Ma Dellai e Andreatta conoscono le leggi?

 

 

Sulla stampa di oggi abbiamo letto la replica di Dellai e Andreatta alle sintesi giornalistiche – non al testo integrale! - del nostro dettagliato documento sui rapporti tra Comuni e PAT in materia di politiche di gestione dei rifiuti.

Da “politici navigati” hanno preferito non entrare nel merito delle nostre argomentazioni, limitandosi a ripetere gli slogan sulla necessità dell’inceneritore e stabilendo nuove tabelle di marcia dell’iter amministrativo e di realizzazione.


Su un punto ci permettiamo di insistere, ovvero sul “trasferimento forzato” delle competenze dai Comuni alla PAT a partire dal 2009, dovuto alla mancata stipulazione della Convenzione tra i 223 Comuni, prevista dal Testo unico delle leggi provinciali in materia di tutela dell’ambiente dagli inquinanti.

Il comma 5 dell’articolo 72 del Testo Unico (DPGP, 26 gennaio 1987, n.1-41/Legisl) recita infatti: “Nel caso di mancata osservanza da parte dei comuni delle direttive di cui al comma 4, ovvero di ritardo od omissione di adempimenti previste da questa legge o dagli atti in essa contemplati, la Giunta provinciale provvede in via sostitutiva ai sensi dell’articolo 57 della legge regionale 4 gennaio 1993, n. 1 (Nuovo ordinamento dei comuni della regione Trentino – Alto Adige), sentiti gli organismi rappresentativi dei comuni. La Giunta provinciale provvede ai sensi del presente comma anche nel caso in cui la convenzione prevista dal comma 2 non sia conclusa entro il 31 dicembre 2008”.

 

La legge parla chiaro. Forse Dellai e Andreatta non la conoscono…

Il vicesindaco di Trento si è impegnato a confrontarsi con il Consiglio delle Autonomie, non appena il gruppo di studio avrà terminato il lavoro di preparazione del bando di gara.

A nostro parere, invece, i Comuni e i loro organi di rappresentanza andavano coinvolti già nella scelta degli indirizzi e delle linee guida da affidare ai sei consulenti, compresa l’individuazione delle alternative possibili per il trattamento finale dei rifiuti (inclusa l’opzione zero), in considerazione dei recenti positivi risultati della raccolta differenziata e della progressiva diminuzione complessiva dei rifiuti.

Viceversa si corre il rischio che gli altri 222 Comuni del Trentino dal ruolo di protagonisti – garantito loro dalle normative vigenti – siano declassati a quello di silenziosi testimoni e che il Consiglio delle Autonomie (Consorzio dei Comuni) possa fungere da semplice organo di ratifica di decisioni prese altrove.

 

Trento, 23 ottobre 2008

 

Paolo Mayr e Salvatore Ferrari

Presidente e Vicepresidente della sezione trentina di Italia Nostra

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