Soldi per inceneritore e silenzi dei candidati bianco-rosso-verdi

 

 

Nota di Nimby trentino

 

Per l’iter verso il bando di gara per l’inceneritore si prefigurano, pur con qualche prolungata battuta d’arresto e distinguo, scadenze e reperimento di risorse, per le quali la Provincia investe quasi la metà di quei 176.000 euro su quella “consulenza piĆ¹ corposa, di 80mila euro”, secondo tempi più o meno lontani.

Mentre, invece, per l’estensione del “porta a porta”, con applicazione della scomoda (e, per gli inceneritoristi, inopportuna) tariffa puntuale, si assiste a ripetuti rinvii secondo un esasperato e poco “galvanizzante” iter. Forse, anche secondo gli eredi di Alex Langer, esasperatamente “Lento, Profondo, Soave”.

Rinvii programmati e slittati (dal 2008 al 2009 al 2010 ecc., ricordando che l’avvio della progettazione del nuovo metodo del “porta a porta” a Trento risale ai primi mesi del 2006) a dopo il suddetto bando di gara.

Per quei tempi chi saranno il nuovo sindaco e il nuovo assessore all’ambiente del Comune di Trento?

Quanta e quale sarà la volontà di questi nuovi interlocutori della Provincia nel procedere al nuovo calcolo che potrà essere applicato “solo quando il porta a porta sarà esteso a tutta la città” e che a tutt’oggi trova così scarsa disponibilità al diverso pronto reperimento delle sopraccitate risorse?

Si accettano scommesse: scrivere a info@ecceterra.org.

 

 

Ischia Podetti
Sul sito di Palazzo Thun pubblicato l'avviso di preinformazione.
Inaugurazione nel 2013

Inceneritore, appalto da 120 milioni

Cantieri non prima di settembre 2010. Esclusi finanziamenti pubblici

 

TRENTO - L'inceneritore che sorgerà a Ischia Podetti costerà tra i 90 e i 120 milioni di euro. E non ci saranno finanziamenti pubblici. Le stime, elaborate dagli uffici di Palazzo Thun, sono contenute nell'avviso di preinformazione che nei giorni scorsi l'amministrazione ha inviato alla Comunità europea per allertare il mercato in vista della definizione del bando di gara.

Il documento è stato pubblicato ieri anche sul sito del Comune: tre pagine, firmate dal dirigente del Servizio viabilità Bruno Delaiti, nelle quali vengono indicate modalità e tempi dell'appalto per l'impianto di Trento nord. Oggetto del bando di gara, precisa Delaiti, è la «concessione dei lavori per la progettazione, realizzazione e gestione dell'impianto di combustione o altro trattamento termico con recupero energetico per rifiuti urbani e speciali assimilabili». La dimensione della struttura conferma l'orientamento contenuto nel terzo aggiornamento del piano provinciale: al massimo 103mila tonnellate di rifiuti all'anno.


Per l'operazione, come annunciato in più occasioni, si ricorrerà allo strumento del project financing. «Non sono previsti finanziamenti pubblici » si legge nell'avviso di preinformazione. E allo stesso modo, prosegue il documento, l'appalto non sarà connesso ad alcun progetto o programma finanziato dai fondi comunitari. Saranno i privati, dunque, a doversi accollare la spesa di costruzione: un costo che varia tra i 90 e i 120 milioni di euro, Iva esclusa, «in funzione della tecnologia utilizzata e degli interventi mitigativi proposti oggetto di offerta» (più facile, viste le esperienze passate, che si raggiunga il costo più alto). Cifre, queste, che non si discostano di molto dai 98 milioni di euro dell'appalto per l'inceneritore di Bolzano (130mila tonnellate all'anno), vinto a dicembre dello scorso anno da una cordata di imprese altoatesine.

Per quanto riguarda la scaletta dei lavori, anticipata in parte qualche giorno fa dal sindaco reggente Alessandro Andreatta, il Comune deve fare i conti ancora con qualche incertezza. In sostanza, la trasmissione del bando di gara per la pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale dell'Unione europea, sottolinea Delaiti, avverrà «entro il 31 ottobre 2009». Da quella data, il termine minimo per la ricezione delle domande di partecipazione non potrà essere inferiore a 37 giorni. Quindi, dopo la scelta del vincitore, il progetto dovrà passare al vaglio della Via. E «a partire dal settembre 2010» i lavori potranno iniziare. Tre gli anni di cantieri messi in preventivo, e 20 gli anni di gestione dell'impianto da parte dell'impresa costruttrice (anche se questi ultimi due parametri saranno oggetto di offerta in sede di gara).
Intanto, entro domani i consulenti indicati dalla Provincia dovranno consegnare le loro valutazioni proprio in vista della preparazione del bando di gara dell'inceneritore.


Marika Giovannini

 

 

In città
Pompermaier: «Calcolo in base al numero di svuotamenti dei bidoni»

Rifiuti, tra due anni nuova tariffa

 

TRENTO - Mentre ci si prepara all'avvio del sistema porta a porta a Povo (la prima serata informativa sarà l'11 novembre), gli uffici di Palazzo Thun intensificano gli sforzi in vista dell'entrata in vigore della tariffa puntuale, che consentirà di pagare in base all'effettiva produzione dei rifiuti. «Il nuovo calcolo potrà partire solo quando il porta a porta sarà esteso a tutta la città» mette in chiaro l'assessore all'ambiente Aldo Pompermaier. Che detta i tempi: «Vogliamo terminare il percorso di allargamento entro la fine del 2009. L'obiettivo è dunque di applicare la tariffa puntuale dal primo gennaio 2010».

