Trento Nord, bocciata la bonifica unitaria

La Provincia: vincolo eccessivo, tempi lunghi

 

 

La Commissione urbanistica provinciale ritiene «meritevole di approvazione» la variante per la riqualificazione urbana delle aree Sloi e Carbochimica, ma boccia due punti qualificanti del documento programmatorio. Il primo è di procedura: l'atto di indirizzo previsto dal Comune, da allegare al progetto di bonifica trasmesso al ministero dell'Ambiente, è ritenuto uno strumento debole, meglio passare subito al piano guida. L'altro è il nodo attorno al quale si sono sviluppati lo scontro politico all'interno del Consiglio comunale e i contrasti tra Palazzo Thun e i privati proprietari delle aree: la scelta di completare la bonifica dell'intera area prima di qualsiasi pianificazione attuativa. La Cup dice no: è un vincolo eccessivo, allunga i tempi di intervento e porta maggiori disagi nelle aree confinanti. La Commissione provinciale ritiene che il suo parere contenga, esplicitamente o implicitamente, anche la risposta alle osservazioni dei privati alla variante. In pratica, sul punto cruciale della contemporaneità della bonifica dà ragione ai proprietari, la Tim di Rino Albertini, la Mit di Pietro Tosolini, la Imt di Sergio Dalle Nogare, e la Elma dei Podini.

 

La variante, sostiene la Cup, è conforme alla normativa nazionale e provinciale. Il perimetro della zona interessata è stato rivisto rispetto alla precedente pianificazione del 1994 a causa del mutato contesto edilizio. Il processo attuativo prevede che il Consiglio comunale, dopo l'approvazione della variante, adotti un atto di indirizzo per accompagnare il progetto di bonifica con un quadro dell'assetto ipotizzato. Qui sorge il primo intoppo. Secondo la Cup, un atto di indirizzo è uno strumento urbanistico di cui non è chiara l'efficacia giuridica. In questo modo potrebbe essere indebolito l'obiettivo dell'amministrazione di governare il processo di bonifica. Meglio sostituire l'atto con il piano guida, previsto dalla legislazione vigente.

 

Il secondo elemento di criticità rilevato dalla Commissione riguarda le norme che prevedono che gli interventi operativi non possano aver inizio prima della completa bonifica dell'area, nonostante, osserva la Cup, il grado di inquinamento sia diversificato o addirittura inesistente da zona a zona. Dato per scontato che l'utilizzazione edilizia possa avvenire solo dopo la certificazione del risanamento dei terreni, per la Cup la procedura allunga eccessivamente i tempi, mentre, ad esempio, la bonifica delle rogge, a cura della Provincia, è già avviata e l'area Sloi è già stata destinata temporaneamente a cantiere per questa operazione. Inoltre, la presenza di due o più cantieri graverebbe in modo notevole sulla viabilità circostante a causa delle ampie misure di sicurezza necessarie per garantire la tutela delle attività esistenti nei territori confinanti.

 

Per il resto, dalla Cup arriva l'ok sulle destinazioni previste, sulla capacità edificatoria, con un massimo di 480 mila metri cubi contro i 470 mila del piano precedente, sulle superfici destinate a servizi pubblici, non solo congrue ma tali da garantire un assetto urbanistico e paesaggistico di elevata qualità. Per ora in Comune non si commenta il parere provinciale. Il sindaco reggente Alessandro Andreatta puntualizza che l'opinione dell'amministrazione verrà espressa prima in commissione urbanistica comunale, e questo non accadrà prima di gennaio.

 

Le varianti in commissione

Ieri la commissione urbanistica di Palazzo Thun, presente Andreatta, ha completato l'esame dei pareri delle Circoscrizioni sulla variante degli indici. Tra i 7 su 12 arrivati, solo Mattarello ha detto no, le altre hanno approvato con osservazioni. Nel complesso, ha detto il presidente Marco Dalla Fior, «sono rilievi che si allacciano a situazioni particolari». Per queste sarà decisivo lo studio puntuale delle aree collinari, già messo in cantiere. Oggi la commissione conclude l'esame delle osservazioni alla variante opere pubbliche. L'intento dell'amministrazione è portare gli indici in Consiglio il 2 dicembre e le opere pubbliche due settimane dopo.

