L'Associazione Samten Chöling Onlus
sostiene la causa del popolo tibetano

Comunicato stampa - 4 ottobre 2008

 

Gianni Festini Brosa, il Lama Geshe Lodoe Gyatso e Tashhi Tulku

 

 

Gentile redazione,

 

vogliamo portare alla Vostra attenzione l'evento organizzato in data 3 ottobre dall’Associazione Samten Chöling Onlus, Centro Buddhista di Trento.

L’Associazione Samten Chöling Onlus sostiene attivamente la causa del popolo tibetano (più di duemila persone hanno visitato la mostra “L’eredità del Tibet” organizzata a Trento all’inizio di luglio) e, terminate le Olimpiadi, non ha fermato la richiesta del rispetto dei diritti umani in Tibet e nel mondo. L’incontro di venerdì 3 ottobre, dal titolo “Viaggio nella Mente e nei Fatti”, organizzato presso la Sala della Fondazione Caritro a Trento, aveva come scopo principale la divulgazione e il resoconto di un anno di attività della Onlus assieme al racconto di due mesi di sciopero della fame da parte del presidente Gianni Festini Brosa, portato avanti a sostegno dei diritti umani del popolo tibetano e di tutti gli oppressi ovunque vivano.

 

Vi richiediamo di pubblicare questo resoconto anche perché le associazioni come la nostra hanno per legge diritto a spazio sui media dato che trovano difficoltà ad utilizzare mezzi propri. Tra l’altro, il primo risultato ottenuto con questo impegno è stato un atto di hackeraggio diretto contro l’associazione che ha danneggiato il nostro sistema e-mail, con conseguente perdita di tutti i dati (nuova email dell’associazione: samtencholing@akfree.it).

Chiediamo quindi con umiltà la possibilità di ottenere uno spazio, spettante di diritto, per portare a conoscenza della popolazione trentina, mai informata a sufficienza, questa forma di protesta non violenta, che cerca di ottenere ciò che più avanti leggerete.

I fatti collegati a questo sciopero della fame sono già stati trasmessi agli organi di stampa tibetani e ai siti internazionali a loro abbinati; anche per questa diffusione internazionale dell’iniziativa riteniamo sia buona cosa divulgare questa volontà di conoscenza dei valori umani proprio sul territorio locale da dove è partita.

Un grazie va sottolineato invece per chi, all’interno del giornale “Trentino”, ha fatto si che Gianni Festini Brosa potesse essere intervistato, pubblicando poi quanto dichiarato.

 

Le richieste di Festini Brosa sono, prima di tutto, l’apertura di un tavolo di discussione attorno al quale venga presa in considerazione da parte della classe politica, l’opportunità di stabilire delle richieste, che non sono un embargo, sui prodotti commerciali importati, riguardanti la qualità del prodotto e l’assoluta assenza sia di sfruttamento di manodopera -sia infantile che prigioniera- che della violazione dei diritti umani dei lavoratori. La seconda è che associazioni come il Samten Chöling Onlus, che operano instancabilmente a sostegno dei più deboli (e con questo non intendiamo distinguere tra i diversi molteplici possibili destinatari dell’aiuto) possano avere una sede adeguata al proprio lavoro sapendo che i siti liberi a disposizione ci sono, ma per qualche ragione (politica?) non vengono assegnati. In questo modo si viola un diritto delle associazioni ad esistere e alla libera espressione. Se è un discorso di qualità, chi giudica chi? Il presidente dell’associazione Samten Chöling Onlus non ama giudicare, porta solo gli eventi davanti ai nostri occhi e lascia alla nostra morale e coscienza la sensibilità di una decisione corretta.

L’appuntamento per aprire il dialogo con i politici che risponderanno all’appello di Festini è per le giornate del 31 ottobre e 1-2 novembre quando, in occasione della Fiera “Fa la cosa giusta”, l’Associazione inviterà i politici ad aprire una pubblica tavola di discussione.

 

Durante la serata del 3 ottobre Gianni Festini Brosa ha portato i partecipanti attraverso i vari progetti di aiuto a cui la Onlus Trentina ha dato forma e concretezza, sia a favore delle comunità tibetane profughe nel Sud dell’India che degli stessi abitanti indiani della regione. A supportare le immagini e i dati presentati è stata la presenza dei monaci tibetani Lama Geshe Lodoe Gyatso e Tashi Tulku (lama reincarnato) che hanno portato la loro testimonianza sulle condizioni di vita dei tibetani in patria e profughi nel mondo. Le proteste pacifiche che continuano ad essere portate avanti dai tibetani e da coloro che li supportano hanno bisogno di quante più voci possibili per farsi sentire, tuttavia esistono dei limiti. Il Lama Geshe Lodoe Gyatso ha spiegato come il Dalai Lama stesso abbia chiesto a dei monaci di interrompere uno sciopero della fame perché nelle condizioni in cui erano era diventata una forma di violenza verso loro stessi; allo stesso modo Geshe Lodoe ha chiesto a Gianni Festini Brosa di interrompere il suo sciopero, prima che diventi una forma di violenza verso lui stesso e chi gli sta vicino.

 

Pur comprendendo il messaggio del suo Maestro, Festini ha spiegato come le sue motivazioni siano ben più grandi della richiesta e che avrebbe continuato fino all’appuntamento di novembre; il pubblico, toccato dalla sua dichiarazione, ha dato una chiara risposta. Otto dei presenti alla serata si sono offerti di creare una catena di digiuno della durata di un mese a supporto di Gianni Festini Brosa, per permettere che egli possa alleggerire il peso che porta e riprendere ad alimentarsi. Gli otto, che faranno da uno a quattro giorni di digiuno a testa, si sommano alle altre sei persone che, dall’8 di agosto si sono andate via via affiancando a Festini Brosa con dei regimi di alimentazione limitata (ognuno ha tolto alcuni alimenti dalla dieta, da chi ha tolto la carne e il vino, a chi è ora completamente vegano). (alleghiamo per conoscenza copia del calendario e dei nominativi, da non pubblicare)

 

Alla serata erano presenti i rappresentanti delle comunità tibetane di Trento e il presidente della Sezione italiana dell’Associazione Students for a Free Tibet, i quali, commossi dalla determinazione di Gianni Festini Brosa, hanno ringraziato ed hanno deciso di divulgare la notizia a livello mondiale.

L’incontro si è concluso con una preghiera finale e l’invito a ritrovarsi tutti alla Fiera “Fa la Cosa Giusta”.

 

Chiediamo alla vostra redazione di pubblicare questa notizia, per permettere alla nostra Associazione di esprimere pubblicamente le sue richieste per il rispetto dei diritti umani.

 

Grazie.

Gianni Festini Brosa - Samten Chöling Onlus

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