In questi mesi l'amministrazione sta vagliando vari sistemi. Ma Pompermaier sembra orientato a seguire la linea già indicata. «La soluzione del calcolo della tariffa in base al numero di svuotamento dei bidoncini - dice - ci sembra la migliore. Il sistema a peso sarebbe molto più costoso». Ci saranno comunque dei meccanismi di controllo: «L'Amnu di Pergine ad esempio - continua l'assessore - stima il numero di svuotamenti all'anno che dovrebbe effettuare una famiglia. Se non li fa, potrebbe aver portato i rifiuti altrove».

Ma a galvanizzare Pompermaier è soprattutto l'effetto della tariffa sulla raccolta differenziata: «Nelle zone dove è già stata introdotta si registra un aumento che va dal 5 al 15%. Con una riduzione degli imballaggi da parte della grande distribuzione».


Ma. Gio.

Corriere del Trentino, 30 ottobre 2008

 

 

Ischia Podetti
Ambientalisti sul piede di guerra: «L'impianto di smaltimento? Non serve».
Nimby: «Soluzione vecchia»
«Inceneritore, opera appetibile per i privati»
Lorenzo Kessler:
«Sarà una gara con più di un competitore. Aspettiamo il bando»

 

TRENTO - Lorenzo Kessler si mostra subito interessato: «È evidente che l'appalto per la realizzazione e la gestione dell'inceneritore di Trento può essere appetibile per i privati. Per capire quanto lo sarà, però, si dovrà attendere il bando di gara». All'indomani della pubblicazione sul sito del Comune dell'avviso di preinformazione per la costruzione dell'impianto di smaltimento dei rifiuti a Ischia Podetti ( Corriere del Trentino di ieri), l'amministratore delegato di «Project financing consulting » fa capire che l'appalto non passerà inosservato nel mondo imprenditoriale. «Ci sarà più di un competitore. Se parteciperò? È ancora prematuro per dirlo» mette le mani avanti Kessler. Che ricorda i vantaggi della finanza di progetto nella realizzazione di opere di interesse pubblico: «L'amministrazione - spiega - non deve sborsare un euro e ha la garanzia di tempi certi: l'investitore infatti ha tutto l'interesse a finire prima i lavori, in modo da iniziare a guadagnare ». Per i privati, invece, il modo di ripagare l'investimento è la vendita di energia prodotta dall'impianto. «L'inceneritore - prosegue l'ad - è una delle opere oggetto di project financing. Ci sono esempi a Bologna, in Lombardia. Ma per valutare l'effettivo interesse si dovrà leggere il bando di gara».


Di tutt'altro tenore i commenti degli ambientalisti. «L'inceneritore in Trentino è inopportuno» sbotta la presidente di Legambiente Maddalena Di Tolla. «In provincia - prosegue - i dati sulla differenziata sono ottimi. Realizzare ora un impianto di questo tipo rischia di bloccare l'aumento della differenziata e le politiche di riduzione dei rifiuti, ancora pressoché inesistenti». Non si sbilancia invece, la presidente di Legambiente, sull'affidamento ai privati di costruzione e realizzazione del termovalorizzatore. «Non so se sia meglio una società pubblica o una impresa privata francamente. Se l'obiettivo è di far rendere l'impianto, cambia poco. In ogni caso, nella gestione conterà molto la capacità della politica di dare degli indirizzi».

 

Critico anche Paolo Mayr. «La dimensione dell'inceneritore contenuta nell'avviso di preinformazione - osserva il presidente di Italia nostra - è basata su una valutazione di due anni fa, ampiamente superata dai risultati del porta a porta. Una potenzialità che come minimo andrebbe rivalutata. Ma questo presuppone una volontà politica. Certo, se l'impianto è considerato un affare il ragionamento è diverso». Mayr è netto: «Si vuole far credere che il calore ricavato dall'incenerimento dei rifiuti è energia rinnovabile. Ma non è così. Sia chiaro: incenerire vuol dire inquinare». Per il presidente di Italia Nostra, l'impianto è «un'assurdità». Così come «un errore» è affidarlo a un privato: «Vorrà bruciare il più possibile per guadagnare. E il porta a porta rischia di fermarsi ». Meglio, suggerisce Mayr, «andare avanti con la raccolta differenziata e con la riduzione dei rifiuti, trattando il residuo come fanno a Vedelago». Anche perché, conclude, «non è vero che l'inceneritore risolverà il problema delle discariche: serviranno anche con l'impianto».


Ad annunciare «novità» nell'azione per «un Trentino senza inceneritore» è Nimby. «Dalle parti di Palazzo Thun, Piazza Dante e Ischia Podetti - dice Adriano Rizzoli - non c'è niente di nuovo, né di ultima generazione. Su tutto, sembra ancora prevalere il "patto a tre" del 2002. Che come segnalato da Italia Nostra vede l'esclusione di almeno 221 dei 223 comuni trentini». Rizzoli va oltre: «Non si intravede niente di nuovo se la strada rimane quella vecchia, che esclude anziché ascoltare le ragioni altrui. Ne è la riprova la mancanza, a tutt'oggi, di qualsiasi valutazione pubblica allargata tra i favorevoli e i contrari all'impianto. Idem per quella conferenza di informazione in Provincia che due anni fa, richiesta da Forza Italia, Udc e Rifondazione, sembrava sul punto di decollare». E ancora: «Eurostat pone Trento tra le 12 città più inquinate d'Europa: manca solo un inceneritore per ambire al top. Ovviamente senza aver ancora assistito alla minima concessione di un pubblico approfondimento sugli aspetti sanitari».


Marika Giovannini

Corriere del Trentino, 31 ottobre 2008

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