PETIZIONE POPOLARE

CONTRO I SUSSIDI ALL’INCENERIMENTO DEI RIFIUTI

ai sensi dell’art. 50 della Costituzione Italiana

(con preghiera di trasmissione alla competente commissione Parlamentare ai sensi degli artt. 140 e 141 del Regolamento del Senato e ai sensi dell'art. 109 del Regolamento della Camera)

 

I sottoscritti si rivolgono con la presente petizione popolare, promossa da Greenpeace e Rete Nazionale Rifiuti Zero ai sensi dell’art. 50 della Costituzione della Repubblica Italiana, ai Presidenti di Camera e Senato, affinché garantiscano interventi normativi volti a fermare gli incentivi statali agli impianti d’incenerimento verso la promozione di processi di produzione pulita e recupero di materia attraverso riciclaggio e compostaggio.

 

 

Al Presidente della Repubblica

Carlo Azeglio Ciampi

 

Al Presidente del Senato

Marcello Pera

 

Al Presidente della Camera

Pierferdinando Casini

 

 

Noi sottoscritti, cittadine e cittadini italiani

 

Premesso che

in Italia è in atto il tentativo di realizzare un gran numero di inceneritori anche sotto forma di “impianti industriali” che utilizzano i rifiuti come combustibile;

i sostenitori di questa politica cercano, attraverso un’opera di mistificazione mediatica, di accreditare i moderni inceneritori alla stregua di impianti di produzione di energia elettrica (definendo questi impianti con neologismi, quali termovalorizzatori);

bruciare rifiuti, oltre ad incoraggiare la loro produzione, è indice di spreco di materia/energia se confrontato con il recupero mediante riciclaggio e compostaggio, i cui risultati sono da 3 a 5 volte più vantaggiosi della combustione.

 

Preoccupati

del potenziale impatto ambientale e sanitario dell’incenerimento dei rifiuti attraverso l’emissione di sostanze inquinanti e persistenti, fra cui diossine, furani e metalli pesanti;

della produzione di scorie e ceneri tossiche a valle del trattamento termico, il cui smaltimento finale richiede comunque l’uso di discariche;

che i processi decisionali spesso eludono le valutazioni ambientali e sanitarie, il confronto con le proposte alternative, ma soprattutto la compartecipazione dei cittadini a scelte importanti per la comunità;

dei lauti sussidi pubblici che gli impianti d’incenerimento godono in Italia, senza i quali gli impianti non potrebbero essere sul mercato (gli incentivi, che consentono ai gestori di vendere l’energia elettrica prodotta a prezzi superiori, fino a tre volte quelli di mercato, sono pagati dai cittadini anche grazie all’ignaro contributo devoluto attraverso la voce della bolletta elettrica “costruzione impianti fonti rinnovabili”).

 

Certi che

la prevenzione dei rifiuti e la raccolta differenziata seguiti da recupero e riciclo della materia rappresentino la strategia più sostenibile da adottare dal punto di vista ambientale e sanitario.

 

Chiedono che

 

a) sia bloccato ogni contributo pubblico teso ad agevolare, o finanziare, la combustione dei rifiuti, come attualmente previsto dai “certificati verdi”;

 

b) sia emendato il D.lgs. 387/2003 (il decreto di recepimento della Direttiva europea 2001/77/CE, relativa alla promozione dell'energia elettrica prodotta da fonti energetiche rinnovabili nel mercato interno dell'elettricità) che assimila ad energia rinnovabile quella ricavata dalla combustione di ogni tipologia di rifiuto;

 

c) i finanziamenti pubblici siano rivolti alla promozione di processi di produzione pulita e recupero di materia attraverso riciclaggio e compostaggio.

 

 

Ai sensi del D.Lgs.n.196/2003 - Codice in materia di protezione dei dati personali - Le informazioni sono raccolte ai soli fini della presente petizione popolare promossa da Greenpeace, Rete Nazionale Rifiuti Zero e dalle rispettive realtà locali a loro aderenti. Se Lei volesse richiedere di cancellare o aggiornare i suoi dati, è tenuta a scrivere ad entrambi i seguenti indirizzi di posta elettronica: info@greenpeace.it e ambientefuturo@interfree.it

 

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