“Sui pesticidi l’allarmismo non serve”

 

 

VAL DI NON - «Non ho nulla da dichiarare». Questa, a botta calda, la risposta di Mario Springhetti, presidente del distretto sanitario della Valle di Non e assessore comunale all'ambiente di Cles, in merito all'articolo sui pesticidi utilizzati in agricoltura pubblicato ieri. Per le cariche che ricopre, Springhetti è direttamente «tirato in campo» dal «Comitato per il diritto alla salute in Val di Non», dato che una delle analisi compiute riguarda Doss di Pez, a Cles. «Che lì si trovino residui di pesticidi è possibile», ammette Springhetti, che però difende il proprio operato e quello delle istituzioni: «Stiamo lavorando per dare risposta al problema. Abbiamo dialogato anche con i componenti del comitato, siamo disposti a discutere con chiunque. Ma serve una analisi scientifica, continuata nel tempo, ed è quanto stiamo facendo. Uno degli impegni che abbiamo preso è stendere un regolamento unitario, per i trattamenti antiparassitari, per uniformare le norme sull'intera valle. Ci stiamo lavorando, abbiamo preso l'impegno di metterlo a punto entro fine anno, ed è nostra volontà rispettarlo».


Altro amministratore coinvolto dalle analisi effettuate dal comitato è Rolando Valentini, sindaco di Tassullo ed assessore all'ambiente del C6: residui di pesticidi sarebbero stati riscontrati al parco giochi di Rallo, frazione di Tassullo. «È di pochi giorni fa un incontro con l'Azienda sanitaria, per un comitato di controllo che operi su precise basi scientifiche», afferma Rolando Valentini, che non nasconde un certo «fastidio» per le analisi del «Comitato diritto alla salute». «Abbiamo previsto analisi sistematiche delle polveri su un campione di 20 abitazioni private, poste nei pressi di campagne coltivate a meleto intensivo. Si sta lavorando per dare precise risposte, "loro" escono con queste analisi... Siamo assolutamente tranquilli, sia come cittadini sia come amministratori, abbiamo preso a cuore il problema, intendiamo procedere con metodo. Non si possono fare delle analisi a caso. Ad esempio è inutile raccogliere campioni non appena sono stati eseguiti trattamenti antiparassitari, bisogna valutarne l'effetto nel tempo». Valentini ribadisce la massima disponibilità al dialogo con tutti. «Bisogna anche tener conto di quanto è stato fatto», continua. «Abbiamo condotto uno studio in collaborazione con Appa ed Azienda sanitaria, è risultato che non c'è un collegamento tra trattamenti e certe malattie sul territorio. Stiamo lavorando per stendere regolamenti chiari, e condurre analisi appropriate. Non sottovalutiamo il problema, ma non bisogna fare dell'allarmismo ingiustificato».

 

Guido Smadelli

l’Adige, 11 settembre 2008

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