Il “caso Fiavé”: il parere del prof. Luciano Pilati

 

 

Il caso Fiavè

Latte e zootecnia, strategie sbagliate

 

La notizia è esplosiva: il caseificio di Fiavè ha un indebitamento superiore a 36 milioni di euro. È un indebitamento enorme se posto a confronto con il volume d'affari annuo del caseificio medesimo che si attesta attorno ai 40 milioni di euro.

Come sia stato accumulato questo debito non è dato sapere. Di sicuro non è cresciuto in una notte come un fungo e non è nemmeno un frutto di stagione. Comunque sia, il caseificio di Fiavè si trova davanti a una crisi acuta che può avere ripercussioni devastanti sull'intera zootecnia da latte del Trentino.


Il dilemma da affrontare in questa situazione drammatica non è tuttavia se sia meglio aprirsi ad altre realtà o continuare a giocare sotto gli altarini della cooperazione di casa nostra. Quello del polo bianco provinciale è un falso problema; non solo perché la trentinità della filiera latte è un aspetto secondario, ma perché si continua tragicamente a trascurare la questione fondamentale: la competitività dei prodotti offerti.

Razionalizzare le attività industriali della trasformazione del latte è condizione necessaria, ma tutt'altro che sufficiente per far uscire la zootecnia trentina dalla crisi attuale. Sono invece indispensabili alcuni radicali cambiamenti e non solo di tipo materiale.


Il punto di partenza dell'analisi è facile: siccome c'è un divario insanabile tra montagna e pianura dal lato dei costi di produzione del latte, la redditività degli allevamenti trentini è raggiungibile solo se i caseifici cooperativi liquidano agli allevatori prezzi superiori a quelli di pianura. L'integrazione del reddito a mezzo trasferimenti pubblici è efficace solo se si evita di cadere nell'assistenzialismo e l'azienda zootecnica continua ad avere una prospettiva autonoma di mercato. Questo ragionamento vale, con le avvertenze del caso, per le altre produzioni agricole della montagna.

Se confrontiamo i prezzi alla produzione dei principali prodotti agricoli del Trentino con quelli di pianura constatiamo l'esistenza di differenze significative, talvolta macroscopiche.


Nel caso delle mele, il prodotto del Trentino ottiene al cancello dell'azienda agraria mediamente un prezzo più elevato del 50% di quello di pianura.

Una situazione simile si riscontra nel caso dei prezzi liquidati per le uve bianche; in Trentino si è giunti ad osservare differenziali anche dell'ordine del 75%.

Nel caso del latte invece, le differenze di prezzo sono oltremodo modeste: le liquidazioni dei caseifici trentini sono state, nell'ultimo anno, superiori grosso modo del 5% a quelle delle zone di pianura. È un differenziale assai modesto se si considera che la Provincia Autonoma di Trento ha foraggiato massicciamente le cooperative di trasformazione del latte. Perché i differenziali tra il prezzo del latte del Trentino e di pianura sono così ridotti? È così pesante lo svantaggio nella fase intermedia della trasformazione industriale del latte trentino?


Gli studi di marketing agro-alimentare evidenziano che nell'impostazione della filiera bisogna partire dal basso, dalle dinamiche osservate e prevedibili del consumo; si procede poi a ritroso scegliendo i prodotti trasformati da ottenere, quindi si risale fino alle caratteristiche della materia prima da produrre.

Quest'approccio di filiera, che attribuisce centralità alla fase del consumo, rappresenta peraltro già un punto fermo per la viticoltura e frutticoltura del Trentino. Consideriamo la produzione di mele e di uva. Al fine di raggiungere la composizione desiderata dell'offerta è in atto una profonda revisione degli assetti varietali: meno Golden Delicious, più varietà nuove, meno vini rossi, più vini bianchi.


Consideriamo ora il caso dei prodotti lattiero caseari del Trentino. Sulla differenziazione e innovazione di questi prodotti l'encefalogramma è piatto. Che senso ha per il caseificio di Fiavè competere sul prezzo delle mozzarelle con i giganti europei della trasformazione e distribuzione? E quali risultati economici può sortire la produzione del Grana Trentino, una variante di un prodotto di pianura con posizionamento di prezzo inferiore ad un'altra produzione di pianura come il Parmigiano Reggiano?

Non è forse meglio puntare su un prodotto leader di prezzo sul mercato dei formaggi duri da grattugiare, con un nome assolutamente specifico - Cecco Beppe per esempio - che non evochi nulla di quanto già esiste? E per i formaggi tipici trentini cosa si intende fare?


Quando, come è accaduto in Trentino negli ultimi anni, la strategia di mercato è sbagliata dal lato dei prodotti, si incontrano difficoltà di sbocco e si riduce progressivamente il prezzo liquidato all'allevatore. L'azienda zootecnica, per recuperare redditività cerca allora di comprimere il costo medio di produzione sfruttando le economie di scala, cioè aumentando il numero dei capi e/o la resa. Il risultato è una selezione avversa della qualità del latte con effetti negativi lungo tutta la filiera. Si arriva di conseguenza al capolinea con le mozzarelle in eterna svendita, maxi impianti di biogas da realizzare e amministratori nel panico. Che tristezza! Le aziende zootecniche trentine sono diventate, paradossalmente, vittime di strategie provinciali di politica agricola inappropriate rispetto alle specificità della filiera latte.

Non è dunque possibile oggi per i decisori della politica agricola provinciale scaricare sugli altri le loro personali responsabilità. Non possono fingere di scoprire un disastro che era annunciato da tempo. Non possono sostenere di aver controllato e agito per tempo. Non possono, soprattutto, dimenticare di aver sperperato una montagna di denaro pubblico per la nascita del fantomatico polo bianco provinciale.


Ora tocca agli allevatori cercare soluzioni condivise senza timori riverenziali nei confronti di una regia provinciale che si è dimostrata, dati alla mano, fallimentare.

 

Luciano Pilati

È professore di Marketing dei prodotti agro-alimentari

presso la Facoltà di Economia dell'Università degli Studi di Trento

 

l’Adige, 26 agosto 2008

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