 

Francesco Terreri

l’Adige, 21 novembre 2008

 

 

Qualche dubbio dei tecnici sulla procedura prevista da Palazzo Thun

Trento nord, via libera della Provincia

 

 

TRENTO - La variante per la riqualificazione dei terreni inquinanti di Trento nord ottiene un via libera importante. Nei giorni scorsi, infatti, a promuovere la previsione di Palazzo Thun è stata la commissione urbanistica provinciale.

Un documento di «sole» quattro pagine, quello inviato dalla Cup agli uffici comunali: poche, se confrontate con le quasi venti pagine necessarie ai tecnici provinciali per giudicare e «stroncare» la variante 2004 al piano regolatore generale.

Di fatto, la commissione ha espresso un sostanziale via libera alla variante, sollevando però alcune perplessità e indicazioni che riguardano in particolare la procedura e la modalità di attuazione della riqualificazione.

 

Secondo la mediazione raggiunta a Palazzo Thun dopo mesi di scontri e trattative, sulle aree ex Sloi e Carbochimica si potrà iniziare a costruire il nuovo quartiere solo quando sarà terminata la bonifica di entrambi i comparti. Ma ad opporsi alla prospettiva sono stati i proprietari dei terreni inquinati (la Tim di Albertini, la Mit di Tosolini e la Imt di Dalle Nogare riuniti nel Consorzio di bonifica e sviluppo Trento Nord), che in un'osservazione alla variante depositata nei mesi scorsi hanno chiesto di rivedere questa linea. Ottenendo però il «niet» da parte dell'amministrazione.

 

Questo pomeriggio il sindaco reggente Alessandro Andreatta consegnerà le valutazioni della commissione urbanistica provinciale ai membri della commissione urbanistica comunale, che si riuniranno per discutere delle varianti per opere pubbliche e della collina.

Ma per entrare nel merito dell'argomento si dovrà attendere ancora qualche settimana. L'intenzione del sindaco è infatti di portare in aula la variante di Trento nord a gennaio. Per cercare di chiudere entro la fine della legislatura.

 

Ma. Gio.

Corriere del Trentino, 20 novembre 2008

 

 

Via libera da parte dei tecnici della commissione urbanistica.
Ora si va all’adozione definitiva

Trento Nord, la Provincia dà l’ok

Parere positivo alla variante. Perplessità sull’edificazione unitaria

 

 

TRENTO. Il Comune incassa il parere positivo dei tecnici provinciali sulla variante che pianifica le aree inquinate di Trento Nord. Il parere della Commissione urbanistica provinciale, un documento di alcune pagine, è arrivato a palazzo Thun già una ventina di giorni fa, ma solo oggi il sindaco Alessandro Andreatta lo consegnerà ai componenti della commissione urbanistica comunale.

Vista la fitta agenda della commissione da qui a dicembre, con la variante della collina e la variante per opere pubbliche, la questione Trento Nord slitterà però probabilmente a gennaio.

 

Sulla pianificazione approvata in prima adozione dal consiglio comunale (in totale 480 mila metri cubi) la commissione provinciale esprime un giudizio sostanzialmente positivo, ma evidenzia anche alcune perplessità sul percorso prospettato. Cardine della variante è l’obbligo per i privati di disinquinare l’intera area - Sloi e Carbochimica - non solo prima di cominciare a costruire ma anche prima di poter vedere approvato il piano attuativo che pianifica il comparto. Un vincolo che i proprietari dei terreni (riuniti nel Consorzio di bonifica e sviluppo hanno duramente contestato nelle osservazioni alla variante inviate in agosto al Comune, arrivando a minacciare una causa legale per danni (stimati in decine di milioni di euro) se l’amministrazione non terrà conto delle loro richieste.

 

Secondo i privati l’operazione di bonifica sarebbe infatti troppo onerosa da sostenere senza un parziale rientro dei costi derivante dall’avvio dei cantieri almeno sulla Carbochimica, l’area del comparto meno inquinata per la quale - a differenza della Sloi - è già stato individuato un metodo di disinquinamento.

Sotto questo pressing l’amministrazione comunale aveva impresso un’accelerazione alla variante confezionando un accordo «blindato» con il centrodestra pur di evitare l’ostruzionismo. Era stato così messo in soffitta il progetto di un percorso più flessibile che immaginava un’edificazione in due tempi: prima la Carbochimica (sulla quale il progetto di bonifica è già a buon punto), poi la Sloi, sulla quale ancora non esiste alcuna certezza su modi, tempi e costi dell’intervento. La nuova norma prevede un piano attuativo unico su tutti i 14 ettari.

