Sul binario morto
Speciale BBT-TAV

 

 

I problemi che esistono al mondo non possono essere risolti con lo stesso modo di ragionare con il quale sono stati creati.” (Albert Einstein)

 

Forse ti domandi perché dovresti leggere questo opuscolo. Probabilmente pensi che la politica economica e la politica dei trasporti ad essa collegata venga decisa da altri e che tu, come singolo, non possa far nulla per cambiarla.

Ma è veramente così?

 

Abbiamo scritto questa brochure perché crediamo che l’informazione sia di grande importanza nella nostra società e perché pensiamo che ci rendiamo la vita fin troppo facile quando deleghiamo ad altri la responsabilità che abbiamo nei confronti del nostro mondo, ad altri che spesso non agiscono nell’interesse del popolo, bensì rappresentano innanzitutto gli interessi di potenti lobby economiche.

 

Vogliamo mostrarti l’altra faccia, quella brutta, dell’attuale distruttiva politica economica e dei trasporti, un aspetto che nel nostro paese ci viene presentato come qualcosa di inevitabile.

Vogliamo fare riferimento a tutti quegli aspetti che molti di noi non vedono (o non vogliono vedere) oppure non riescono ad immaginarsi in tutta la loro portata. Sono gli irreversibili danni ambientali, le minacce alla salute di molte migliaia di persone, gli effetti sociali e comunitari di un’assurda politica dei trasporti, che è rivolta contro il benessere dell’umanità e che ne distrugge gli spazi vitali ed economici.

 

Nello stesso tempo vogliamo indicarti dei modi per uscire da questa situazione disperata.

Una cosa è chiara: le lobby economiche agiscono secondo un modello economico che si basa sul raggiungimento del massimo profitto, sul consumismo, sullo spreco e la depredazione di risorse naturali. La sfrenata crescita economica sembra essere l’unica artefice del benessere e della felicità dell’umanità. Vengono creati continuamente nuovi bisogni, per il cui soddisfacimento si devono pagare prezzi ecologici e sociali ingenti.

 

Ma la Terra può sopportare un’ulteriore ed incontrollata crescita economica?

Un numero crescente di economisti e sociologi, come ad esempio Serge Latouche e Jean-Marie Harribey, mette in guardia di fronte al perseguimento di questa politica di crescita sfrenata. La Terra, al contrario, ha invece bisogno di una decrescita nel senso di un controllo e di un rallentamento della crescita negli ambiti economici che comportano un impatto ambientale troppo grande.

 

Anche se risulta evidente che un siffatto processo non possa aver luogo dall’oggi al domani, è però necessario un ripensamento e questo deve partire da ciascuno di noi. Si tratta di liberarsi del modello ormai consolidato del “sempre di più” (Latouche) e di impegnare la nostra immaginazione per una società del futuro che sia nuovamente in grado di porre limiti, che viva con e della natura, senza distruggerla. Il nostro mutato comportamento influenzerà anche coloro che prendono le decisioni in politica ed in economia e ne cambierà il modo d’agire.

Continua

 

Silvia Bacca

Movimento popolare STOP BBT!

Prati di Vizze

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