Quale neoruralismo?

 

 

Il «Ruralismo» ha rappresentato per le correnti dominanti della cultura italiana un termine da esorcizzare, un’etichetta infamante da affibbiare a fini di delegittimazione di posizioni sgradite. L’anatema della cultura «progressista» nei confronti del ruralismo discendeva dal suo assimilarlo ad una forma di subdolo interclassismo, quando non di populismo reazionario o di un genere di oscurantismo mirante a riportare i rapporti sociali nelle campagne alla… servitù della gleba o giù di lì.

La persistenza sino a tempi molto recenti di posizioni ferocemente antiruraliste nella intellighentia italiana è certamente retaggio del maggior peso della realtà urbana (in termini di processi storici di lunga durata e di capillarità della presenza degli organismi urbani), ma non si deve dimenticare che un feroce antiruralismo era diffuso in tutte le culture urbane europee sino all’inizio dell’età contemporanea.

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Michele Corti - L'Ecologist italiano, maggio 2008

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