L’uso dei fitosanitari in agricoltura
Ma le rassicurazioni sui rischi per la salute non sono credibili

 

 

Ho assistito all’incontro “Utilizzo dei prodotti fitosanitari. Quali effetti sulla salute?” tenutosi a Cles e letto la relativa cronaca sul «Trentino». Mi ha colpito l’intervento di Mario Springhetti, neo presidente del Comitato di distretto sanitario della Val di Non il quale ha affermato che non c’è alcun pericolo, nell’uso dei fitofarmaci per la salute e per l’ambiente; la situazione in Val di Non è positiva; ci sono costanti controlli; si applicano con maggiore severità la sorveglianza e le conseguenti sanzioni (sarebbe interessante rilevare quante sanzioni sono state effettuate!) etc.


Non entro nel merito di tali affermazioni tendenziose e fuorvianti, in quanto la presenza di un Comitato (costituito da più di mille firmatari) afferma esattamente il contrario con documentazione incontestabile: relazioni mediche tecniche che certificano gli effetti tossici sull’uomo anche in minime quantità di tali sostanze; analisi che attestano la presenza sistematica e persistente di fitofarmaci nelle nostre case, orti, giardini (dovuti all’effetto deriva) confermando non solo l’inosservanza quasi abituale alle ordinanze, documentate da centinaia di segnalazioni, ma l’inadeguatezza delle stesse etc. sia più che sufficiente per smontare una ad una tali affermazioni. Ma ciò che preoccupa è che tutto ciò sia stato esposto da un rappresentante locale della sanità chiaramente in maniera parziale, più adatta ad un esponente di categoria (agricoltore, tecnico agricolo etc). Mario Springhetti guarda caso riveste questa posizione: è agricoltore professionale; è tecnico Iasmaa (è lui che “consiglia” quale fitofarmaco usare nelle zone di Taio, Tres, Vervò); è presidente della Strada della Mela e dei sapori. Insomma è un attivo esponente in diversi settori del mondo agricolo. Al di là della sua presunta buona fede il Signor Springhetti è comunque, se pur indirettamente, in chiaro conflitto d’interesse. Questo potrebbe influenzare negativamente le decisioni del Tavolo Interistituzionale promosso e coordinato proprio dal Comitato di distretto della Val di Non, assieme a quello della Val di Sole, allo scopo di determinare gli opportuni provvedimenti (regolamento generale sull’uso di fitofarmaci etc) atti a tutelare la salute dei cittadini. È opportuno che i rappresentanti del Comitato alla prossima riunione del Tavolo quantomeno rilevino tale situazione.


In merito alla relazione dell’APSS: è veramente deludente assistere sempre alla solita esposizione di dati sui tumori che ha il solo scopo essenziale di pacificare le preoccupazioni dei cittadini con la teoria delle medie. Questa, è la strategia delle multinazionali della chimica, che coinvolgono anche la politica, le specifiche istituzioni ed economie, pur di perseguire i loro interessi. Bisogna cambiare questo sistema: le Istituzioni Sanitarie non devono solamente monitorare i dati ma devono soprattutto “fare prevenzione primaria” (combattere le cause non i sintomi). Soprattutto i Sindaci, che rappresentano l’autorità sanitaria locale, hanno il diritto e l’obbligo di emanare tempestivamente gli opportuni provvedimenti, però obiettivamente ed imparzialmente senza farsi ”influenzare” dagli interessi economici di categoria o personali, per tutelare concretamente la salute di tutti e dico “tutti” (contadini compresi). Questo vuole la gente che ragiona correttamente con la propria testa e giustamente lo esige con determinazione ed urgenza, anche se apparentemente ed attualmente non sembra!


Virgilio Rossi

Trentino, 26 luglio 2008

 

 

Valli del Noce, promosso l’uso dei fitofarmaci

 

 

CLES. Grande partecipazione all’incontro, organizzato al Pilati dal distretto sanitario della Valli del Noce, su “Rapporto fra utilizzo di prodotti fitosanitari e possibili effetti nocivi sulla salute umana e sull’ambiente”: predominante la presenza dei frutticoltori e vivacissimi i rappresentanti del “Comitato diritto alla salute in Val di Non” che si sono definiti “dall’altra parte del pomar”.

Hanno aperto i lavori Marino Migazzi, direttore di Distretto, i presidenti dei Comitati di distretto delle due valli Mario Springhetti e Uldarico Fantelli ed Alberto Betta direttore dell’Igiene e sanità pubblica. La sintesi è toccata a Springhetti: dalle cinque relazioni presentate è emerso che non c’è alcun pericolo, nell’uso di fitofarmaci, per la salute e per l’ambiente. Ma c’è la necessità, ha proseguito Springhetti, di continuare a lavorare per migliorare la situazione e per far sì che la popolazione delle due Valli sia sempre costantemente informata. Il sistema Trentino, ha aggiunto, dà ampie garanzie perché promuove costanti controlli e applica con maggiore severità la sorveglianza e le conseguenti sanzioni. L’obiettivo, ha anche detto Springhetti, è di proporre una “bozza unica di norme per l’utilizzo dei prodotti fitosanitari in prossimità dei centri abitati” che i sindaci potranno far propria per poi intensificare controlli ad ampio raggio.

 

Diversa la posizione di Sergio Deromedis, portavoce del comitato e di alcuni componenti del gruppo delle “1000 firme di protesta”: nell’apprezzare l’opportunità dell’incontro ha evidenziato le moltissime infrazioni, circa 10.000, ha contestato i dati presentati dai relatori ed ha affermato che orti e giardini, sono da considerarsi inquinati oltre il limite previsto dalla legge.

 

Cinque le relazioni: Marino Migazzi per il Distretto, Michele Lorenzin per l’Agenzia dell’ambiente, Fabrizio Dolzani del Centro assistenza tecnica dell’Istituto agrario di S. Michele, Massimiliano Gremes per Apot, Francesco Pizzo per l’Azienda sanitaria.

 

Dalla sala numerosi gli interventi, alcuni a favore delle tesi di Deromedis come Roberto Cappelletti, Laura Zanetti, Pio e Marco Pizzoli, altri a sostegno delle tesi dei relatori: come Paolo Martini («non ci sto a passare per frutticoltore criminale»), Gabriele Calliari («gli agricoltori hanno molti peccati, ma chi non è agricoltore si mai chiesto se sia causa di inquinamento? Chi autonomamente si è limitato su questo fronte?»), Caterina Dominici e Franco Panizza, Giorgio Bianchini che hanno evidenziato l’opportunità di un confronto democratico su un tema così vasto e sempre attuale. 

 

È poi intervenuto Mauro Fezzi che ha considerata positiva la posizione dei frutticoltori che si sono autoimposti la produzione agricola integrata ed ha precisato che il piano di sviluppo rurale attualmente in vigore prevede norme per il cambio di atomizzatori di nuova generazione. L’ultimo intervento, si era alla mezzanotte, quello dell’assessore alla sanità Remo Andreolli, che ha sottolineato l’importanza dell’attenzione reciproca tra contadino e cittadino.

 

Sergio Branz

Trentino, 16 luglio 2008

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