“La deliberata spietatezza con la quale la popolazione operaia è stata usata per aumentare la produzione di beni di consumo e dei profitti che ne derivano, si è ora estesa su tutta la popolazione del pianeta, coinvolgendone la componente più fragile che sono i bambini, sia con l’esposizione diretta alla pletora di cancerogeni, mutageni e sostanze tossiche presenti nell’acqua, aria, suolo, cibo, sia con le conseguenze della sistematica e accanita distruzione del nostro habitat”.

L. Tomatis, 1987

 

 

Vivere intorno ad una fonte di emissione di mercurio  
quale una centrale a carbone o un inceneritore
 aumenta il rischio di ammalarsi di autismo

 

 

Uno studio recente effettuato dalla University of Texas Health Science Center (San Antonio, Texas, USA) e pubblicato sulla nota rivista Journal Health & Place, ha messo in evidenza la presenza di un rischio statisticamente significativo tra la quantità di mercurio emesso da una fonte industriale d’inquinamento e l’incremento d’incidenza dell’autismo nei bambini che vivono nel territorio circostante.

 

La parola "autismo" deriva dal greco "autús" che significa "se stesso” e, come malattia o modello particolare di struttura psichica, si evidenzia drammaticamente per l’isolamento, l’anestesia affettiva, la scomparsa dell’iniziativa, le difficoltà psico-motorie, il mancato sviluppo del linguaggio.

Accanto a queste espressioni, di per sé già disturbanti e fortemente disabilitanti, gli autistici dimostrano un’importante incontinenza emotiva che si espleta con urla, corse afinalistiche, ipercinesie, a volte aggressività, angoscia e terrore.

Avere un figlio affetto da autismo richiede un enorme impegno da parte dei famigliari ed è causa di una grande, costante preoccupazione.

I risultati di questa ricerca coincidono con quelli di numerosi altri studi che confermano l’elevata quantità di mercurio presente nelle piante, negli animali e negli esseri umani che vivono vicino a una fonte di emissione di questo elemento.

 

Il prezzo che i bambini pagano è sicuramente il più alto. Infatti, l’esposizione anche a dosi estremamente basse di numerosi inquinanti quali il mercurio, quando avviene durante quel periodo critico di formazione e sviluppo del sistema nervoso in soggetti geneticamente predisposti, può aumentare il rischio di gravi patologie quali l’autismo.

 

La combustione del carbone è una delle cause più importanti di emissione nell’ambiente di mercurio; il carbone può contenere fino a 150 volte la quantità di mercurio presente nell’olio combustibile (Ambient Air Pollution by Mercury (HG). Position Paper. European Communities, 2001).

Gli autori dello studio hanno esaminato i dati di emissione di 39 centrali a carbone e di altre 56 sorgenti industriali presenti in Texas e li hanno messi a confronto con l’incidenza dell’autismo nei bambini che frequentavano 1.040 distretti scolastici.

I risultati sono stati molto chiari. Vivere intorno ad una fonte di emissione di mercurio quale una centrale a carbone o un inceneritore, aumenta in modo statisticamente significativo il rischio di ammalarsi di autismo. L’aumento d’incidenza della malattia ha mostrato una riduzione dell’1-2% per ogni 16 chilometri di distanza dalla fonte stessa.

 

Parte del mercurio emesso nell’ambiente si deposita al suolo e, in seguito all’azione di alcuni batteri, viene trasformato in metilmercurio, una forma estremamente tossica. La contaminazione degli ecosistemi acquatici ne comporta il suo accumulo nel tessuto dei pesci e il suo ingresso nella catena alimentare.

In Inghilterra, Stati Uniti, Nuova Zelanda, Canada e Australia, a causa di livelli elevati di metilmercurio nel pesce, allo scopo di proteggere la popolazione più a rischio (bambini e donne durante la gravidanza), viene consigliato di non mangiare o limitare l’assunzione di quei tipi di pesce nei cui tessuti è stata trovata una dose pericolosa di mercurio (Chief Medical Officier Urgent Comunication: Food Standard Agency: 14 May 2002).

 

Mentre l’esposizione al mercurio attraverso il consumo di pesce è ben documentata, si conosce molto poco su altre forme di esposizione quali l’aria e l’acqua potabile.

L’agenzia degli Stati Uniti per la Protezione dell’Ambiente (EPA) stima che di 158 tonnellate annue di mercurio emesse, il 33% proviene dalla combustione del carbone e il 29% dalla combustione dei rifiuti.

A conferma, inoltre, delle giuste preoccupazioni dei cittadini che lottano contro l’uso del carbone nella centrale di Civitavecchia, nel decreto del governo di Valutazione dell’Impatto Ambientale (V.I.A.) della centrale stessa si legge:

Si esprime perplessità riguardo al fatto che le emissioni di mercurio possano essere effettivamente contenute nel valore dichiarato di 0.8 microgr/Nm3”. (pag. 18, riga 16) “Con la centrale a carbone ci sarà un aumento del 50% delle emissioni di mercurio”. (pag. 39, riga 26 - relazione istruttoria)

 

L’aumento delle emissioni di mercurio contrasta con l’EU Legislation and Policy Relating to Mercury and its compounds, Working document, March 2004, 1.1. Regulatory area: Main rilevant Provision. In questo documento si afferma, infatti, la forte volontà della Commissione Europea di ridurre l’inquinamento da mercurio presente nell’aria, nell’acqua e nel terreno, al fine di ottenere un alto livello di protezione per la popolazione.

Non è possibile valutare la quantità di mercurio che verrà emessa nell’aria in forma ossidata e in forma elementare. La prima porrà un rischio d’inquinamento da mercurio per le popolazioni che risiedono in un raggio di centinaia di km dalla centrale a carbone; le emissioni di mercurio in forma elementare causeranno invece un danno su scala mondiale (U.S. Department of Energy National Energy Technology Laboratory – Five Year Research Plan on Fine Particulate Matter in the Atmosphere. FY2001-FY2005.8, pag. 27).

 

Dr. Giovanni Ghirga

Portavoce per il Lazio

Coordinamento Nazionale dei Comitati

dei Medici per l’Ambiente e la Salute

 

PS

Di tutti i media ai quali sarà inviato questo documento, come sempre, solo pochi giornali informatici saranno autorizzati a pubblicarlo, perpetrando la frustrazione alla quale sono costretti numerosissimi giornalisti per necessità di portare a casa uno stipendio. Lo sappiamo, ma speriamo che ogni tanto uno scatto d’orgoglio possa far sfuggire alla stretta censura qualche informazione importante.

 

 

Health Place. 2008 Feb 12.

 

Proximity to point sources of environmental mercury

release as a predictor of autism prevalence

 

Palmer RF, Blanchard S, Wood R.

University of Texas Health Science Center, San Antonio Department of Family and Community Medicine, 7703 Floyd Curl Drive, San Antonio Texas, Mail Code 7794, TX 78229-3900, USA.

 

The objective of this study was to determine if proximity to sources of mercury pollution in 1998 were related to autism prevalence in 2002. Autism count data from the Texas Educational Agency and environmental mercury release data from the Environmental Protection Agency were used. We found that for every 1000 pounds of industrial release, there was a corresponding 2.6% increase in autism rates (p<.05) and a 3.7% increase associated with power plant emissions (P<.05). Distances to these sources were independent predictors after adjustment for relevant covariates. For every 10 miles from industrial or power plant sources, there was an associated decreased autism Incident Risk of 2.0% and 1.4%, respectively (p<.05). While design limitations preclude interpretation of individual risk, further investigations of environmental risks to child development issues are warranted.

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