Nota della redazione di Ecce Terra

 

Nella terra dell’autonomia le liquidità in “rosso” sembrano sempre più diventare, dalla pianura alla montagna, leit motiv e termometro dello stato del malato. Dentro il sottile gioco delle politiche dello scambio, presunti pazienti e guaritori giocano carte false pur di mantenere intatta, e di potenziarla, la possibilità di reciproche intese, favori e tornaconti, con le banche a fare da ago della bilancia e quale fruitore principale (forse al fine di appianare anch’esse bilanci ancora più in “rosso”?) dei pianificati “buchi”.

Tutto ciò giova a presunti pazienti e guaritori; è questo infatti il migliore e collaudato sistema per rendere qualsiasi comunità locale completamente dipendente e sottomessa, tanto più nella terra dell’autonomia speciale.

Finché dura il tempo delle “vacche grasse” (non ancora per molto, di certo non per sempre) il controllo del territorio e del consenso è comunque assicurato. Il prezzo è il degrado di una politica a tutela del bene comune.

 

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Caseificio Fiavè, 48 milioni di debiti
Nel primo semestre oltre 1 milione di “rosso”
Dai revisori di Federcoop riserve sul bilancio

 

TRENTO - Il bilancio consolidato 2007 del Caseificio Pinzolo Fiavè Rovereto chiude con un utile di 142 mila euro. Il risultato, però, è stato ottenuto grazie alla plusvalenza di 4,9 milioni di euro sulla Centrale del latte di via Maccani, venduta per 5,4 milioni alla Maccani Center Srl, che l'ha ormai demolita per far posto ad un immobile commerciale. Senza questa entrata, i 45 milioni di ricavi, pur in crescita del 5,5% sul 2006, non sarebbero riusciti a coprire 49 milioni di costi, di cui 1,6 milioni, quasi il doppio dell'anno prima, per oneri finanziari. L'indebitamento del Caseificio è infatti salito del 15% a oltre 48 milioni. Gli stessi revisori della Federazione della cooperazione hanno dato il via libera al bilancio con alcune riserve. E il primo semestre 2008 non ha migliorato la situazione: le perdite potrebbero aver superato il milione di euro e i sindacati sono in allarme.

 

I conti della cooperativa

Il consolidato di Fiavè mette insieme al Caseificio la controllata Sav Mangimi, peraltro svuotata dell'attività con la cessione a dicembre del ramo d'azienda di Rovereto. I dati economici riclassificati vedono un margine operativo lordo, ricavi meno costi della produzione, negativo per 2,2 milioni, contro un sostanziale pareggio nel 2006. Sul versante patrimoniale, i mezzi propri si fermano a poco più di 5 milioni, mentre i debiti decollano. Sono 33 milioni quelli con le banche, tra i quali i mutui con Cassa Centrale e Unicredit e il nuovo finanziamento di 4,5 milioni della Rurale di Trento. Gli altri comprendono 5,9 milioni verso i fornitori e 5,7 milioni verso i 210 soci.

 

I dubbi dei revisori

Secondo i revisori di Federcoop, Oreste Maines e Enrico Cozzio, non è corretto ammortizzare in vent'anni il disavanzo di fusione con la Centrale del latte di 4,2 milioni. Bisognerebbe farlo in cinque anni, ma questo porterebbe ad un risultato di gestione peggiore per 851 mila euro. Dopo altre osservazioni sulle rimanenze, i revisori sottolineano che la cooperativa «presenta una situazione di squilibrio finanziario ed economico, debolezze strutturali, carenze nell'organizzazione e nei controlli interni, che ne condizionano significativamente l'efficienza operativa e la redditività». La continuità aziendale richiede «una ristrutturazione generale dell'azienda, la riduzione dei costi gestionali e l'incremento delle produzioni a maggiore marginalità».

 

L'allarme dei sindacati

Nella prima parte dell'anno in corso, in cui è entrato in funzione il nuovo stabilimento per lo yogurt a Villalagarina (9 milioni investiti), i conti restano in rosso. I sindacati sono preoccupati per i 100 addetti e le prospettive future dell'azienda. Flai Cgil, Fai Cisl e Uila Uil hanno scritto prima di Ferragosto alla direzione del Caseificio e all'assessore all'agricoltura Tiziano Mellarini chiedendo un incontro urgente. Tra i casi aperti, la sorte dei 14 dipendenti di Sav Mangimi, tuttora, e fino a fine anno, «distaccati» nel Caseificio ma non assunti come previsto dall'accordo raggiunto lo scorso dicembre. Ma in questi giorni le consultazioni investono anche i vertici cooperativi del settore. Si lavora per evitare l'ipotesi emersa, che cioè il Caseificio di Fiavè divenga un fornitore di materia prima della potente coop altoatesina Milkon. Mila, peraltro, si sta affacciando su tutto il comparto lattiero-caseario trentino, ancora diviso: un'altra ipotesi in corso è la sua entrata nella Trevilatte, la società che gestisce la nuova centrale del latte di Spini della Latte Trento. L'ex direttore Il Caseificio non ha ancora sostituito il direttore Giorgio Gosetti. In questa fase la partita è gestita direttamente dal neopresidente Agostino Fustini. Gosetti, che non ha preso liquidazioni per uscire, si sta ricollocando, con l'aiuto della Federazione, in un'altra realtà cooperativa.

 

Francesco Terreri - f.terreri@ladige.it

l’Adige, 20 agosto 2008

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