Il progetto costerà almeno 18 miliardi di euro
Tunnel Spagna-Marocco entro il 2025?

 

 

Madrid e Rabat hanno presentato all’Unione europea il progetto per la costruzione del tunnel che collegherà, per la prima volta, Europa e Africa. Restano molti problemi tecnici. Ed anche economici.

 

Lunedì 13 ottobre i ministri degli esteri e dei trasporti di Spagna e Marocco hanno presentato al Consiglio degli Affari generali dell’Unione europea l’ultimo studio di fattibilità del progetto del tunnel che attraverserà lo Stretto di Gibilterra.

Si tratta di un collegamento ferroviario e autostradale diretto che dovrà essere costruito a 400 metri di profondità (un record assoluto) e che collegherà Capo Malabata, vicino Tangeri, a Punta Paoloma, a Tarifa, a una trentina di chilometri da Gibilterra, un percorso di circa 38 chilometri (di cui almeno 27 sott’acqua) di doppio tunnel, che richiederà almeno 15 anni di lavori, dal 2010 al 2025.

Lo studio del progettò risale al 1978, nel 1980 è stato firmato il primo degli accordi tra l'allora re Hassan II e re Juan Carlos di Spagna che prevedeva la costruzione del tunnel. Rimasto per anni solo una proposta sulla carta, dall'inizio del 2007 il progetto sembra aver prospettive concrete di realizzazione, anche se le sfide restano, sia sul versante tecnico che su quello economico.

 

I primi ad avanzare perplessità sull’opera sono proprio le società incaricate della  costruzione: la spagnola SECEG (che lavora assieme alla marocchina SNED), proprio in base ai risultati dello studio, si è detta scettica sulle modalità di realizzazione del tunnel, soprattutto a causa dalle due porzioni di terreno argilloso che dovrebbe attraversare. Nonostante siano necessari studi supplementari per verificare la composizione effettiva del terreno, ci sono anche altre preoccupazioni: la pressione dell’acqua nei fondali dello Stretto (500 tonnellate al metro cubo), e l’alta sismicità dell’area.

Le previsioni parlano inoltre di un investimento di 18 miliardi di euro, a fronte del passaggio, nel solo primo anno di apertura, di 9 milioni di persone e di 8 milioni di tonnellate di merci, cioè il raddoppio  del traffico attuale. Gli studi di fattibilità sono costati finora 30 milioni di dollari. Se incasserà il via libera dall’Ue, il progetto verrà finanziato da Banca Mondiale, Banca Europea degli Investimenti, Fondo Africano per lo Sviluppo, e alcuni fondi arabi, ma non è chiaro se la copertura economica del progetto sia totale. Il tunnel ha già ottenuto il sostegno del Consiglio economico e sociale dell’Onu, che in una risoluzione del 2007  ne ha sottolineato gli importanti ritorni economici.

 

Nigrizia, 13 ottobre 2008

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