Discarica a Chiaiano: il progetto è buono o è sbagliato e pericoloso?

 

 

Sabato 9 agosto si è tenuta la Conferenza dei Servizi che ha confermato “il potere assoluto e l’infallibilità” dei responsabili istituzionali che fin da marzo 2008 avevano deciso la realizzazione della discarica senza avere alcuna conoscenza delle problematiche tecniche (geologiche, geotecniche, urbanistiche e ambientali) e quindi della reale idoneità del sito. Come tutti sanno, infatti, le indagini sono state eseguite solo dopo che la Cava del Poligono era stata inserita nel D.L. n. 90 del 23 maggio 08.

 

Si deve tenere presente che tale procedura è anomala. È come se un chirurgo decida di operare una persona prima ancora di avere effettuato tutti i necessari accertamenti analitici e imponga, a tecnici obbligatoriamente compiacenti, dopo l’intervento chirurgico, che tutte le analisi confermino che l’operazione è stata perfetta e che il risultato ottenuto è stato il migliore possibile. In un simile quadro, aberrante e preoccupante, un tecnico che ha il coraggio e la preparazione professionale idonea ad evidenziare l’errore del “capo” viene immediatamente isolato e perseguito senza che sia valutata nel merito la sua relazione, immediatamente definita “di parte” e quindi non attendibile, anche perché rappresenta l’unica voce dissenziente in un generale coro di servili consensi verso l’azione di chi “comanda”. È evidente che il servilismo non salva il paziente.

 

Tornando alla conferenza dei servizi sulla discarica, si fa presente che devono essere lette attentamente le varie relazioni prodotte dai rappresentanti istituzionali perché, nel merito, alcune potrebbero contenere prescrizioni tali da rappresentare delle vere e proprie “bocciature” del progetto. Alla conferenza hanno partecipato rappresentanti di tre istituzioni praticamente “Commissariate” da mesi dal Governo Nazionale (la Regione Campania, la Provincia di Napoli, il Comune di Napoli), rappresentanti di altre istituzioni direttamente “dipendenti” dalla Regione (l’Ente Parco Colline, il Corpo forestale, l’Autorità di Bacino nord occidentale della Campania, l’Arpac e l’Asl Napoli 1 e 2), la Sovrintendenza ai Beni architettonici, il Comune di Mugnano e Marano. Come è evidente i partecipanti erano quasi totalmente e ferreamente “controllati”. Rimane quello che è stato definito “il fronte del no”: i Comuni di Marano e Mugnano (che sicuramente avevano un reale interesse ad entrare professionalmente nel merito del progetto), hanno prodotto una serie di relazioni tecnico-scientifiche nelle quali sono motivatamente evidenziati vari errori che, oltre a rendere non adeguato e addirittura pericoloso il progetto, ribadiscono la non idoneità geologica, geotecnica, urbanistica ed ambientale del sito prescelto per la discarica.

 

A chi credere? Al “potere” e ai suoi compiacenti tecnici o ai professori universitari e professionisti “indipendenti” che fanno uso di buona tecnica e scienza ben documentata e che, tra l’altro, si ispirano al buon senso e al rispetto delle leggi ordinarie che servono a tutelare l’ambiente, l’incolumità e la salute dei cittadini?

 

È evidente che si deve necessariamente e professionalmente entrare nel merito delle argomentazioni sostenute dal Commissario di Governo e dai Comuni di Marano e Mugnano.

Chi ha interesse a farlo e chi lo fa? Da una parte c’è un “potere straordinario e dittatoriale” legalizzato da 14 anni da leggi che consentono, ad una persona nominata dal Governo Nazionale, di spendere i soldi pubblici in maniera “fuori legge in base alle leggi ordinarie” e di non rispettare altre leggi, emanate dal Parlamento, che tutelano l’ambiente e le risorse naturali. Potere straordinario che, come evidenziato da varie indagini della Magistratura tra cui l’operazione “rompiballe” della Procura di Napoli, avrebbe abusato del potere con la gestione dell´emergenza dei commissari Bertolaso e Pansa durante il 1996. Diversi appartenenti alla struttura commissariale e alle imprese coinvolte nei rifiuti in Campania sono stati interessati da provvedimenti giudiziari. E non è la prima volta che ciò accade! La vicenda Chiaiano non sembra rappresentare una netta discontinuità con l’attività commissariale degli anni passati.

 

La relazione elaborata dallo scrivente con il professore geologo G.B. De Medici e il professore ingegnere A. Spizuoco e presentata dai Comuni di Marano e Mugnano alla conferenza dei servizi del 9 agosto 08 contiene un serio allarme: le indagini fatte eseguire dall’ARPAC circa la stabilità delle pareti di cava, alte fino a 70 m circa, hanno fornito risultati sbagliati. Vi sono seri pericoli di crolli di enormi volumi di tufo molto fratturato come già accaduto in una cava vicina nel 1999 quando improvvisamente si distaccarono circa 6000 metri cubi di roccia invadendo il sottostante piazzale di cava. La cava inoltre può essere invasa, durante il periodo piovoso, da colate di fango e detriti. Il progetto del Commissario di Governo non prevede, erroneamente, questi fenomeni. A questo punto è evidente che qualcuno sbaglia: o i tecnici del Commissario di Governo o i consulenti dei Comuni di Marano e Mugnano e dei Comitati di cittadini. Se è vero che il progetto di discarica è sbagliato (circa l’instabilità geomorfologica dell’area) ne consegue che è addirittura pericoloso accedere al piazzale di cava e che nessun tipo di lavoro può essere eseguito nella cava in sicurezza per i lavoratori e l’ambiente se prima non viene adeguatamente messa in sicurezza l’area.

 

È facile stabilire chi abbia ragione: basta fare un confronto “istituzionale” tra i dati rilevati ed elaborati. Le evidenze della reale situazione di instabilità sono tanto palesi che anche un “non addetto ai lavori” indipendente e al di sopra delle parti le comprenderebbe agevolmente; ciò potrebbe garantire l’incolumità dei lavoratori.

 

12 agosto 2008

Prof. Franco Ortolani

Ordinario di Geologia, Università di Napoli Federico II

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