorretti dall’evidenza dei fatti e delle cifre, che la costruzione delle nuove caserme è una opportunità per la comunità, e non certo un rischio.

Per argomentare, a fronte di chi parla di chissà quali secondi fini, che ciò che si va a realizzare non ha alcun carattere di “mistero”.

Abbiamo fiducia nel fatto che i cittadini possano comprendere le cose, al di là di facili slogan ed oltre gli steccati ideologici.

E alle domande, diamo risposte.

Le domande sono necessarie, le risposte sono chiare.

Perché Mattarello possa far suo, con convinzione, questo importante passaggio nella vita della sua generosa comunità.

 

Lorenzo Dellai

Presidente della Provincia autonoma di Trento

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