 

Ma è proprio su questo tipo di percorso, considerato molto rigido, che i tecnici provinciali hanno espresso le loro perplessità. La partita si annuncia più che mai complessa. La variante va allegata al progetto di bonifica da spedire al ministero. La domanda a questo punto è: l’amministrazione punterà ad approvarla, portando a casa un obiettivo inseguito da anni pur col rischio di andare incontro ai ricorsi dei privati, oppure preferirà rinviare la patata bollente alla prossima legislatura?

 

(ch.be.)

Trentino, 20 novembre 2008

 

 

La polemica Manuali avverte: «Non si torni indietro sulla bonifica unitaria».
Filippin: «Dalla Provincia documento scandaloso»

Trento nord, scontro sul parere della Cup

Salvati: Dalla Fior allineato ai privati.
Il presidente: giudizio pesante in caso di ricorsi

 

 

TRENTO - Che il parere della commissione urbanistica provinciale sulla variante di Trento nord avrebbe sollevato un polverone a Palazzo Thun lo si era intuito subito. E infatti, all'indomani della consegna del documento di Piazza Dante ai membri della commissione urbanistica comunale (Corriere del Trentino di ieri), il clima è già incandescente.

 

Ad alzare il tono dello scontro è Nicola Salvati. Che in una nota torna alla seduta di giovedì. E non risparmia critiche al presidente della commissione Marco Dalla Fior. «Osservando che la Provincia - scrive il consigliere del Pd - riprendeva e sosteneva la vecchia tesi dei proprietari, che chiedevano di poter bonificare e costruire sulle varie zone del sito in tempi distinti, il presidente della commissione ha ribadito la sua tesi, perfettamente allineata a quella della Provincia e dei proprietari, dimentico che il consiglio ha già votato per una bonifica integrale del sito prima del suo utilizzo edificatorio». Poi osserva: «Ho avvertito che sia i membri della Cup che Dalla Fior conoscono qualcosa che io non conosco. Avanzo un'ipotesi: si sa già che la bonifica dell'ex Carbochimica ha un costo che permette una buona remunerazione attraverso la successiva edificazione mentre il costo della bonifica dell'ex Sloi ha un costo che non si remunera con la successiva edificazione. Ciò rappresenterebbe un valido motivo per autorizzare la bonifica e costruire solo sull'area più vantaggiosa?». Un'ipotesi, questa, che secondo Salvati farebbe venir meno «il patto che lega l'amministrazione alla proprietà dell'intero sito». E precisa: «Al momento mantengo la posizione prudenziale di approvare la trasformazione del sito in zona C6, impegnando i proprietari a bonificarlo per intero prima di procedere alla costruzione». Il consigliere conclude: «L'amministrazione ha l'obbligo di perseguire il massimo interesse dei cittadini, i quali sono stati più volte garantiti che sarà perseguita la bonifica dell'intero sito prima di autorizzare l'edificazione di un solo metro cubo. Prudenza consiglia di confermare l'ipotesi di trasformazione urbanistica dell'intero sito in C6, mantenendo il potere di modificarla se nel progetto di bonifica dovessero nascere sorprese insuperabili».

 

Di tutt'altro avviso, com'è facile intuire, Marco Dalla Fior (Td). «Ho sempre sostenuto che prevedere un piano guida con un unico piano attuativo è un peso eccessivo» sottolinea il presidente della commissione. Che ribadisce la sua posizione: «Stiamo parlando di un'operazione complessa. Se vogliamo che parta davvero è necessario snellirla e valutare se ci sono soluzioni sufficientemente garantiste per consentire la previsione di due piani attuativi». Dalla Fior concorda con la Cup: «Attraverso un piano attuativo unico non si prende atto della diversità delle due zone, ex Sloi e Carbochimica». E rilancia: «Forse è il caso di riconsiderare la norma, affrontando con coraggio il problema dei meccanismi che possono garantire da un lato il reale sviluppo della zona e dall'altro un reale disinquinamento». Tenendo presente un aspetto: «Questo parere della Cup ce lo troveremo con forza nel caso in cui i privati decidessero di fare ricorso».

