Il Comitato chiede chiarezza
Per l'impianto di biogas ancora informazioni confuse

 

 

GIUDICARIE ESTERIORI - Periodo di interrogativi per il Comitato iniziative Giudicarie Esteriori, il movimento nato tre anni or sono con lo scopo, tra gli altri, di opporsi alla realizzazione di un maxi-impianto di biogas nella zona del Lomaso.

All'interno del Cige ci si chiede, infatti, a che punto sia l'iter che dovrebbe portare alla costruzione di tale opera, di cui da tempo ormai non si sente più parlare. «Nel nostro continuo lavoro alla ricerca di informazioni - esordisce il presidente del comitato, Alvaro Armellini - abbiamo sentito voci discordanti: alcuni, tra cui il neopresidente del Caseificio Sociale Agostino Fustini, ci dicono che tutto è in alto mare, altri che invece sono molto avanti con i lavori; quel che è certo è che da oltre un anno non ci sono state date informazioni ufficiali. Fortunatamente pochi giorni fa il sindaco di Lomaso, comune capofila, ci ha garantito che convocherà a breve tutti i comuni interessati per sentire qual è la situazione».

 

In Piazza Dante sembra però che l'intenzione chiara sia quella di realizzare l'impianto: «Recentemente mi sono incontrato con l'assessore competente Mellarini - continua Armellini - e mi ha garantito che è sua intenzione costruire l'opera; all'interno del nostro gruppo ci chiediamo allora su che cosa si fondi questa ostinata volontà, visto che gli agricoltori che sostengono l'idea del maxi-impianto non sono molti e che con la nostra raccolta firme la popolazione non si è certo dichiarata favorevole all'iniziativa». Proprio riguardo le oltre quattrocento firme raccolte lo scorso anno dal Cige a Fiavè, ma totalmente ignorate dall'amministrazione comunale, il comitato ha inviato una missiva al presidente della Giunta provinciale Lorenzo Dellai, che nel nome di una democrazia realmente partecipativa viene invitato ad attivare un tavolo di confronto per permettere la ripresa del dialogo fra le varie componenti interessate al problema, sospendendo intanto ogni decisione in merito al discusso impianto.

 

Altro interrogativo che ci si pone con insistenza all'interno del Cige riguarda l'attuale situazione del mondo agricolo giudicariese, situazione non certo rosea. «In qualità di cittadini di questa valle - conclude il presidente del comitato - siamo molto preoccupati per il momento che sta attraversando l'agricoltura della nostra zona, le cui difficoltà sono sotto gli occhi di tutti; a questo punto ci viene da dire, a malincuore, che avevamo ragione noi quando insistevamo sul fatto che la linea da seguire era quella della qualificazione del prodotto, e non quella della quantità sul modello similpadano».

 

Angelo Zambotti

l’Adige, 26 agosto 2008

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