Frane in val Scartazza, le responsabilità ci sono

 

In una lettera a firma di Riccardo Fedele, assessore alle Foreste del Comune di Telve apparsa recentemente sull'Adige, venivo citata per una mia irresponsabile considerazione riportata dalla stampa l'indomani della rovinosa frana della val Scartazza.

Nel contesto di una articolata argomentazione con i due cronisti ricordai anche quell'intenso disboscamento su di un ripido crinale, contestato vivacemente da due miei anziani famigliari, consapevoli della fragilità storica della Scartazza. Ma soggetto di quella riflessione con i due giornalisti era ben altro.

Erano le eventuali responsabilità delle Istituzioni sull'accaduto: la val Scartazza, assicura l'assessore Fedele, è franata a causa di una violenta tempesta, mentre si sottace che dopo mesi di pioggia la valle, ingrossatasi da giorni in maniera preoccupante, richiedeva un elementare urgente sopralluogo a monte, per garantire quanto meno l'incolumità ai residenti, sopralluogo peraltro richiesto in modo informale da una residente del luogo a un responsabile dei bacini montani e andato disatteso.

La domanda quindi era e rimane: a chi spettava e spetta il monitoraggio della val Scartazza? Alle pubbliche amministrazioni o ai proprietari confinanti con il corso d'acqua? Sul massimo impegno poi di tutela ambientale da parte della pubblica amministrazione di Telve, di cui parla orgogliosamente l'assessore Fedele citando la certificazione Emas, mi soffermerò solo su località Pupille, un tempo perla della val Calamento, invitando chiunque a conoscerla e poi a disconoscerla: percorrendo in salita, tra i prati, una strada asfaltata abusivamente per ben due volte, in alto, a lato di un corso d'acqua, il rio Scartazza appunto, una zona anche da foraggio si apre a due fragolaie immense, ricoperte da plastiche accecanti, accudite con metodi non certo bio-organici: la presenza di queste coltivazioni intensive, in contrasto con la salvaguardia del paesaggio rurale locale, da anni e a due passi dall'Oasi Valtrigona, rappresenta una ferita indecente nel cuore del Lagorai che non trova alcuna giustificazione, men che meno quella del profitto a ogni costo e in ogni luogo, supportato da una Provincia sorda e cieca alle autentiche necessità per la conservazione della montagna. La certificazione ambientale Emas II, quindi, oltre che l'ennesimo spreco di danaro pubblico, altro non è che un ingannevole specchio per le allodole, che mai potrà sostituire la coscienza di una cittadinanza, primo vero esattore del proprio territorio.

 

Laura Zanetti

l’Adige – Lettere, 1 settembre 2008

 

 

Nessuna deforestazione in val Scartazza

 

Sull'Adige di domenica 3 agosto è stata data notizia dell'evento calamitoso occorso in località Calamento (Pupille) dove, a causa del forte temporale abbattutosi sulla zona, una grande quantità di acqua, fango e detriti vari, convogliatisi lungo la val Scartazza, ha invaso i prati della località Pupille. La val Scartazza è una piccola valle di formazione morenica che interessa nella parte alta l'Oasi di Valtrigona di proprietà del Wwf, nella parte centrale il bosco d'alto fusto di proprietà del Comune di Telve, per finire poi nel pianoro della località Pupille di Calamento.

L'articolo dal titolo «Una frana sfiora quindici famiglie» riportava fra l'altro la dichiarazione della signora Laura Zanetti che indicava quale causa dell'evento «una intensa deforestazione». In qualità di assessore comunale alle foreste vorrei precisare che tutto ciò non corrisponde al vero. La zona interessata dall'evento non è oggetto di tagli di legname da oltre 15 anni. La gestione del bosco segue precisi criteri di coltivazione, i tagli avvengono periodicamente secondo quanto disposto dal piano di assestamento dei beni silvo-pastorali redatto da esperti professionisti ed approvato dalla giunta provinciale, inoltre i tagli avvengono sulla base delle martellate effettuate dall'ufficio distrettuale forestale della Provincia.

La possibile causa dell'evento calamitoso non può essere quindi ricercata nel taglio indiscriminato delle piante, che non c'è stato, ma nell'eccezionalità e violenza della grandinata che si è abbattuta sulla zona. I conoscitori e gli esperti della montagna sanno bene quali danni può provocare un forte temporale e conoscono bene anche la differenza fra «indiscriminata deforestazione» e gestione oculata e corretta del patrimonio silvo-pastorale. L'amministrazione comunale di Telve ha rivolto il massimo impegno alla salvaguardia e al rispetto ambientale, sia come mantenimento di un ambiente integro e vivibile che come tutela della popolazione che vi abita, ne è dimostrazione la certificazione ambientale Emas II che il Comune ha ottenuto lo scorso anno, fra i primi in Trentino.

 

Riccardo Fedele - assessore alle foreste del Comune di Telve

l’Adige – Lettere, 22 agosto 2008

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