 

Ma a non condividere il giudizio dei tecnici provinciali sono anche le opposizioni. «La bonifica dovrà essere unitaria. Altrimenti si corre il rischio di avere una parte di comparto disinquinata e l'altra no» mette in chiaro Giorgio Manuali (Forza Italia). Che di fronte al parere della Cup si rivolge direttamente al consiglio: «Mi auguro che l'aula sia coerente con quanto già deciso. Se non ci sarà una risposta forte in questo senso, da parte nostra sapremo quali misure mettere in atto». Giudizio «durissimo» anche per Giuseppe Filippin. «Un parere scandaloso, politicizzato, che non tiene conto delle motivazioni del Comune» sbotta il capogruppo della Lega. «Il consiglio - conclude - ha trovato la quadra con difficoltà, ora non credo si voglia rimescolare tutto».

 

Marika Giovannini

Corriere del Trentino, 22 novembre 2008

 

 

Marchesi (Pd): «Doveroso ribadire la decisione presa».
Tarolli (Udc): «La Provincia ha fatto bene»

Trento nord, Gilmozzi striglia il Comune

L'assessore: «Il parere dei tecnici va rispettato.
Aspettiamo le controdeduzioni»

 

 

TRENTO - Mauro Gilmozzi non trattiene un moto di irritazione: «Il parere della commissione urbanistica provinciale non può sempre apparire come qualcosa che dà fastidio». Dopo giorni di polemiche per la valutazione espressa dalla Cup sulla variante di riqualificazione dei terreni inquinati di Trento nord (Corriere del Trentino di ieri), l'assessore provinciale all'urbanistica risponde senza mezzi termini ai consiglieri di Palazzo Thun.

 

«I pareri della commissione urbanistica sono tecnici, non politici. Cerchiamo di non confondere i due piani» sottolinea Gilmozzi. Che difende a spada tratta il lavoro della Cup: «Stiamo parlando del massimo organismo provinciale per quanto riguarda l'urbanistica. Auspico che ci sia rispetto per i giudizi che vengono espressi. Tra l'altro, la valutazione su Trento nord è stata portata a termine con la massima disponibilità da parte di tutti». E a chi invita il Comune a non modificare la propria posizione l'assessore provinciale replica: «Come di consueto, attendiamo le controdeduzioni e le osservazioni di Palazzo Thun».

 

Intanto, però, in via Belenzani il dibattito non accenna a placarsi. All'indomani della dura presa di posizione di Nicola Salvati (Pd), a cercare di smorzare i toni è Michelangelo Marchesi. «Seppur interlocutorio, il parere della Cup è stato accolto con un certo sconcerto» ammette il capogruppo del Partito democratico, che subito aggiunge: «Se da un lato ci sono alcune preoccupazioni rispetto alle posizioni dei proprietari dei terreni, e per questo capisco le sollecitazioni di Marco Dalla Fior, dall'altro non si può dimenticare che la decisione presa è frutto di un accordo politico, che accoglieva anche i timori trasversali rispetto a un approccio parziale alla questione». Marchesi invita quindi a non cambiare idea: «Sono convinto che la soluzione raggiunta sia quella da percorrere fino a prova contraria. Se emergeranno valutazioni che ci costringeranno a ragionare in modo diverso si vedrà». Un cambio di rotta, avverte il capogruppo Pd, rischierebbe di far saltare l'accordo, allungando i tempi e magari facendo slittare l'approvazione della variante alla prossima legislatura. «È opportuno - fa presente Marchesi - approvare il documento entro maggio, in modo da far partire almeno il percorso. Da parte del Comune, è doveroso ribadire l'orientamento preso».

 

Non la pensa così Flavio Maria Tarolli. «Salutiamo con favore - scrive in una nota il consigliere dell'Udc - la determinazione provinciale, che consente di avviare, come da noi auspicato, almeno la cura di una parte della metastasi territoriale da tempo nel cuore della città di Trento». E ancora: «In epoca di crisi invito tutti a essere realisti e responsabili: si inizi a fare almeno quello che oggi è possibile, lasciando all'avvenire il lusso delle beghe dettate da valutazioni contingenti di opportunità politica».

 

Ma. Gio.

Corriere del Trentino, 22 novembre 2008

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