Il cancro alla tiroide nei venti anni dopo Chernobyl

Traduzione parziale da
Twenty years experience with post-Chernobyl thyroid cancer
Dillwyn Williams MD, F Med Sci Professor
Strangeways Research Laboratory, Worts Causeway, Cambridge CB1 8RN, UK
20 settembre 2008

 

 

Children under the age of 1 at exposure show the highest susceptibility, and carry this risk with them into adult life; 4000 cases have been attributed to the accident, but so far very few have died. The risk falls rapidly with increasing age at exposure; it is doubtful if there is any risk for adults at exposure.

 

I bambini di età inferiore ad un anno al momento dell’esposizione sono quelli con la predisposizione più elevata ad ammalarsi e tale rischio continua anche nell’età adulta. I casi attribuiti all’incidente sono 4000, ma finora i morti sono pochissimi. Il rischio diminuisce rapidamente mano a mano che aumenta l’età a cui è avvenuta l’esposizione.

 

[...]

 

Another lesson comes from the attitude in the West to the early reports of an increased incidence in childhood thyroid carcinomas only 4 years after the accident.

The scepticism was based on the dogma that the latent period for radiation-induced thyroid carcinoma was 10 years, and that iodine-131 carried low or no carcinogenic hazard. Both dogmas were wrong. The first was based on external radiation in an iodine-sufficient population with very many fewer children studied than were exposed after Chernobyl; the second was based on experiences with iodine-131 administered to adults, mostly using high doses as therapy. In retrospect, it was not appropriate to apply this experience to the exposure of millions of children living in iodine-deficient areas to sub-ablative doses of iodine-131.

The final point arises from a comparison with the experience after the atomic bombs. Comprehensive international studies were set up to monitor the long-term health consequences. The great majority of these effects did not become apparent until more than 20 years after exposure. It may well be that because of the different pattern of radiation exposure the same will not be true after Chernobyl. However, if the international community does not support studies of the effects both in the high-exposure areas around the reactor and in more distant low-dose areas for the life-time of those exposed, the full consequences of exposure to fallout may never be known.

 

Un’altra lezione ci viene dall’atteggiamento in Occidente verso i primi rapporti sull’aumento dell’incidenza dei carcinomi tiroidei nell’infanzia a distanza di soli 4 anni dall’incidente.

Lo scetticismo era basato sul dogma che il periodo di latenza del carcinoma della tiroide indotto da radiazione fosse di 10 anni e su quello che allo iodio–131 fosse legato un rischio di cancerogenicità basso o nullo. Entrambi i dogmi erano sbagliati. Il primo era basato su studi di popolazioni esposte a radiazione esterna, che avevano livelli di iodio sufficienti e un numero di bambini di gran lunga inferiore a quelli esposti dopo Cernobyl. Il secondo era basato su esperienze di somministrazione di iodio–131 ad adulti, per lo più usando dosi elevate come terapia. A posteriori si può affermare che non era appropriato applicare questa esperienza all’esposizione a dosi sub-ablative di iodio–131 di milioni di bambini che abitavano in zone con livelli di iodio insufficienti

L’ultimo punto proviene dal confronto con quello che è successo dopo le bombe atomiche. Furono avviati studi internazionali di vasta portata per monitorare le conseguenze a lungo termine sulla salute. La maggior parte di questi effetti non si manifestò fino a più di 20 anni dopo l’esposizione. Può ben essere che dopo Cernobyl  non si verificherà la stessa cosa, a causa del modo diverso in cui si è verificata l’esposizione alla radiazione. Comunque, se la comunità internazionale non dà il suo appoggio a studi per valutare nel corso della loro vita gli esposti agli effetti sia di dosi elevate nelle zone intorno al reattore, sia di dosi basse nelle zone più distanti, potrebbero restare per sempre ignote le conseguenze piene delle esposizioni al fallout.

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